FEDERICO ZINI UCCIDE L’EX ELISA AMATO E SI SUICIDA/ La madre: “Non sembrava ci fossero problemi tra loro”

Federico Zini uccide l’ex Elisa Amato e si suicida, Facebook tanto dolore e tanta rabbia nei confronti dell’attaccante del Tuttocuoio. Il parroco, “la famiglia Amato lo ha perdonato”

26.05.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
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Elisa Amato uccisa dall'ex Federico Zini

«Mio figlio era un ragazzo solare, aveva rinnovato il contratto con il Tuttocuoio, aveva prenotato le vacanze in Sardegna, tutto sembrava andare bene». A parlare è il padre di Federico Zini, il calciatore che ha ucciso l’ex fidanzato Elisa Amato e poi si è suicidato. «Non ci sono state avvisaglie», ha assicurato Maurizio Zini, giornalista molto conosciuto a San Miniato e nel comprensorio del cuoio, tra Pisa e Firenze. «Quindici giorni fa Elisa lo aveva chiamato per andare a farsi un tatuaggio con lui. A noi non sembrava che tra di loro potessero esserci problemi particolari», ha rivelato la madre di Federico Zini. La donna ha confermato che il giovane negli ultimi giorni era felice per il rinnovo del contratto col Tuttocuoio. «Mio figlio non solo era sereno ma posso dire che era solare in questi giorni e domani (oggi, ndr) sarebbe stato il suo compleanno, aveva già telefonato ai nonni per festeggiarlo con loro. Sì: non c’era stata alcuna avvisaglia», ha concluso la mamma di Federico Zini, come riportato dal Tirreno. (agg. di Silvana Palazzo)

LE AMICHE DELLA RAGAZZA: “DOVEVAMO DENUNCIARLO”

Dopo che a parlare è stata la sorella di Elisa Amato, spiegando come l’ex Federico Zini la pedinasse prima di arrivare a compiere il tremendo gesto, arrivano anche le testimonianze delle amiche e delle colleghe della 29enne di Prato che non si danno pace per non essere riuscite a salvarla: “Dovevamo denunciare il fidanzato perché era oramai troppo tempo che perseguitava Elisa” è il coro unanime. Infatti, da quanto si apprende da fonti di stampa locali, non sono comunque mai pervenute denunce ai carabinieri o segnalazioni a carico del suicida. Intanto, anche le ex colleghe della ragazza hanno deciso di manifestare a loro modo la solidarietà verso la povera vittima chiudendo a lutto il negozio di Firenze dove lavoravano assieme e, tra le persone sentite nelle ultime ore da investigatori e giornalisti, sono apparse come le più stravolte dalla vicenda tanto da non riuscire a trattenere le lacrime. (agg. di R. G. Flore)

LA SORELLA, “FEDERICO LA PEDINAVA”

In queste ore di grande dolore è arrivata anche la consapevolezza per la sorella di Elisa Amato e per quello che lei subiva quasi ogni giorno dall’ex fidanzato Federico Zini. Elena Amato, intercettata da SkyTG24 ha ribadito come le avvisaglie ci fossero da tempo: “Federico pedinava mia sorella quasi quotidianamente”. E di quelle avvisaglie smentite dai genitori del giovane calciatore, ne era forse consapevole anche la stessa Elisa, “anche se forse non abbastanza”, dice oggi la sorella. “Anche i genitori di lui lo erano, perché è stato chiesto espressamente a loro di aiutarlo per fargli accettare che questo amore non poteva andare avanti”, ha proseguito, puntando in qualche modo il dito contro la famiglia del giovane suicida. Più volte la sorella ha tentato di spronare Elisa a presentare una denuncia per stalking “cosa che lei non ha mai voluto fare, anche per amore di questo ragazzo, perché gli voleva bene e non voleva farlo soffrire”, dice Elena. Non sono ancora del tutto chiare le dinamiche dell’omicidio-suicidio, ovvero se il giovane abbia ucciso la ragazza già a Prato o l’abbia costretta a salire in auto uccidendola poi nel parcheggio a San Miniato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA SORELLA DI LEI “UN RAPTUS? C’ERANO LE AVVISAGLIE”

