Milano, sabato 5 maggio corteo anti-Eni/ Anarchici e black bloc da tutta Europa: il precedente di Expo

- Niccolò Magnani

Milano, domani sabato 5 maggio corteo anti-Eni da staz.Centrale a via Imbonati: black bloc, no global e anarchici in arrivo da tutta Europa, rischio nuovo G8 o inauguazione Expo

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Scontri con la polizia (immagini di repertorio, foto da Lapresse)

Milano, sabato 5 maggio 2018 corteo anti-Eni: domani si terrà per le vie del capoluogo lombardo la manifestazione contro il colosso energetico. Il corteo, dal motto “Attacchiamo i padroni”, partirà dalla stazione centrale e percorrerà le strade attorno al quartiere Isola per concludersi in via Imbonati dopo essere passato per via Pola, piazzale Lagosta, piazzale Segrino, via Alserio e via Carlo Farini. Previsto l’arrivo di anarchici e black bloc da tutta Europa, con il rischio che si ripetano le scene già viste nel corso dell’Expo milanese del 2015. Nel corso del corteo di protesta intervennero circa cinquecento black bloc e crearono danni ingenti: distrutte auto, spaccate le vetrine dei negozi e molto altro. In particolare, vennero lanciati dei fumogeni tra la folla del corteo pacifico e contro le forze dell’ordine: undici poliziotti feriti. Furono solamente dieci le persone fermate, con i violenti che optarono per il cambio d’abito per poi disperdersi tra la gente… (Agg. Massimo Balsamo)

MILANO, CORTEO ANTI-ENI

Sabato 5 maggio potrebbe essere una data che la città di Milano ricorderà per molto tempo: la speranza è che il corteo ani-Eni previsto per domani lungo una larga fetta della metropoli abbia meno conseguenze di quelle temute alla vigilia, ma l’allerta c’è ed è imponente con un dispiego di forze dell’ordine raramente intervenuto di recente a Milano. «Attacchiamo i padroni, prima gli italiani», è lo slogan usato nei tam tam che da settimane circolano negli ambienti della Sinistra estrema, i movimenti anarchici e gli immancabili Black bloc. Domani infatti è previsto dalle ore 15 la partenza del “corteo” contro l’Eni da Stazione Centrale, con la Digos che vigila da tempo su questo ritrovo di “manifestanti” ben poco inclini agli incontri pacifici: «l governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le milizie che li gestiscono. L’Eni e le altre imprese di bandiera cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a qualunque signoria della guerra locale», è solo uno dei volantini che circolano per strada e sul web delle milioni di galassie della sinistra radicale e “anti-tutto”. No Tap, no Tav, Black blog, anti-Israele e pro Palestina, No global e neo-comunisti e gli immancabili centri sociali. Insomma un bel mix potenzialmente esplosivo, specie se dovessero intervenire scontri con le opposte fazioni (altrettanto pericolose) della destra estrema.

ALLERTATE QUESTURE DA TUTTA ITALIA

Il rischio di un nuovo G8 non è così lontano e il Ministero degli Interni sta prendendo provvedimenti preventivi a riguardo: sono state infatti allertate questure da tutta Italia per sostenere con uomini e mezzi la Polizia di Milano impegnata per l’intera giornata. Il corteo partirò dalla Centrale e si snoderà lungo l’area nord di Milano, con arrivo previsto in Via Imbonati all’angolo con Via Bovio. Si teme in prim’ordine per le autovetture del car sharing Enjoy, le pompe di benzina della Eni e tutto quanto possa ricondurre ai “padroni dell’industria che vogliono il male del popolo”, come spiegano gli stessi manifestanti. Il rischio forte che si uniscano elementi violenti è assai fondato, con gruppi in arrivo da tutta Europa, Francia, Svizzera e Germania su tutti. Se non proprio un G8, una probabile riedizione del tremendo 1 maggio 2015, il giorno d’inaugurazione dell’Expo milanese. Allerta alta e difficoltà di traffico per una manifestazione fuori contesto, fuori tempo e ci permettiamo di dire, del tutto pretestuosa.

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