Nunzia Maiorano, uccisa con 46 coltellate/ Il marito sotto processo a luglio: ha scelto il rito abbreviato

- Silvana Palazzo

Nunzia Maiorano, uccisa con 46 coltellate: il marito sotto processo a luglio. Salvatore Siani ha scelto il rito abbreviato, il Comune di Cava de’ Tirreni si è costituito parte civile

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Nunzia Maiorano

«Che valore ha la vita di una persona?» si chiede Gianni Maiorano, fratello di Nunzia, la donna uccisa con 46 coltellate il 22 gennaio scorso. Il riferimento è allo sconto di pena che potrebbe ricevere Salvatore Siani, il marito della vittima che ha confessato il delitto. Deve rispondere di omicidio aggravato, ma la scelta del rito abbreviato gli consentirebbe di ottenere in caso di condanna dello sconto di un terzo della pena. L’udienza è in programma il 12 luglio presso il tribunale di Nocera Inferiore. «Vogliamo giustizia, non vendetta» ha precisato Gianni Maiorano a La Vita in Diretta, che ha ricostruito il terribile delitto di Cava de’ Tirreni. Il parucchiere di 49 anni quel giorno portò due dei tre figli a scuola, poi tornò a casa armato di un coltello. Al culmine di un violento litigio colpì la moglie con il coltello: 46 le ferite inferte alla donna, che fu anche brutalmente picchiata dall’uomo. La coppia era in crisi, quindi Nunzia decise di separarsi dal marito, che però non intendeva rassegnarsi alla fine della loro relazione.

OMICIDIO NUNZIA MAIORANO: IL COMUNE SARÀ PARTE CIVILE

Il Comune di Cava de’ Tirreni si costituirà parte civile nel processo penale a carico di Salvatore Siani per l’efferato omicidio della moglie Nunzia Maiorano. Lo ha deciso l’amministrazione comunale, retta dal sindaco Vincenzo Servalli. La scelta è stata ufficializzata nel corso della riunione di giunta che si è tenuta giovedì scorso. «Abbiamo dato seguito ed interpretato il sentimento dell’intera comunità cavese rimasta sconvolta per un delitto atroce che ha distrutto un’intera famiglia» ha commentato il sindaco. Poi ha spiegato che «il ricorso alla violenza non è tollerabile in nessuna forma» e che «il femminicidio è certamente una barbarie che bisogna combattere tutti insieme». La decisione di costituirsi parte civile nel processo è stata presa, come riportato da Il Mattino, anche in ossequio all’articolo 6 dello Statuto comunale che riconosce i diritti fondamentali della persona umana. «La mobilitazione che è seguita all’omicidio di Nunzia ha visto la nostra comunità unita come non mai ed è questo il valore che dobbiamo perseguire sempre», ha concluso il sindaco Servalli.







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