Alessandro Di Battista: “Ascoltate la gente nei bar non le banche”/ Appello a M5S e Lega: “Siate dei patrioti”

Alessandro Di Battista parla su Facebook e sprona i vertici di M5S e Lega a non farsi condizionare dalla Borsa o dall’aumento dello spread: “Non siate emissari del capitalismo finanziario”

alessandro_dibattista_m5s_protesta_comizio_lapresse_2017
Di Battista contro Mattarella: indagato il padre (Foto: LaPresse)

Alessandro Di Battista non ci sta e, al termine di una giornata in cui a dominare le prime pagine di molti quotidiani online sono state le notizie sulla nuova impennata dello spread tra Btp e Bund e il pesante passivo registrato a Piazza Affari, interviene a gamba tesa sulla trattativa in corso tra il Movimento 5 Stelle e la Lega per la stesura del cosiddetto contratto di governo, rivolgendo un appello a tutti quei parlamentari che lui non esita a chiamare patrioti. In un articolato post apparso sulla sua pagina Facebook (al termine della quale annuncia che domenica prossima sarà nel parterre di ospiti di “Non è l’arena” di Massimo Giletti su La7), l’ex deputato grillino invita coloro che sono impegnati nel tentativo di dare un governo al Paese di “non pensare allo spread e di non diventare degli emissari del capitalismo finanziario”: dunque, uno degli esponenti più importanti (oltre che il più amato) della componente “movimentista” dei pentastellati segue a stretto giro di posta gli interventi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio che, dopo le accuse del Financial Times che li aveva appellati come “nuovi barbari” e i moniti arrivati da Bruxelles ma anche da fronte interno in seguito alla diffusione di alcune bozze preliminari del suddetto “contratto alla tedesca”, avevano risposto a muso duro spiegando di non temere le intimidazioni dei “tecnocrati” e, anzi, di considerarle uno sprone per andare avanti.

L’ACCORATO POST SU FACEBOOK, “SIATE PATRIOTI”

Nel suo accorato post su Facebook, Alessandro Di Battista ha ironizzato sui “fantomatici mercati” che sono tornati a farsi sentire proprio quando pare che la definizione di una intesa per un programma di governo condiviso tra Movimento 5 Stelle e Lega sia al rush finale: “Eppure non aprivano bocca quando si massacravano i lavoratori, si tagliavano le pensioni e si regalavano denari pubblici alle banche private” attacca Dibba, come lo chiamano i suoi fan, rivolgendosi direttamente non solo ai suoi ex colleghi a Montecitorio ma pure a quelli della Lega (nei cui confronti non è mai stato propriamente tenero in passato) per spronarli a non mollare e ad ascoltare di più la gente nei bar, nei mercati rionali e il dolore dei cittadini che non le notizie riguardanti lo spread o quelle di Borsa. “Siate patrioti, siate rappresentanti del popolo italiano e non emissari del capitalismo finanziario” continua Di Battista che critica il tentativo di qualche consiglio di amministrazione di far cadere un governo non ancora nato. “E se proprio vi interessano i numeri ve ne ricordo uno io: 440” conclude l’ex deputato, spiegando che si tratta degli euro che percepisce un pensionato minimo in Italia dato che, a suo dire, “la povertà è diventata endemica e talmente collettiva che non la si nota più, ma esiste eccome”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori