Sciopero nazionale di portuali e marittimi/ Genova paralizzata: manifestazioni anche a Savona

- Davide Giancristofaro Alberti

Sciopero nazionale di portuali e marittimi, a Genova giornata di tensione e disagi: rischio paralisi quasi totale della circolazione del traffico complice anche una manifestazione

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Traffico in tilt a Genova per lo sciopero dei portuali e marittimi - Primo Canale

Sciopero nazionale di portuali e marittimi, Genova paralizzata ma non solo. Liguria nel caos come sottolinea Il Secolo XIX: i lavoratori portuali hanno aderito allo sciopero nazionale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti anche a Savona. I portuali ed i marittimi hanno organizzato un presidisio ai varchi che durerà per tutta la giornata di oggi, venerdì 11 maggio 2018. Bloccato temporaneamente anche il traffico sull’Aurelia per trenta minuti: disagio alla circolazione stradale con numerose proteste dei viaggiatori. Anche a Savona è circolato il volantino con le motivazioni della protesta e del conseguente sciopero per “il ripetersi di azioni volte a eludere le regole e a mortificare il lavoro portuale a scapito della sicurezza. Il lungo e tragico elenco d’incidenti sul lavoro nei porti, spesso mortali, che annovera lavoratori dei terminal, delle compagnie portuali, delle imprese di autotrasporto, delle compagnie di navigazione deve essere interrotto”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CORTEO DEVIA IL SUO PERCORSO

E’ iniziata la manifestazione di protesta in quel di Genova, da parte dei lavoratori portuali e marittimi. I sindacati di Fit, Filt e Uiltrasporti, hanno indetto 24 ore di sciopero a livello nazionale, e fra le città interessate vi è anche il capoluogo ligure, il porto più importante della nostra penisola. Centinaia i manifestanti che questa mattina hanno alzato la voce contro l’autoproduzione, ovvero, come scrive l’edizione online de IlSecoloXIX, «la scelta dei terminalisti di utilizzare marittimi anzichè portuali per il rizzaggio e derizzaggio dei contenitori sulle navi e per la sicurezza del lavoro». Il corteo dei lavoratori è partito attorno alle ore 8:00 di oggi da lungomare Canepa, e terminerà presso la Prefettura in largo Eros Lanfranco. I “protestanti” hanno però deciso di deviare il proprio percorso stabilito dopo aver ricevuto la notizia che il vertice dell’Authority Signorini non parteciperà all’incontro, ed hanno quindi deciso di passare da palazzo San Giorgio per consegnare uno striscione con scritto «Contro l’autoproduzione: stop alla concessione». Genova sta subendo forti disagi a livello di traffico, sia per la manifestazione ma anche e soprattutto perché vi sono un centinaio di mezzi pesanti destinati al porto, impossibilitati ad entrarvi. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GIORNATA DI DISAGI A GENOVA

Si preannuncia una giornata di passione per Genova. Quest’oggi è stato indetto da Cgil, Cisl e Uil una giornata di sciopero nazionale da parte dei lavoratori portuali e marittimi, e nel capoluogo ligure c’è il forte rischio che si verifichi una paralisi del traffico. Visto il blocco dei lavori al porto, i 500 tir che sono arriveranno a Genova per scaricare/caricare le merci, saranno obbligati a sostare altrove, e di conseguenza la polizia locale e quella stradale si sono subito attrezzate dalle prime ore di questa mattina per smistare i mezzi pesanti sul lungomare Canepa, ma anche nelle vie Guido Rossa, 30 Giugno, Perlasca, Tea Benedetti. L’appello del Comune di Genova ai cittadini, è di usare il meno possibile i mezzi privati, facendo quindi affidamento sul sistema di trasporto pubblico, e di cercare di evitare le zone suddette, che ovviamente saranno quasi totalmente bloccate.

GIA’ DIVERSI MEZZI INCOLONNATI

Prevista inoltre una manifestazione che dovrebbe essere caratterizzata da un corteo di circa 500 persone, sul lungomare Canepa, via Milano e Stazione Marittima andando verso la prefettura, un’altra situazione che ovviamente creerà disagio al traffico cittadino. Ma perché questo sciopero? «Alla base dello sciopero – spiegano i sindacati – i casi di autoproduzione nelle operazioni portuali, a dispetto di quanto previsto dalla legge 84/94 sui porti, con conseguenti ricadute sul tema della sicurezza, gli atteggiamenti e le azioni delle singole Autorità di sistema portuale». Poco prima delle 8, come fanno sapere Primo Canale e il Secolo XIX, erano già diversi i mezzi pesanti incolonnati.

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