“Non ci sono state avvisaglie, mio figlio era un ragazzo solare”, così il padre di Federico Zini, il calciatore 25enne del Tuttocuoio, suicida dopo aver ucciso l’ex fidanzata Elisa Amato. A ribaltare però le parole dell’uomo è oggi Elena Amato, sorella di Elisa, intervenuta ai microfoni di NewsMediaset ai quali ha replicato ai genitori del ragazzo: “Non è stato un raptus di follia, avvisaglie ce ne erano, abbiamo più volte cercato di convincere Elisa a fare denuncia per stalking, errore di ingenuità da parte sua e nostra non farla”, ha detto oggi. L’inferno che oggi sta passando la famiglia di Elisa è senza dubbio lo stesso che sta sostenendo quella di Federico. Partendo da questo presupposto, la sorella di Elisa ha voluto raccontare la sua verità, definendo il ragazzo “una persona disturbata da tempo”, dal momento che la storia tra la sorella e lui era già finita da circa un anno. “Nell’ultimo anno ogni volta che lei cercava di allontanarsi lui iniziava a farsi trovare fuori dal luogo di lavoro o alla stazione ferroviaria dove lei arrivava, sotto casa a qualsiasi ora della notte, le faceva dei regali per comprare il suo amore”, ha aggiunto la donna ribadendo la presenza delle avvisaglie. L’atteggiamento del giovane, negli ultimi tempi era diventato ormai del tutto insopportabile. Quindi ha ribadito che quanto accaduto non è caduto dal cielo, dunque non è stato un raptus di follia. A detta della Amato, dunque, “Federico aveva già programmato tutto, ce l’aveva in testa da tempo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PARROCO: “LA FAMIGLIA HA PERDONATO IL KILLER”

Fa impressione e ha fatto impressione anche al parroco che ha raccontato oggi al Tirreno quanto successo con la famiglia Amato, in tutto per la morte tragica della loro Elisa uccisa dalla furia di Zini. «Tanta comprensione anche nei confronti di chi ha fatto questo terribile gesto, perché guardate sono persone piene di dolore perché questo è stato un evento straordinario, ma anche persone religiose»; la famiglia della ragazza, secondo Don Luca (parroco delle Chiese di San Pietro e della Visitazione a Galciana) che è passato a trovare i parenti questa mattina, avrebbe perdonato il gesto folle di Federico. «Sul ragazzo? Hanno detto di fatto: noi si piange sì ma siamo due famiglie distrutte ed entrambe sono due vittime. Non una vittima e un carnefice, due vittime, anche il ragazzo è una vittima perché quando si commette un simile gesto si perde il lume della ragione – dice don Luca – Costruite sul positivo e non sulle divisioni». È di certo qualcosa di insolito e quasi misterioso, eppure il racconto del prete fa breccia nella cronaca tragica e orrenda di una vicenda che non avremmo mai voluto raccontare. «La sorella della mamma è una religiosa, la mamma veniva sempre a messa e spessissimo anche il babbo. La ragazza e la sorella venivano in maniera discontinua come tutti i giovani di oggi – ha concluso ancora don Luca sul Tirreno – Dobbiamo sostenerli con la fede, con la preghiera, con l’affetto fraterno. Tutto questo si verifica per quella esasperata volontà di isolarci l’uno dall’altro. Questo è il male del nostro tempo». (agg. di Niccolò Magnani)

