Zodiac, il killer confessa: “Il mostro di Firenze sono io”/ E’ un ex militare Usa: Procura cerca riscontri

Zodiac, il killer confessa: “Il mostro di Firenze sono io”: clamoroso colpo di scena, si tratta di un ex militare Usa, la Procura sta cercando riscontri

Pietro_Pacciani_mostro_firenze_delitti_tribunale_lapresse_2017
Pietro Pacciani (LaPresse)

Zodiac, il killer confessa: “Il mostro di Firenze sono io”. Clamoroso colpo di scena dopo anni di enigmi e indagini irrisolte: Zodiac e il mostro di Firenze sarebbero in realtà la stessa persona. Parliamo di J.B., un ex ufficiale americano ottantaduenne con origini italiane: l’uomo ha confessato per interposta persona di essere l’autore materiale dei duplici delitti avvenuti tra il 1974 e il 1985. Militare dell’esercito americano per venti anni, di cui dieci nella polizia militare, J.B. è rimasto coinvolto in un sospetto episodio di sangue avvenuto in Vietnam secondo quanto riporta il Giornale e su di lui mai nessuno ha nutrito alcun sospetto. “Non mi sono consegnato per non mettere nei guai gli altri”, le parole dell’uomo in una inedita testimonianza che da qualche settimana è al vaglio della Procura di Firenze. E ancora, la bomba: l’uomo ha ammesso di essere il killer conosciuto come Zodiac, colui che ha terrorizzato gli Stati Uniti d’America tra il 1969 e il 1974.

“I MIEI COLLEGHI SAPEVANO”

La testimonianza in questione è corroborata da compatibilità biografiche e dalla presenza dell’identità dell’autore delle ammissioni nei messaggi cifrati del killer americano, sottolinea il Giornale, inviati alla stampa americana tra 1969 e 1974. J.B. sarebbe la stessa persona che il postino Mario Vanni chiamò “Ulisse” in una intercettazione nel carcere Don Bosco di Pisa del 30 giugno 2003. Nei quattro indovinelli sull’identità di Zodiac contenuti nel documento in possesso della Procura di Firenze è contenuto il nome e il cognome dell’uomo che avrebbe ucciso sette coppie di ragazzi nelle campagne di Firenze tra 1974 e 1985. Nella testimonianza, l’uomo ha ammesso agli investigatori fiorentini: “I miei colleghi di lavoro al Criminal Investigation Detachment lo sapevano”, riferendosi al battaglione dell’esercito americano presente fino a fine anni Settanta a Livorno.

VORREI CONSEGNARMI, MA…

L’inchiesta sulla morte dei quattordici giovani aperta nel 1981 non ha mai registrato alcuna ammissione di colpevolezza, nessuna condanna emessa. Pietro Pacciani, contadino indagato come possibile mostro di Firenze, è stato assolto in appello prima di morire il 22 febbraio 1998. La condanna è giunta per i presunti complici del mostro assolto, ovvero il postino Mario Vanni e il disoccupato Giancarlo Lotti. Questa nuova e clamorosa scoperta porta ad una conclusione chiara, sottolinea il quotidiano milanese: dietro la scia di sangue c’erano persone abili a compiere delitti senza mai venire individuato. Il giornalista-testimone è diventato il biografo dell’ottantaduenne ex militare americano e grazie al suo lavoro è arrivata la confessione clamorosa, che in queste settimane è al vaglio della procura di Firenze. E, lo scorso settembre 2017, il report ha consigliato a J.B. di costituirsi e qui è giunta la clamorosa affermazione: “vorrei costituirmi, ma non mi sono consegnato per non mettere nei guai gli altri”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori