Monza, tangenti in lavori pubblici: 21 arresti/ M5S Lombardia: “Film penoso”

- Emanuela Longo

Tangenti a Monza, 21 persone arrestate nell’ambito di un’inchiesta partita dopo la denuncia di una lista d’opposizione per presunte irregolarità in lavori pubblici.

ente fiera di bergamo stefano cristini
Immagine di repertorio

Riguardo le tangenti sui lavori pubblici a Monza, il Movimento 5 Stelle della Lombardia tramite la sua portavoce Monica Forte (che ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione regionale Antimafia), ha rilasciato un commento piuttosto perentorio: “È ormai lo stesso film penoso che vediamo in replica decine di volte. Lo schema in Lombardia è quasi sempre lo stesso: c’è un imprenditore con presunte connessioni ‘ndranghetiste e, a cascata, una rete corruttiva sugli appalti nella pubblica amministrazione. In questo caso purtroppo c’è anche l’ipotesi di coinvolgimento di un Magistrato, una figura che deve garantire la giustizia.” Parlare di film penoso secondo Monica Forte significa ritrovarsi di fronte a questioni già viste in precedenza, e che non sono state prevenute né doverosamente tenute sotto controllo in un territorio che ha ormai subito ripetutamente infiltrazioni mafiose. (agg. di Fabio Belli)

IN MANETTE ANCHE DUE AVVOCATI

L’operazione condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Monza che ha portato allo stato di fermo di ventuno persone (di cui dieci in carcere) ha tolto il velo su una vera e propria associazione a delinquere che annoverava tra le sue fila, probabilmente anche in un ruolo chiave, non solo un ex magistrato, Gerardo Perrillo, che aveva prestato servizio presso la Sezione Fallimentare del Tribunale brianzola, ma anche due avvocati. L’associazione, stando alle indagini delle Fiamme Gialle, era finalizzata non solo a reati tributari e fallimentari, ma anche alla corruzione e al riciclaggio di denaro, oltre che il trasferimento fraudolento di valori. A vario titolo, tutti gli indagati sono coinvolti in un giro di tangenti su lavori pubblici in riferimento ai quali erano state denunciate tempo fa delle irregolarità dato che vi sarebbe stata una esecuzione non conforme al capitolato. Inoltre, in relazione alla controversa figura dell’imprenditore Giuseppe Malaspina, originario della Calabria ma attivo da anni nella Brianza, e che è il nome che ricorre in tutte le indagini, si parla di fatture false per un totale di 95 milioni di euro. (agg. di R. G. Flore)

MALASPINA GIA’ CONDANNATO A 14 ANNI PER OMICIDIO

21 arresti da Milano alla Calabria all’interno dell’inchiesta della procura di Monza per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione. Grande protagonista, ovviamente in negativo, della vicenda l’imprenditore Giuseppe Malaspina. L’uomo, proprietario di hotel lussuosi come Ca’ Sagredo di Venezia e Gritti di Milano, è a capo di un impero immobilare e non è la prima volta che viene coinvolto in una vicenda rilevante di tale portata. Come sottolinea Il Giorno, Giuseppe Malaspina nel 1976 è stato condannato a 14 anni di reclusione per l’omicidio di Giuseppe Zampaglione, ucciso nel 1972 a Muggiò a colpi di pistola. E ancora: recentemente è stato parte offesa nel processo al Tribunale di Monza che ha visto la condanna per tentato sequestro di persona ed estorsione dei fratelli Vincenzo e Giovanni Miriadi, figli di Natale Assunto Miriadi. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“STAVANO PER DISTRUGGERE LE PROVE”

21 arresti eseguiti in tutta Italia, a partire da Monza (dove è entrata in azione la Guardia di Finanza) fino ad arrivare in Calabria e un nome a fare da collante, quello dell’imprenditore Giuseppe Malaspina, originario della regione meridionale ma residente proprio in Brianza. La retata odierna ha portato al sequestro di ben 28 unità immobiliari ma anche di quote di società per un valore totale di oltre 9,3 milioni di euro e parte da una inchiesta iniziata tempo fa grazie all’esposto presentato da una lista di opposizione della stessa provincia di Monza. E, attraverso le intercettazioni, gli inquirenti hanno potuto scoprire un vasto giro di affari e di tangenti legato a dei lavori pubblici. In alcune delle telefonate finite agli atti dell’inchiesta alcuni di quelli che oggi sono finiti in manette stilavano l’identikit dei prestanome: “Ci vuole uno sui sessant’anni, nullatenente, sfigato, uno di quelli che firmano e non capiscono niente: bisogna fare uno sforoz di fantasia qui, ci vuole Walt Disney….”. Non solo: particolare tanto curioso quanto inusuale è che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno fermato alcuni degli individui indagati prima che potessero distruggere le prove delle loro malefatte attraverso una ruspa, dopo averle caricate su dei camion. (agg. di R. G. Flore)