ILLUSORIA FELICITÀ SU FACEBOOK: SEMBRAVANO ANCORA INNAMORATI

Scorrendo oggi la pagina Facebook di Federico Zini vengono i brividi. Un ragazzo normale, un giovane di 25 anni pieno di vita, che faceva il calciatore, e che ovviamente era considerato un privilegiato proprio per la sua quotidianità. Un cagnolone di taglia grossa, spesso e volentieri accompagnante le foto di Federico, fino a quegli scatti risalenti all’anno scorso circa di questi tempi, con Elisa Amato, l’ex fidanzata. I due appaiono sempre sorridenti, belli, abbracciati, mano nella mano, o mentre si scambiano un’effusione. Federico viveva la vita come tutti i giovani della sua età, ma probabilmente, dentro di se celava una rabbia che è esplosa nella terribile notte di venerdì scorso: non aveva mai accettato la fine della sua relazione con la bella commessa fiorentina originaria di Prato, e alla fine, ha deciso di toglierle la vita per poi uccidersi. In qualche modo, questo tragico evento, ci fa capire quanto spesso e volentieri sia solo illusoria la vita dei social, totalmente slegata dalla realtà. Immagini di gioia, di festa, di divertimento e di amore, che si contrappongo purtroppo ad una realtà tragica, triste, impossibile solamente da concepire. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

I COMMENTI SUI SOCIAL

“Hai sentito la notizia di quel calciatore che ha ucciso la sua ragazza?”. Chissà quanti, nella giornata di ieri, avranno rivolto questa domanda ad amici, parenti e conoscenti. L’omicidio-suicidio di Federico Zini è sulla bocca di tutti, lasciando un grande mix di rabbia e tristezza. Il 25enne calciatore del Tuttocuoio (Serie D), ha sparato all’ex fidanzata 30enne, per poi rivolgere l’arma a se stesso e suicidarsi. Come dicevamo, la notizia ha provocato un mix di emozioni contrastanti, a cominciare da chi non vuole credere ad una fine così tragica dei due, dopo le svariate foto di felicità pubblicate su Facebook dalla coppia: «Incredibile..incredibile… – scrive Andrea – come possiamo immaginare quello che è successo dopo aver letto questi commenti…che tristezza…». Un’amica di Elisa, invece, le dedica un pensiero: «Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ma io sarò lì…». Profondo e meritevole di attenzione, infine, il commento di Youssef: «Non è per lui che dovreste smettere di commentare, ma per i suoi genitori che avranno il doppio dolore di aver cresciuto un figlio sbagliato, omicida e suicida, lasciate che resti questo ricordo almeno, pulito, di lui. Che la madre possa visitare il suo profilo e piangerlo senza essere ferita a morte tutte le volte. Per la ragazza tanta tristezza, vittima della follia. Solo questo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GABRIELLI: “PROBLEMA CULTURALE”

Per Franco Gabrielli, capo della Polizia, dietro il movente che ha spinto Federico Zini ad uccidere l’ex fidanzata Elisa Amato e poi a suicidarsi c’è una questione culturale. È la concezione secondo cui le persone sono proprietà a portare alle tragedie. «Fino a che ci sarà una concezione proprietaria delle persone e degli affetti queste tragedie continueranno ad esserci», ha dichiarato commentando il dramma di San Miniato, in provincia di Pisa. Intanto gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica precisa dell’omicidio della trentenne: come riportato da Rai News, devono collocare il momento della morte della giovane. Zini potrebbe averla uccisa sotto casa a Prato, portando il cadavere fino a un parcheggio a San Miniato. Questa versione è suffragata dalla testimonianza di alcuni vicini di casa di Elisa che hanno sentito i due litigare e poi degli spari. Sono stati proprio loro a dare l’allarme. Sarà l’esame autoptico a stabilire l’ora dell’omicidio e quella del suicidio. (agg. di Silvana Palazzo)

TUTTOCUOIO: “STAVAMO PARLANDO DEL RINNOVO”

