Salerno, gravidanza a rischio: “rotto il sacco prima del parto”/ Mamma e bimbo salvati: “è un miracolo”

- Niccolò Magnani

Salerno, gravidanza a rischio e rottura del sacco prima del parto: mamma e bimbo salvati dall’equipe del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. «Un vero miracolo!»

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Ospedale di Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona (Fotogallery da sito azienda)

Un’operazione complicatissima e dall’esito quasi impossibile: eppure in uno degli ospedali più importanti del sud Italia (che dimostra come la competenza e la bravura possa essere non solo di “esclusiva” delle grandi strutture del Nord Italia) si è raggiunto un grandissimo risultato, un “miracolo“ come l’ha definito la mamma salvata da un parto difficilissimo. E con lei il piccolo Matteo nato senza le complicazioni che venivano minacciate alla vigilia: «Una storia incredibile, adesso che tutto si è concluso nel migliore dei modi», racconta all’Ansa la signora Luana Spagnuolo. Una gravidanza a rischio quasi fin da subito e una conseguenza drammatica che è stata la rottura del sacco: «il mio dramma incomincia quando alla 19esima settimana improvvisamente si è rotto il sacco per cui usciva liquido amniotico. Contattai il mio ginecologo che mi fece ricoverare in un ospedale per una settimana senza che mi fossero date speranze per il bambino, anzi, mi fu suggerito di abortire», racconta la donna ora al settimo cielo e grata all’equipe di medici dell’ospedale salernitano San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. «Io volevo quel bambino e non avevo alcuna voglia di abbandonare il mio sogno. Solo casualmente venni a conoscenza del Reparto Gravidanza a rischio dell’ospedale salernitano, diretto dal dottore Raffaele Petta al quale manifestai il mio fortissimo desiderio di diventare mamma». Rischi altissimi ed esami complessi, eppure qualcosa la famiglia voleva a tutti i costi Matteo e non volle arrendersi alla prima, anche se grossa, difficoltà.

LA LETTERA DELLA MAMMA SALVATA

«Il dottor Petta mi illustrò tutti i rischi legati alla rottura del sacco, tra cui un’infezione gravissima che poteva comportare anche pericolo di vita per me e per il bambino che portavo il grembo. Sottoposta a controlli quotidiani e a terapie con antibiotici, sono riuscita ad arrivare alla 30esima settimana, ma l’obbiettivo era stato spostato alla 32 settimana. Il Dr.Petta mi diceva di avere fede, non si poteva rischiare di avere un bimbo tanto prematuro con possibili handicaps», racconta nella lunga lettera che Luana ha voluto spedire all’ospedale e ai media salernitani per raccontare una storia di “buona sanità”. «Il 19 maggio il mio bimbo cominciò a fare le bizze e il suo cuoricino ha iniziato ad avere delle decelerazioni per cui i medici di guardia decisero di intervenire. Informai immediatamente il ginecologo che pur non essendo in servizio, accorse al mio capezzale perché mi disse era un caso molto delicato e non si sentiva di lasciarmi. Poco prima di mezzanotte è nato Matteo, di 1,3 chili». Una famiglia allargata quella trovata in quella struttura per Luana, felicissima perché non solo Matteo e lei sono salvi ma perché è stata accompagnato da vicino in un travaglio fisico e morale durato per mesi. «n grande grazie anche dal piccolo Matteo ,a cui quando farà grande racconterò  questa sua storia incredibile ma bellissima!!! Non smetterò mai di ringraziarla Dr.Petta!!! Grazie a lei sono diventata mamma per la seconda volta!! Sembrava impossibile. E invece ce l’abbiamo fatta! Matteo è il nostro Miracolo!», conclude la lettera.



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