Brescia, neonato abbandonato: identificata la madre/ È una 42enne marocchina già mamma di 5 figli

Neonato abbandonato nel passeggino a Brescia, l’agente che l’ha preso in braccio: “Chiamatelo Antonio, come me”. Individuata la madre del piccolo: 42enne di origine marocchina.

23.05.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
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Neonato dopo il parto (Pixabay)

E’ stata identificata questo pomeriggio la madre del bambino abbandonato a Brescia lo scorso lunedì sera. Come riferisce Repubblica.it, si tratta di una donna 42enne di origine marocchina residente in provincia di Brescia ma attualmente domiciliata in Francia. Stando a quanto spiegato dalla questura, la donna avrebbe deciso di abbandonare il figlio neonato quasi certamente perché già madre di altri 5 figli con i quali, tra il 2017 e l’inizio del 2018 avrebbe trascorso un periodo in una comunità di accoglienza sul lago di Garda. La donna avrebbe tenuto nascosto al marito la nuova gravidanza e per tale ragione, ad inizio anno, avrebbe deciso di lasciare l’Italia prima in direzione Marocco e poi Francia dove aveva inizialmente pensato di abortire ma invece avrebbe partorito in un ospedale transalpino. Quindi sarebbe giunta in Italia in treno poche ore prima di abbandonare il bambino e dopo aver incontrato il marito avrebbe deciso di ripartire in Francia, anche qui ospite a Parigi insieme agli altri figli in una struttura di accoglienza. A portare dritti alla madre del piccolo sarebbero state le immagini delle telecamere di Brescia e della stazione ma anche una etichetta presente sul passeggino e sulla quale era inciso un cognome ed il numero della stanza dell’ospedale. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IN OSPEDALE: “CONDIZIONI DI SALUTE OTTIME”

Gli «angeli» che l’hanno preso in cura al Civile lo hanno voluto chiamare Andrea. Ha tra i sette e i 10 giorni di vita il neonato abbandonato lunedì sera dentro un passeggino in centro e trovato da un residente. «Per precauzione ha trascorso la notte in un’incubatrice, ma le sue condizioni di salute sono ottime», fanno sapere al reparto Neonatologia. Le indagini intanto, secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, sarebbero prossime a identificare la mamma del piccolo. Dietro l’abbandono ci sarebbe una situazione di disperazione, ma anche di scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalla legge e dai servizi sociali. Antonio, l’agente che ha preso in mano per primo il bambino, ha dichiarato a La Vita in Diretta: «È stato bello, poi era veramente piccolo, mi ha fatto tenerezza. Aveva coperta e biberon, aveva mangiato da poco». Anche una signora ha preso in braccio il bambino: «È tanto bello e piccolino, so che la mamma è disperata, ma lo vada a vedere in ospedale». (agg. di Silvana Palazzo)

“ANCORA NESSUNO L’HA RECLAMATO”

Tra le possibili piste che gli inquirenti di Brescia stanno battendo ci sarebbe quella che ipotizza un’origine nomade per la madre del piccolo abbandonato nel vicolo delle Nottole: forse una rom, forse una ragazza senzatetto, o forse semplicemente una madre che per qualsivoglia motivo non si è sentita di prendersi l’onere e la responsabilità di crescere quella piccola creatura innocente. «Credo che questo neonato sia stato davvero abbandonato con amore. Forse da qualcuno costretto a farlo», spiega il commissario Capo Francesca Picierno, intervistata dal Corriere sella Sera. «Chiunque non sia in grado di affrontare la maternità, per motivi psicologici o economici non importa, usi la “ruota per la vita” del Civile affinché i bimbi siano trovati subito da personale qualificato che se ne prenderà cura», spiega invece il primario del reparto di patologia neonatale del Civile bresciano, Gaetano Chirico. Nessuno ancora l’ha reclamato ma la modalità e i reperti trovati nel passeggino fanno pensare ad un dramma forte dietro l’abbandono e non un tentativo di uccidere quel piccolo bimbo chiamato “per il momento” Andrea dagli infermieri dell’ospedale e il professore divenuto tutore del bimbo. (agg. di Niccolò Magnani)

LE TELECAMERE NON AIUTANO

Prosegue la ricerca dei due genitori che hanno dato alla luce il piccolo bimbo ritrovato nella tarda serata di lunedì in quel di Brescia, un neonato di appena 10 giorni, avvistato in un passeggino da una residente della zona. Le forze dell’ordine hanno subito fatto partire le indagini, avvalendosi delle riprese delle telecamere, ma nel vicolo delle Nottole, dove appunto è avvenuto l’incredibile ritrovamento, non vi sono filmati. Polizia e carabinieri si sono quindi messi a setacciare i reparti di neonatologia degli ospedali della zona, per provare ad identificare tutte le madri che hanno partorito entro le scorse due settimane, e a breve potrebbero arrivare aggiornamenti importanti da questo fronte. La cosa certa è che il bimbo sta bene, nonostante sia stato lasciato al freddo e sotto la pioggia. Ma sarebbe bastato poco per trasformare la triste vicenda in una vera e propria tragedia: «Se il piccolo fosse rimasto all’aperto più a lungo – ha detto la dirigente del Commissariato Carmine Francesca Picierno a Il Giorno – tutta la notte, avrebbe rischiato di non farcela». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PARLA LA SIGNOREA LEONELLA

Nella tarda serata di lunedì un bimbo di appena 10 giorni è stato ritrovato da una signora nel centro storico di Brescia. Leonella, così si chiama la donna che incuriosita dopo aver visto un passeggino senza alcun adulto al suo fianco, è scesa di casa per andare a controllare assieme al figlio Davide. «Credevamo fosse un oggetto abbandonato – racconta ai microfoni del quotidiano Il Giornoinvece in quel passeggino c’era un bimbo, vivo». Arrivati in strada, la scoperta sorprendente: un seggiolino per auto montato in un passeggino, e al suo interno vi era un bambino avvolto in una coperta di lanetta azzurra, che piangeva e allungava le manine. «Capita spesso che qui lascino dei rifiuti ingombranti», ha proseguito la signora Leonella, ma quella volta non si trattava di un rifiuto, bensì di un piccolo in carne ed ossa.

“SPERO LO CHIAMINO COME ME”

Una volta accertatisi della presenza del bambino, i due hanno subito chiamato il 112, giunti verso le 21 presso corso Martiri della Libertà in Brescia. Il primo a prendere in braccio quel bambino di soli pochi giorni è stato l’agente Antonio, che commosso racconta: «Il piccolo piangeva, l’ho preso in braccio per coccolarlo e lui si è tranquillizzato. Accanto a sé aveva un biberon di latte e una borsa con i pannolini, altro latte in polvere e qualche cambio». Il poliziotto, già padre di due figli di 4 e 10 anni, ha proseguito: «Ora è in Neonatologia, ci hanno detto che è in ottime condizioni di salute e ben nutrito. Era stato abbandonato da mezz’ora, al massimo un’ora, spero gli venga dato il mio nome». Le forze dell’ordine stanno indagando per cercare di ricostruire i fatti, tramite l’ausilio di telecamere e testimoni: per ora non sembrano però esserci indizi significativi.

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