Una tragedia immane, così definisce Paola Coia, presidente del Tuttocuoio, l’omicidio-suicidio compiuto da Federico Zini. Il 25enne ha prima ucciso l’ex fidanzata Elisa Amato e poi con la stessa arma si è suicidato. «Un ragazzo solare, generoso e senza alcun senso di squilibrio», assicura Caoia. E, come riportato da Blitz Quotidiano, il porto d’armi gli era arrivato il 18 maggio. Una settimana dopo ha sequestrato e ammazzato l’ex fidanzata perché non voleva tornare con lui. «L’ultima volta che ho visto Federico è stato giovedì. Abbiamo parlato del rinnovo del contratto sul quale eravamo d’accordo e di un’iniziativa con i bambini, che sarebbe dovuta partire il prossimo mese di giugno e per la quale lui aveva dato massima disponibilità». La presidente del Tuttocuoio era a conoscenza della rottura tra Federico Zini ed Elisa Amato, ma il suo giocatore «non aveva dato nessun segno di squilibrio». In settimana era stato a cena con i compagni di squadra: «Non si è mai isolato anzi, era l’anima del gruppo e, nonostante il fatto che venisse da un infortunio e che un altro gli era capitato durante la stagione, non ha mai mollato». (agg. di Silvana Palazzo)

IL MISTERO SUI COLPI DI PISTOLA

Federico Zini non accettava la fine della relazione con Elisa Amato, quindi ha deciso di impugnare una pistola e ucciderla, rivolgendola poi contro se stesso. Il calciatore del Tuttocuoio aveva provato più volte a riallacciare i rapporti con la commessa 30enne, ma senza riuscire nel suo intento. Alcuni testimoni hanno riferito di una «accesa lite avvenuta per strada», altri raccontano di aver sentito due colpi di arma da fuoco prima di vedere la vettura fuggire a forte velocità. Non si sa però se i colpi di pistola siano stati esplosi in aria per minacciare Elisa e costringerla a salire in auto, o se Federico abbia sparato subito contro di lei. Come riportato da Repubblica, bisogna quindi chiarire se la ragazza sia stata uccisa a Prato, dove si sono incontrati, o se fosse ancora viva quando sono arrivati a San Miniato. I due erano molto conosciuti in entrambe le città. Zini era molto noto negli ambienti calcistici, mentre Elisa lavorava come commessa in un negozio di abbigliamento di Firenze ed era volontaria della pubblica assistenza L’Avvenire di Prato. I volontari e la dirigenza dell’associazione hanno pubblicato un messaggio sui social dopo aver appreso la tragica notizia: «Apprendiamo con enorme dispiacere e sconforto della tragica notizia riguardante la nostra amica e volontaria Elisa. Tutti i giorni diamo grande valore alla vita delle persone. Uguaglianza, fratellanza, solidarietà, sono i nostri valori condivisi da tutti i nostri Volontari. Ci stringiamo intorno alla Famiglia di Elisa». (agg. di Silvana Palazzo)

INSULTI SUL PROFILO FACEBOOK

Una tragedia indicibile: si può descrivere così quanto accaduto a San Miniato, dove il calciatore del Tuttocuoio, Federico Zini, ha ucciso la sua ex fidanzata Elisa Amato e poi si è tolto la vita. In queste ore il profilo Facebook del ragazzo è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di persone, che in gran parte stanno ricoprendo d’insulti l’autore del delitto. Il social network sul profilo di Zini ha pubblicato questo messaggio:”Speriamo che le persone che amano Federico troveranno conforto nel visitare il suo profilo per ricordare lui e la sua vita”. Evidentemente le persone che si stanno riversando sul profilo di Zini non hanno le stesse intenzioni: non riportiamo ovviamente la serie di insulti che vengono indirizzati nei confronti del calciatore, tant’è che diversi utenti suggeriscono “Io direi di fare chiudere il profilo per rispetto alla famiglia. Segnalate il profilo così chiudono”. (agg. di Dario D’Angelo)

