UOMO IN COMA DOPO OMBRELLATE/ Milano, presa baby gang: il capo 18enne e tre minorenni

Milano, presa baby gang di 15enni: botte, rapine ed estorsioni nei confronti dei loro coetanei. Sono stati fermati lunedì pomeriggio dopo che i carabinieri gli hanno teso una trappola

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Carabinieri (LaPresse)

E’ passato più di un anno da quando è stato aggredito, ma non si è ancora svegliato. Marino, impiegato 56enne di Milano, la notte del 12 maggio 2017 è entrato in coma dopo essere stato pestato brutalmente da una baby gang. Tre giovani minorenni fra i 15 e i 16 anni, e il capo branco, un 18enne di padre ecuadoregno e di madre peruviana, hanno mandato in fin di vita l’uomo di cui sopra, “colpevole” di avere ripreso gli stessi ragazzini che impennavano e facevano rumore con i loro motorini. La vittima ha tirato fuori l’ombrello, forse per intimorire i ragazzini spavaldi, e non si sa se per cause sue o meno, uno dei giovani è caduto mentre impennava, trascinando con se anche il passeggero dietro di lui. Tale episodio ha fatto scatenare la furia del 18enne capo branco di cui sopra, che ha sferrato un pugno violentissimo in faccia all’uomo. Caduto a terra, ha pestato fortemente la testa sul selciato, perdendo conoscenza. Sul luogo, dopo l’allerta dei soccorsi, sono quindi giunti due militari della pattuglia mobile di zona Magenta, i primi che hanno cercato di rianimare l’uomo esamine a terra, che da quel giorno, purtroppo, non si è più risvegliato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SGOMINATE DUE BABY GANG IN POCHE ORE

Le forze dell’ordine hanno sgominato due baby gang nel giro di poche ore. Della prima, quella composta da ragazzini di appena 15 anni (uno addirittura di 14), ve ne abbiamo già parlato prima (potete leggere la notizia più in basso). Per quanto riguarda l’altro gruppo di giovanissimi fermati, le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciare  gli autori della tremenda aggressione ai danni di un uomo di 56 anni, avvenuta a maggio dell’anno scorso. Ricostruiamo l’accaduto: il 12 maggio del 2017, poco dopo la mezzanotte, la vittima stava tornando a casa assieme alla moglie e nei pressi dei giardinetti di via Donna Prassede, a sud della città meneghina, rimproverò dei giovani che stavano impennando e facendo casino con dei motorini. Nell’occasione lo stesso tirò fuori un ombrello, con cui fermç uno dei giovani. Nell’occasione un ragazzino cadde con lo scooter, non si capisce se per il gesto dell’uomo o per altro, fatto sta che il 56enne venne punito, malmenato col suo stesso ombrello, quindi preso a calci e pugni. L’unico maggiorenne del gruppo colpì al volto l’uomo, che cadde a terra, perse i sensi, e fin^ in coma dopo aver pestato violentemente la testa. Da quel giorno non si è più ripreso, e ancora oggi si trova ricoverato presso l’Humanitas di Rozzano. Le forze dell’ordine hanno indagato per 12 mesi, tramite testimonianze, filmati, foto, indizi lasciati sul posto, fino ad arrivare all’arresto avvenuto nelle scorse ore: la baby gang è composta da un maggiorenne, e da quattro ragazzini molto giovani. Per tutti, le accuse sono di lesioni gravissime. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FERMATI BULLI 15ENNI A MILANO

Sono stati fermati i componenti della baby gang che hanno terrorizzato per giorni alcuni ragazzini di Milano. Come riportato da vari organi di informazione, a cominciare dall’edizione online del Corriere della Sera, cinque giovanissimi di appena quindici anni sono stati arrestati dai carabinieri della stazione Gratosoglio, con gravi accuse, leggasi estorsione di denaro nei confronti di due coetanei. Di questa baby gang fa parte anche un altro ragazzo, che ha meno di quattordici anni e che è stato affidato ai genitori. A porre fine agli andazzi illegali dei cinque, una delle vittime, che ha trovato il coraggio di denunciare il branco. Il 18 maggio scorso due donne si sono presentate presso la caserma dei carabinieri accompagnate dai figli, dopo che questi ultimi, la sera prima, erano stati picchiati e rapinati di 20 euro dal gruppetto di cui sopra.

LA TRAPPOLA DEI CARABINIERI

A rendere ancora più grave la situazione, la telefonata di uno degli aggressori ad una vittima, dicendo che avrebbe voluto altri soldi con l’intimidazione “so dove abiti”. A quel punto è scattata la trappola dei carabinieri, con uno dei ragazzi presi di mira che ha organizzato la consegna dopo essersi accordato via telefono con il ricattatore; lunedì pomeriggio si sono dati appuntamento in un parcheggio in zona Chiesa Rossa e una volta che i cinque hanno preso i soldi, sono scattati gli arresti. Del gruppo, quattro ragazzi sono figli di genitori egiziani, e sono stati portati al carcere minorile di Milano, Beccaria, mentre il più giovane è stato riaccompagnato a casa.

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