Pietra Ligure, Janira D’Amato uccisa dall’ex con 50 coltellate/ Alessio Alamia a processo con rito ordinario

- Emanuela Longo

Pietra Ligure, Janira D’Amato uccisa dall’ex con 50 coltellate: Alessio Alamia a processo con rito ordinario con le accuse di omicidio volontario aggravato e stalking.

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Janira D'Amato (Foto Facebook)

E’ stato rinviato a giudizio e sarà quindi processato il 21enne di Pietra Ligure, Alessio Alamia, accusato di aver ucciso con 50 coltellate la sua ex fidanzata, la giovane Janira D’Amato, sua coetanea. L’omicidio si consumò il 7 aprile dello scorso anno e solo questa mattina, come riporta il quotidiano Il Secolo XIX, questa mattina il giudice per l’udienza preliminare, Fiorenza Giorgi, ha disposto il rinvio a giudizio per il giovane il quale dovrà rispondere delle gravi accuse di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e stalking. Quest’ultima accusa è legata a quello che, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuto nelle settimane precedenti al delitto. Per via della mancata accettazione della fine della loro relazione e accecato dalla gelosia, Alamia aveva perseguitato la sua ex con messaggi e chiamate insistenti (fino a 800 telefonate in otto ore come emerse dall’analisi dei tabulati telefonici). Tra le altre accuse a carico del 21enne, anche quella di violenza privata ma nei confronti di una precedente fidanzata che, secondo la Procura, era stata vittima di minacce da parte di Alamia poiché lui non voleva che la sua ex avesse dei contatti con Janira.

LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI

Furono 50 le coltellate che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Alessio Alamia inflisse nei confronti della sua ex fidanzata Janira D’Amato con un coltello di 12 centimetri. I colpi raggiunsero diverse parti del corpo della ragazza, soprattutto al collo (dove le furono fatali) ma anche alle spalle, al viso ed alla testa. Janira tentò di difendersi in tutti i modi la violenza fu tale da non rendere possibile un altro epilogo differente dalla morte. Dopo il delitto l’assassino si era lavato, cambiato ed infine era uscito lasciando nel suo alloggio l’arma del delitto insieme al corpo senza vita della ragazza. Ora Alamia sarà giudicato in Corte d’Assise con rito ordinario, come deciso dal suo avvocato difensore, al fine di poter contestare alcuni aspetti della perizia psichiatrica e che a sua detta non sarebbero stati opportunamente approfonditi. Il ragazzo era stato infatti giudicato capace di intendere e di volere in base ai risultati di una perizia psichiatrica chiesta dalla stessa difesa per stabilire se fosse o meno imputabile. Il processo a suo carico prenderà il via il prossimo 6 settembre nel corso del quale la famiglia della vittima, come rivela l’agenzia di stampa Ansa, si è costituita parte civile.



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