SCENARI/ Ricerca e innovazione, 3 fronti politici caldi dagli Usa alla Cina (e all’Italia)

- Alessandro Ovi

Aumenta l’importanza sulle strategie politiche globali di Ricerca e Innovazione tecnologica. Tre nuovi fronti aperti vanno affrontati quanto prima. ALESSANDRO OVI

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LaPresse

Aumenta l’importanza sulle strategie politiche globali di Ricerca e Innovazione tecnologica. Il governo degli Stati Uniti potrebbe vincolare l’attività dei ricercatori cinesi. Se la Casa Bianca porterà avanti i piani formulati per limitare il coinvolgimento degli scienziati cinesi nei progetti di ricerca strategici quali l’intelligenza artificiale o l’ingegnera genetica, non solo si creerebbe una grave crisi diplomatica tra le due più grandi potenze scientifiche del mondo, ma la tessa innovazione occidentale, a partire da quella degli Stati Uniti, potrebbe subire un duro contraccolpo.

Un secondo tema apparentemente più particolare ma in realtà non meno generale viene dalla domanda che gli esperti di auto a guida autonoma si sono posti dopo il primo grave incidente provocato da un’auto senza conducente che ha travolto una ciclista in Arizona.

Non è tanto un problema di “software” ma, in modo assai più profondo, dell’identificazione delle responsabilità di eventi tragici. Tanto più si avanza con l’automazione e tanto più ci si allontana dalla possibilità di capire chi ne sia il responsabile. Non solo per arrivare in termini legali a definire da chi debbano essere pagati eventuali danni, ma anche a chi debbano essere comminate pene, e addebitati i costi dei necessari rimedi.

Un terzo argomento infine sul fronte dell’organizzazione del lavoro. Quello della nascita, anche in Italia, dell’iniziativa di un’importante azienda farmaceutica Italiana, la Zambon, di allargare con un investimento rilevante di oltre 50 milioni la dimensione della sua attività di ricerca aperta e collaborativa e destinata ad ospitare 1200 ricercatori nei prossimi tre anni: la “Open Zone”.

Si vuole cioè portare la dimensione critica in un ecosistema imprenditoriale dove favorire lo scambio di conoscenze e la nascita di collaborazioni nel settore delle Scienze della vita. Come a Skolkovo vicino a Mosca, o al Fast Forward a Baltimora la ricerca scientifica non parte all’inizio dalla concorrenza, ma dalla collaborazione.E’ un segnale importante che anche in Italia, nell’ambito del grande contributo finanziario del programma Horizon della Comunità europea, ci siamo avviati con decisione su questa linea.

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