FEDERICO ZINI ED ELISA AMATO SI ERANO LASCIATI

Continuano ad arrivare nuovi dettagli circa l’omicidio suicidio avvenuto nelle scorse ore a San Miniato, in provincia di Pisa. L’assassino é Federico Zini, ex promessa del calcio, che giocava in Serie D, presso le fila del Tuttocuoio. Stando a quanto sottolineato da La Gazzetta dello Sport e da altri organi di informazione, il calciatore e la ragazza uccisa non stavano più insieme, visto che i due si erano lasciati. Forse proprio perché non accettava la separazione, Federico ha optato per il tragico gesto. Un altro aspetto che va chiarito, e su cui stanno cercando di fare luce gli inquirenti, è il luogo dove sia avvenuto l’omicidio della trentenne Elisa. Pare che la ragazza sia stata presa dalla sua abitazione di Prato, e di fatto sequestrata per una cinquantina di chilometri fino a San Miniato, dove i due sono stati ritrovati morti questa mattina. La versione ufficiale dei carabinieri parla comunque di omicidio-suicidio. Fa venire i brividi vedere il profilo Facebook di Federico, pieno all’inverosimile di foto dove si vedeva la giovane coppia, spesso felice e sorridente. In una, Zini scrive “Avrò cura di te…”, ma così non è stato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ULTERIORI DETTAGLI

Giungono ulteriori dettagli circa l’omicidio suicidio avvenuto nella serata di ieri a Prato. Questa mattina, le forze dell’ordine hanno ritrovato a San Miniato, in provincia di Pisa, i corpi di Federico Zini, calciatore del Tuttocuoio di 25 anni, ed Elisa Amato, 30enne (non 25enne come si diceva in precedenza), residente a Prato, ma che lavorava a Firenze come commessa in un negozio di moda. Stando alle ultime indiscrezioni riportate dai principali quotidiani online, pare che l’assassinio della giovane sia avvenuto presso l’abitazione di lei, non è chiaro se dentro l’appartamento o fuori. Ieri sera, infatti, Federico era andato da Elisa, e i due avevano avuto una furibonda lite, e i vicini di casa avrebbero anche sentito dei colpi di pistola. A quel punto il calciatore avrebbe preso il corpo della ragazza, lo avrebbe trasportato in macchina fino a San Miniato, e in un parcheggio nei pressi del campo sportivo, si sarebbe quindi tolto la vita. L’arma utilizza è detenuta regolarmente dal giovane per uso sportivo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OMICIDIO SUICIDIO IN TOSCANA

Una tragedia è avvenuta ieri in Toscana. Un ragazzo di 25 anni ha ucciso la propria fidanzata, per poi togliersi la vita. Stando a quanto riportato dai colleghi dell’edizione online de La Repubblica, il giovane, Federico Zini, si sarebbe recato nella serata di venerdì a Prato, dalla propria ragazza, Elisa Amato, coetanea. I due avrebbero litigato fra urla e schiamazzi, come riferito da alcuni testimoni, e ad un certo punto il ragazzo sarebbe salito sulla propria auto assieme alla compagna. Non si sa bene cosa sia successo dopo, fatto sta che i corpi di entrambi sono stati ritrovati questa mattina ad una cinquantina di chilometri di distanza dall’abitazione, presso la località di San Miniato (PI).

GIOCAVA IN SERIE D

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’accaduto, soprattutto, vorrebbero capire se il ragazzo ha ucciso la fidanzata a Prato, o se l’ha fatto in un successivo momento, durante il tragitto per Pisa. Inoltre, si sta cercando di scoprire il movente, che molto probabilmente è di natura passionale: la giovane voleva forse lasciare Federico, ma quest’ultimo avrà cercato di impedirglielo in tutti i modi, commettendo poi il terribile doppio gesto. Zini era un ragazzo molto conosciuto in zona, visto che militava nel Tuttocuoio, squadra di calcio con sede proprio a San Miniato, che gioca nel campionato di Serie D, il primo fra i non professionisti. I corpi sono stati ritrovati questa mattina poco dopo le ore 9:00, ed entrambi presentavano delle ferite da arma da fuoco.

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