Camorra: arrestati due medici della Napoli bene in affari con il clan Lo Russo/ Riciclaggio di denaro sporco

Camorra, arrestati i fratelli D’Ari: medici insospettabili in affari con il clan Lo Russo. Gravi le accuse nei loro confronti, che avrebbero gestito dei ristoranti assieme ai camorristi

killer vigilante
Immagine di repertorio (Pixabay)

Nuovi sviluppi per quanto riguarda l’arresto avvenuto a Napoli nelle scorse ore da parte della Dia, di due medici ritenuti insospettabili. I fratelli D’Ari sono infatti considerati due stimati professionisti nella città partenopea e dintorni, e la notizia del loro arresto ha decisamente colto di sorpresa. In totale la Procura di Napoli ha emesso cinque ordini di custodia cautelare, di cui due destinati appunto al chirurgo estetico e al fratello anestesista. Un altro è stato invece emesso nei confronti di Adriana Lo Russo (però finita agli arresti domiciliari), coniuge di Mollica Domenico (già in carcere), e sorella di Carlo Lo Russo, esponente dell’omonimo clan, con l’accusa di ricettazione aggravata, per aver consegnato ingenti somme di denaro sporco, provenienti da attività illecite dei clan. Infine, le ultime due ordinanze sono state emesse nei confronti di due soggetti la cui identità fino ad ora non è stata rivelata, ma che avrebbero avuto sempre a che fare con il clan camorristico di cui sopra, in varie attività illecite. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

I DUE MEDICI: DA VITTIME A CARNEFICI

Emergono ulteriori dettagli circa il blitz delle forze dell’ordine in quel di Napoli, che ha portato all’arresto nelle scorse ore dei fratelli D’Ari, due medici insospettabili invischiati con il clan camorrista Lo Russo. Come riportato da Il Messaggero, entrambi avrebbero fatto affari con la camorra con delle attività di ristorazione di Chiaia e del Lungomare partenopeo. Il tutto inizia nel 2013, quando i due medici di cui sopra, acquisirono dei ristoranti da malavitosi, per divenire poi vittime di estorsione, dovendo pagare ogni mese la classica mazzetta alla camorra. A quel punto, i medici D’Ari, non si sa per quale ragione, decidono di mettersi in affari con gli stessi camorristi del clan Lo Russo, gestendo un giro di denaro di dubbia provenienza. Un’operazione che si realizzava negli anni 2013-2014, durante la quale furono impiegati circa 100mila euro, tutti provenienti da attività illecite. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ARRESTATI DUE MEDICI INSOSPETTABILI

Due medici insospettabili sono finiti in manette nelle scorse ore, nell’ambito di un’operazione anti camorra eseguita in quel di Napoli. Si tratta precisamente, come riportato dall’edizione online de Il Messaggero, dei fratelli D’Ari, Antonio (classe 1981) e Luigi (classe 1975): il primo è uno stimato chirurgo estetico, mentre il secondo è un anestesista. Entrambi sono molto conosciuti nella città partenopea, lavorando anche in due cliniche private, e secondo le accuse, sarebbero complici del clan Lo Russo. In poche parole, i due professionisti sono accusati di aver acquisito e gestito alcuni ristoranti appartenenti a camorristi in carcere (siamo nel periodo 2013-2014), facendo poi investimenti con gli stessi malviventi.

LE ACCUSE NEI LORO CONFRONTI

Le accuse nei confronti dei due medici, sono quelle di riciclaggio di ingenti somme di denaro sporco, reato contestato anche a Domenico Mollica e a Mariano Torre, quest’ultimo, ex membro del clan Lo Russo, ed oggi collaboratore di giustizia. Proprio le testimonianze del pentito sono state fondamentali nell’inchiesta denominata snakes, portata avanti dalla Dia di Napoli, sotto il coordinamento della Dda della Procura partenopea. In cella è finito anche il cognato del boss Carlo Lo russo, titolare di un’agenzia di affari, mentre ai domiciliari, Adriana Lo Russo, coniuge di Mollica e sorella di Carlo, e altre due persone sempre ritenute vicine alla cosca camorrista.

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