“GIALLO” DI UN HOTEL A VENEZIA

Tra i tanti sequestri di immobili sparsi per l’Italia, molto strano e particolare risulta il caso dell’Hotel Cà Sagredo di Venezia: al suo interno ospitava fino a poche settimane fa “Support”, opera importante costruita da Lorenzo Quinn (artista contemporaneo) e installata in occasione della Biennale d’arte di Venezia. Ebbene, la Finanza di Monza ha sequestrato anche l’intero hotel esclusivo per presunti legami con Malaspina: stamattina ha però reagito subito Lorenza Lain, la direttrice dell’albergo veneziano tirato in ballo dall’inchiesta denominata Domus Aurea. «L’hotel Cà Sagredo ha una gestione indipendente e disgiunta da quella legata ai beni del geometra Giuseppe Malaspina. L’attuale gestione – sottolinea ancora la titolare dell’Hotel – fa capo a me e l’hotel è pienamente operativo con un bilancio in attivo. I rapporti con i curatori fallimentari – aggiunge – sono ottimi e vi è una buona collaborazione al fine di mantenere la piena operatività e l’autonomia dell’hotel», riporta Repubblica. Non è l’unico hotel sequestrato, visto che nella stessa condizione si trova lo stabile che conteneva l’Hotel Gritti a Milano (vicino alla Scala) e un maneggio esclusivo a Oggiono, Lecco. (agg. di Niccolò Magnani)

SEQUESTRI PER 100 MILIONI DI EURO

Gli arresti eseguiti nella giornata odierna – 21 in tutto – non hanno interessato solo Milano e la Brianza ma si sono estesi anche a Bologna, Asti e fino a Reggio Calabria. A legare l’estremo Nord Italia al Sud sarebbe Giuseppe Malaspina, imprenditore edile calabrese ma residente proprio in Brianza ed a capo di alcune società a lui riconducibili il quale, secondo un lavoro intenso compiuto dalla Guardia di Finanza di Monza, avrebbe emesso fattore per operazioni inesistenti e per un valore di circa 95 milioni di euro. L’operazione denominata Domus Aurea, secondo quanto riferisce MilanoToday, avrebbe portato all’esecuzione di 30 misure cautelari (21 in carcere). Il blitz delle Fiamme Gialle non ha risparmiato avvocati, ingegneri, architetti e anche un ex magistrato. Non solo arresti ma anche importante sequestri tra cui il palazzo dell’ex hotel Gritti in centro a Milano, in piazza di Santa Maria Beltrade, ma anche un hotel di lusso a Venezia ed un maneggio sempre in Brianza. Per i sequestri si calcola un valore di circa 100 milioni di euro. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ANCHE EX MAGISTRATO IN MANETTE

Al termine di una maxi operazione compiuta dalla Guardia di Finanza di Monza, sono state arrestate oggi 21 persone, di cui dieci finite in carcere, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione. A darne notizia è il portale TgCom24 che rivela come tra le persone coinvolte nell’inchiesta ed arrestate nella giornata odierna ci sarebbero anche importanti nomi della magistratura, nello specifico un ex magistrato e due avvocati. A far scattare le indagini sarebbe stato un esposto presentato da una lista d’opposizione di un comune nella provincia di Monza e Brianza e che avrebbe riscontrato alcune presunte irregolarità nell’ambito di alcuni lavori pubblici eseguiti. Questi, secondo le accuse, sarebbero stati portati a termine in modo non del tutto conforme ed in cambio i pubblici ufficiali avrebbero preso tangenti. Dalle indagini eseguiti dagli uomini delle Fiamme Gialle, sarebbe stato possibile risalire e smantellare un gruppo di società con a capo un imprenditore edile calabrese, Giuseppe Malaspina, residente in Brianza.

FATTURE FALSE PER 95 MILIONI DI EURO

A carico di Giuseppe Malaspina, l’imprenditore sul quale si sono concentrate le indagini della Guardia di Finanza che hanno portato a smascherare un giro di tangenti e corruzione, avrebbe collezionato numerose accuse. Tra le tante, l’emissione di fatture false per operazioni mai eseguite e per un ammontare di circa 95 milioni di euro, con distrazioni patrimoniali di circa 234 milioni di euro. Gli arresti di oggi sono scattati in esecuzione di un’ordinanza del gip di Monza e come spiega Il Fatto Quotidiano non avrebbero riguardato solo la Lombardia poiché sarebbero stati effettuati nelle seguenti città: Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria. Al momento non si conoscono i nomi dell’ex magistrato e dei due avvocati coinvolti ed anche loro arrestati nell’ambito della maxi operazione portata a termine con successo dalla Guardia di Finanza di Monza.

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