CAOS MIGRANTI & LEGA/ Blangiardo: Lombardia e Veneto, un modello per l’Italia (e per M5s)

- int. Gian Carlo Blangiardo

Il fenomeno degli sbarchi dei migranti in Italia è fortemente diminuito nei primi mesi dell’anno, ma come si comporterà una Lega di governo? Ne parla GIAN CARLO BLANGIARDO

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LaPresse

In vista di quello che sembra ormai un governo in procinto di salpare, l’inedita alleanza Lega-M5s, nonostante gli stessi protagonisti non ne parlino limitandosi a flat tax e reddito di cittadinanza, è inevitabile chiedersi cosa farà il nuovo governo sulla problematica dei migranti, cavallo di battaglia da sempre di Lega ed M5s, un tema che ha inciso moltissimo sulla vittoria elettorale. In modo curioso, i dati diffusi in queste ultime ore dal Viminale ci danno cifre sorprendenti, meno 78% di sbarchi di migranti in questi primi cinque mesi del 2018, addirittura -84% di arrivi dalla Libia. Un calo che potrebbe tornare utile a Salvini, ma che secondo il professor Gian Carlo Blangiardo da noi intervistato “è solo provvisorio, fa riferimento a questa prima metà del 2018 confrontandola con il secondo semestre del 2017 quando ci fu un picco di arrivi. Il fenomeno è tutt’altro che in fase conclusiva, perché non incide sui paesi di provenienza dove invece le masse continuano a muoversi per arrivare sulle coste del Nordafrica. Inevitabilmente il serbatoio di contenimento non potrà durare per sempre”.

Professore, i dati del ministero dell’interno ci dicono di una riduzione molto forte del fenomeno migranti, a cosa è dovuto principalmente?

Già il bilancio del 2017 ci diceva di una grossa diminuzione di arrivi rispetto all’anno precedente ed evidentemente il fenomeno sta ancora continuando. Ma occorre cautela: il confronto fatto su questi primi mesi del 2018 è in qualche modo esasperato, perché fatto confrontando gli stessi mesi del 2017 che invece erano di alto flusso. Questo ci dà l’impressione di un grosso cambiamento che solo alla fine dell’anno potremmo dire se è tale o no.

Le cause comunque di questa riduzione in questi primi mesi del 2018?

Il blocco in Libia dimostra di avere i suoi effetti, ma questo non vuol dire che il serbatoio non continui a riempirsi, perché non si incide sui flussi dai paesi di provenienza. C’è quindi il rischio che ci sia un addensamento che prima o poi può trovare uno sbocco. Dunque non si può parlare di scampato pericolo, è una stasi momentanea.

Con una Lega che si accinge ad andare al governo e che ha fatto del problema migranti il suo cavallo di battaglia, cosa succederà nelle politiche migrstorie del nostro paese?

La Lega ha da sempre un indirizzo abbastanza chiaro rispetto al fenomeno, le parole d’ordine sono bloccare gli arrivi e rispedire indietro i clandestini. Teniamo conto che in Italia gli irregolari, a differenza di qualche anno fa, sono cresciuti non in modo drammatico, ma comunque concreto; chi arriva e non fa domanda o se la vede respinta in genere rimane qui, il fenomeno dei clandestini dunque c’è si è acuito.

Che cosa farà il nuovo governo? Anche M5s sui migranti ha avuto una politica piuttosto similare a quella leghista.

La Lega con coerenza rispetto ai suoi programmi insisterà nel trovare una soluzione certamente nei paesi di partenza, ma possiamo pensare anche a iniziative nei paesi di provenienza.

Ma i proclami di Salvini sui clandestini? 

In linea di principio mettere in cantiere l’allontanamento dei clandestini non è cosa facile, ci sono costi notevoli, il problema è complesso. Se Salvini andrà agli interni, come sembra che sia, credo che una mano più ferma pur nel rispetto di certi principi ci sarà.

Non sbatterà tutti i clandestini a mare, per capirci?

No, assolutamente, però l’idea di dare un controllo maggiore al fenomeno ci sarà e penso che troverà degli sviluppi favorevoli.

Di solito si parla di maggior sicurezza, cioè di polizia. Il problema migranti però significa anche centri di accoglienza adeguati e rispetto della dignità umana, a cosa darà la priorità il nuovo governo?

I problemi di accoglienza ci sono e sono noti e sono note anche le possibili strade per tentare un miglioramento nella gestione. Secondo me la Lega ha dimostrato, come istituzione di governo in regioni come Lombardia o Veneto, una solida esperienza di governo. Personalmente non vedo con pessimismo la novità di governo.

Come forza di governo agiranno in maniera diversa insomma?

Una volta al governo lasceranno gli slogan, non servirà più denunciare i problemi, ma risolverli. Si tratterà da parte della Lega di acquisire un ruolo diverso e governerà come ha dimostrato di saper governare a livello regionale e territoriale. 

(Paolo Vites) 

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