A Lourdes per dire grazie, non per chiedere Grazia/ Video, amiche al Santuario: una cieca, l’altra paralizzata

- Paolo Vites

Due amiche, una cieca, l’altra impossibilitata a camminare, si recano a Lourdes non a chiedere la grazia, ma a dire grazie, accompagnandosi a vicenda ecco le immagini

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Foto da Facebook

Non è la versione “Thelma e Louise” del film in cui Ezio Greggio e Renato Pozzetto interpretavano rispettivamente un cieco e un paralitico, con lo scopo di truffare il prossimo. Questa è una storia vera, e molto toccante. Due amiche napoletane, una cieca e una paralizzata, vanno a Lourdes con i volontari dell’Orine di Malta. Solo che a un certo punto, stufe di stare rinchiuse in camera d’albergo, decidono di uscire per strada e di recarsi da sole al santuario. Racconta una di loro, Roberta Cotronei di 56 anni, che purtroppo si sono imbattute quasi subito in una delle accompagnatrici che le ha reguardite: ma siete pazze? No, semplicemente due persone piene di vita che non si lasciano piegare dagli handicap, non ci stanno a essere messe da parte: “Eravamo a Lourdes, non ne potevamo più di stare in camera, avevamo voglia di uscire. Con Patrizia ci siamo dette: perché no? Una non ci vede e l’altra non cammina. Se ci diamo una mano possiamo andare dove ci pare. E così abbiamo fatto. Purtroppo ci siamo imbattute quasi subito in una delle nostre affettuosissime accompagnatrici: “siete pazze, dove state andando tutte e due?”.

IL VIDEO

Ma loro continuano contente, con l’amica che dalla sedia a rotelle le indica il percorso e quando arriva davanti alla Madonna non chiede la grazia di riavere la vista, guarire dalla propria malattia come fanno tutte, ma, racconta, è andata fino a Lourdes “non a chiedere la grazia, ma a dire grazie” mentre la figlia di una di loro le filma. Colpita a vent’anni da retinite pigmentosa, ha combattuto a lungo per non perdere la vista, ma purtroppo adesso è affetta da cecità totale: “Mi sono disperata per anni quando ho capito che non avrei mai più riavuto la vista, poi ho smesso di farlo. Che senso ha passare la vita a tormentarsi per quello che non si ha? Nessuno, allora godiamoci ciò che abbiamo e andiamo avanti. Vi assicuro che sono molto felice e soddisfatta”. Roberta, colpita da sclerosi multipla, l’altra donna, ha raccontato al quotidiano Il Mattino: “La malattia mi ha tolto la forza nelle gambe ma mi ha dato il coraggio di affrontare e risolvere i problemi. E poi grazie ai miei figli, agli amici che mi sono sempre stati accanto: devo molto anche a loro se ce l’ho fatta”.



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