Raggi: “Pecore tosaerba a Roma”, parte progetto/ L’entusiasmo di Coldiretti: “Una grande opportunità”

- Niccolò Magnani

Virginia Raggi: parte il progetto “pecore tosaerba a Roma” nelle periferie e nei parchi. “Non le porteremo in centro”: la decrescita “ovile” nella Capitale

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Pecore tosaerba a Roma (LaPresse)

Continuano ad arrivare informazioni sul progetto ”pecore toaserba a Roma” di Virginia Raggi. Entusiasmante è la risposta dei produttori di Coldiretti Lazio che ha sottolineato come questo progetto sia veramente importante. Il Presidente dell’associazione ha sposato il progetto davvero con grande entusiasmo. Ha spiegato: “Rappresenta una grande opportunità questa per lo sviluppo per il mondo agricolo e che fornisce l’occasione per rendere Roma più bella”. Inoltre hanno appoggiato la proposta anche WWF e Legambiente. Una realtà che dovrebbe per questi enti essere estesa anche ad altre realtà e che rappresenta uno sviluppo importante anche per il futuro. Staremo a vedere quali saranno gli effetti a Roma dove sicuramente ci saranno importanti rivoluzioni in grado di stravolgere davvero il mondo agricolo. (agg. di Matteo Fantozzi)

L’ESPERIMENTO POSITIVO DA BERLINO ALLA FRANCIA

Molti storceranno il naso vedendo le pecore in alcuni parchi di Roma. Questa è infatti l’ultima iniziativa della giunta di Virginia Raggi, che ha deciso di adottare questo metodo naturale per tenere l’erba pubblica sempre bassa. La capitale d’Italia non è comunque la prima città ad aver introdotto questo metodo per tagliare il verde senza costi, visto che in un passato non troppo lontano, ci aveva già pensato la tedesca Berlino. Nel Schlosspark, come raccontava la Bild qualche settimana fa, erano state portate ben 40 pecore: «Le nuove cittadine berlinesi – ricordava non senza ironia il noto quotidiano tedesco – da maggio fino a novembre, avranno un contratto di locazione con pensione completa: una riserva di erba di prima qualità e la possibilità di usare la formula “all you can eat”». Con l’intervento delle pecore, l’erba non appare sicuramente rasata alla perfezione come farebbe un giardiniere esperto, ma il parco assume una connotazione senza dubbio naturale. Quella di Berlino è stata un’esperienza positiva, così come quella francese, nel comune di Saint-Quentin-Fallavier, che ha stretto una collaborazione con l’associazione Naturama, come ricorda Agi.it, per ripulire l’area verde vicino alla prigione locale, nonché per sensibilizzare la popolazione sulla particolare specie di pecora utilizzata.

LE PECORE ARRIVANO IN CITTA’

Alla fine il sindaco di Roma ha ottenuto e fatto partire un importante progetto che porterà un rivoluzionario cambiamento nella vita di tutti i giorni dei cittadini romani: un nuovo piano per l’urbanistica? Un rivoluzione sulla gestione degli appalti? La crisi affrontata dell’Atac? Il piano di rifacimento delle strade per chiudere tutte le buche? Fuoristrada, le pecore che tagliano l’erba: quanto aveva annunciato una settimana fa sembrava una “boutade” e invece oggi Virginia Raggi non solo ha confermato il progetto ma ha firmato l’accordo con la Coldiretti facendo cominciare nelle prossime settimane il protocollo “per tutelare la biodiversità”. Il dipartimento Ambiente ha già individuato circa 20 aree verdi in cui gli agricoltori sono autorizzati a sfalciare l’erba gratuitamente con mezzi propri e a prelevarla per destinarla l’alimentazione degli animali: oggi il sindaco ha firmato l’intesa che prevede l’utilizzo degli ovini come tosaerba in alcuni parchi della campagna e delle periferie della Capitale. Si va dal Parco del Pineto fino al parco degli Acquedotti, fino alla conferma del parco della Caffarella dove da tempo già va avanti questa “bizzarra” trovata, sicuramente utile per la cura agricola magari un po’ meno “determinante” pensando allo sviluppo di una società ipersviluppata che il tempo di oggi richiederebbe alla Capitale di uno dei Paesi più industrializzati al mondo.

NON DI SOLE PECORE VIVE LA CAPITALE.. PRONTE LE MUCCHE

«Chiariamolo fin da subito: non porteremo le pecore nel centro di Roma. Restituiremo agli ovini un’area che gli è stata sottratta. Questo ci consentirà di concentrarci con i mezzi sulle aree centrali», ha spiegato il sindaco Raggi provando a replicare alle critiche giunte nei giorni scorsi sulla sua trovata delle “pecore tosaerba”, aggiungendo «A Roma ci sono oltre 40 milioni di metri quadrati di verde di cui il 40% a vocazione agricola. Vogliamo sfruttare questo potenziale rappresentato dal settore agricolo partendo dalla cura e dalla pulizia delle aree verdi agricole di campagna attraverso mezzi meccanici e lo stesso ecopascolo», conclude l’avvocatessa grillina. Ma attenzione, siccome non di solo pecore vive una capitale, l’assessore all’Ambiente del Campidoglio, Pinuccia Montanari ha già in mente un progetto 2.0 (con tutte le virgolette che potete immaginarvi..): «vogliamo estendere l’esperimento in altre zone di verde molto estese considerando che Roma è uno dei territori più vasti d’Europa con 44 milioni di metri quadrati di verde da gestire. E con la carenza di risorse e personale abbiamo cercato di trovare tutte le possibili soluzioni». Per cui, la genialata, è l’arrivo all’utilizzo delle mucche: «Il Comune di Roma ha già le pecore di proprietà, possiede infatti due aziende agricole a Tenuta del Cavaliere e a Castel di Guido. In queste aziende abbiamo anche alcune mucche che potrebbero essere utilizzate quando l’erba è particolarmente alta. Ovviamente saranno utilizzate sempre in aree chiuse. Siamo anche felici di siglare dei protocolli d’intesa con soggetti che possono mettere a disposizione questo tipo di soluzioni», ha rilanciato ancora la Montanari. Beppe Grillo predicava agli albori del M5s, tempo fa, la “decrescita felice” per tornare ad una Italia più povera ma “serena”: ecco qui più che “felice” si rischia una decrescita rurale “ovile” o al di più “bovina”..

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