ISEO, NADIA PULVIRENTI ACCOLTELLATA/ Assolto assassino per incapacità di intendere e volere: l’ira del web

Iseo, educatrice accoltellata: l’assassino di Nadia Pulvirenti assolto per incapacità di intendere e di volere, sgomenta la famiglia della povera ragazza uccisa. Oggi è arrivata la sentenza

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Nadia Pulvirenti

L’assoluzione di Abderrhaim El Mouckhtari, accusato di essere il killer di Nadia Pulvirenti, perchè incapace di intendere e di volere ha scatenato il web. Centinaia i commenti di rabbia per la decisione del gup, soprattutto perchè il 54enne marocchino così non pagherà la propria pena per l’uccisione della giovane operatrice. Ecco alcuni dei commenti sui social network: “Se una persona è pericolosa per la collettività, per gli altri, CHI SE NE FREGA della sua capacità di intendere e di volere o di qualunque altro fattore: non deve essere libero. Lasciamo pazzi, psicopatici, folli, dementi veri o presunti, bestie varie tutte in giro perchè rifugiati, perchè con infanzie terribili alle spalle, perchè membri di minoranze, perchè stiamo a filosofeggiare sul concetto di colpa e responsabilità?”, “Ecco viene assolto per incapacità di intendere e di volere adesso chi risarcirà la vittima?”, “e ora che fanno,lo rimettono in libertà visto che l’hanno assolto? cosicchè possa uccidere altre persone,visto che è pazzo? ma non sarebbero pazzi quelli che l’hanno assolto?”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GUP: “SOCIALMENTE PERICOLOSO”

Il gup Alessandra Di Fazio ha assolto oggi il marocchino Abderrhaim El Mouckhtari, accusato di essere l’assassino della giovane operatrice Nadia Pulvirenti uccisa nel gennaio dello scorso anno con 10 coltellate, perché ritenuto incapace di intendere e di volere. L’uomo andrà ora in una Rems – le strutture che hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari – per la durata di dieci anni poiché, per lo stesso giudice, si tratta comunque di una persona socialmente pericolosa. La decisione del gup ha ovviamente gettato nello sconforto la famiglia della giovane vittima e, come spiega Bresciasettegiorni.it, la parte civile sta ora valutando come agire dopo aver letto le motivazioni della sentenza di assoluzione. Il killer della giovane neolaureata all’università di Verona che viveva Castegnato con il suo compagno, dunque, non andrà mai in carcere. Il giorno dell’omicidio, qualcosa nella sua mente scattò, al punto da fargli afferrare un coltello e colpire ripetutamente Nadia, che non sopravvisse alle gravi ferite riportate. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NON SI È MAI RESO CONTO DEL TERRIBILE GESTO

Incapace di intendere e di volere e per questo assolto: è questa la decisione presa oggi dal giudice del tribunale di Brescia in merito a Abderrhaim El Mouckhtari, l’uomo che un anno e mezzo fa accoltellò mortalmente la giovane Nadia Pulvirenti, la terapista 25enne. Per lui, però, si apriranno le porte di un Rems nel quale resterà per dieci anni. Il delitto avvenne in una delle stanze della cooperativa sociale Cascina Clarabella di Iseo che si occupava proprio del recupero di persone con problemi psichici. A spingere l’uomo a commettere quell’assassinio crudele fu un raptus di pura follia che lo spinse subito dopo a fuggire dalla struttura che lo ospitava. Fermato poco distante dal luogo del delitto con gli abiti ancora sporchi di sangue fu trovato in stato confusionale. Fu poi lo stesso 55enne a chiedere di Nadia per poterle porgere le sue scuse nel corso del primo interrogatorio e già questo fu un evidente sintomo di come l’uomo di origine marocchina in realtà non si fosse mai reso conto del terribile gesto che aveva compiuto a scapito della 25enne. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RICOVERATO PER 10 ANNI IN REMS PSICHIATRICA

L’assassino di Nadia per decisione del gup di Brescia, Alessandra Di Fazio, sarà ricoverato per dieci anni in una Rems, ovvero una Residenza di Esecuzione delle Misure di Sicurezza: in poche parole sono gli ex ospedali psichiatrici che con le nuove riforme della sanità sono stati sostituiti proprio da queste nuove Rems. Il 54enne è stato giudicato completamente incapace di intendere e di volere anche se questo non toglie minimamente la polemica e la critica forte che la famiglia Pulvirenti ha rivolto contro i giudizi bresciani. La mattina del 24 gennaio El Mouckhtari accoltellò la giovane Nadia senza apparente motivo, con dieci fendenti tra gambe e addome, ma nessuno ad oggi può spiegarne il perché: proprio per questo e per i rilievi psicologi eseguiti sul killer, si è arrivati alla pena non in carcere ma in una struttura appositamente dedicata. (agg. di Niccolò Magnani)

ASSOLTO KILLER PER INCAPACITÀ DI INTENDERE E VOLERE

Non farà nemmeno un giorno di carcere l’assassino che a febbraio di un anno fa, uccise nel bresciano un’educatrice. Abderrhaim El Mouckhtari il 54enne marocchino che 14 mesi fa colpì a morte con 10 coltellate tra gambe e addome, Nadia Pulvirenti, educatrice fresca di laurea di appena 25 anni, è stato assolto. L’uomo era ospite da cinque anni presso la Cascina Clarabella di Iseo, e un giorno, improvvisamente, si sferrò sulla dottoressa, sua terapista per la riabilitazione psichiatrica, aggredendola mortalmente con un coltello. Il gup del tribunale di Brescia ha deciso di assolvere il soggetto perché incapace di intendere e volere.

VERRA’ RINCHIUSO IN UNA STRUTTURA PROTETTA

Il delitto era avvenuto all’interno della stessa Cascina, dove lo straniero era ospite presso uno degli appartamenti della struttura specializzata nella riabilitazione di persone con disabilità fisica e psichica. Subito dopo aver commesso il fatto, il 54enne marocchino, affetto da problemi psichici, era fuggito nei campi vicini per poi essere ritrovato pochi minuti dopo dai carabinieri, in completo stato confusionale. Durante il processo gli avvocati della difesa hanno sempre fatto leva sulla salute mentale dello stesso magrebino, e alla fine il giudice ha deciso di non rinchiudere in un carcere l’omicida, bensì di mandarlo in una struttura protetta. Ovviamente sgomenta la famiglia della ragazza, che chiedeva giustizia dopo una fine così terribile. Ora l’accusa valuterà se agire o meno.

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