Sacra Sindone, dubbi sull’età/ Tutto da rifare: l’esame al carbonio 14 non è affidabile

- Paolo Vites

Gli studiosi riaprono il caso Sacra Sindone: gli esami che erano stati dichiarati definitivi sulla datazione del tessuto non sarebbero validi ma falsati. Ecco di cosa si tratta

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La Sindone

I prossimi 5 e 6 maggio, a Chambéry in Savoia, si tiene l’incontro annuale del comitato scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia: medici, fisici, chimici, storici, biologi di tutto il mondo che si occupano del misterioso telo che, secondo la tradizione, porta impressa l’immagine del corpo di Gesù, che avvolse il suo cadavere e che al momento della Resurrezione impresse nel telo stesso il corpo del Salvatore. Si pensava di essere arrivati ormai da anni alla datazione definitiva, corrispondente più o meno al periodo storico in cui visse Gesù, ma come riporta oggi Andrea Tornielli in un articolo su La Stampa, sono emersi forti dubbi su tale dichiarazione. Il problema starebbe nell’esame C-14, carbonio, secondo Paolo Di Lazzato dirigente dell’Enea di Frascati infatti “il calcolo che trasforma il numero di atomi C-14 nell’età di un tessuto presenta maggiori incertezze rispetto ad altri campioni solidi (ossa, manufatti, etc.) a causa della maggiore permeabilità del campione tessile agli agenti esterni (digestione batterica, muffe, sporcizia)”. Il problema non è tanto il C-14 quanto datare dei tessuti che avrebbero bisogno di maggiori precauzioni rispetto ad altri materiali. Il problema è che nel corso del tempo la Sindone, come si fa normalmente con i tessuti, è stata sottoposta a vari trattamenti di conservazione e pulizia con agenti esterni: “i campioni prelevati da un tessuto trattato con additivi o conservanti generano un’età radiocarbonica falsa”.

DUBBI SULL’ETÀ

L’ultima datazione definita definitiva risale a 30 anni fa e fu fatta da tre laboratori diversi i quali, dice ancora l’esperto “si sono sempre rifiutati di fornire l’esatta distribuzione dei dati grezzi. Si tratta dell’unico caso a mia conoscenza in cui gli autori di un articolo si rifiutano di fornire i dati che possono permettere ad altri scienziati di ripetere il calcolo e verificare se è stato fatto correttamente”. Un altro esperto, si legge ancora, Marco Riani, statistico e professore di Tecniche di ricerca ed elaborazione dati all’Università di Parma, ha scoperto che l’età del telo “aumenta costantemente a mano a mano che ci si sposta da un pezzettino all’altro adiacente”. In sostanza, le varie contaminazioni subite dal telo possono aver falsato i risultati. Infine l’ultimo colpo: uno dei due pezzi di telo consegnati al laboratorio di Tucson non venne mai in realtà analizzato. Dunque la datazione fornita come definitiva in realtà è un falso. Si dovrà ricominciare daccapo e soprattutto si potrà mai davvero datare la Sindone? Resta il mistero di un telo, la cui immagine impressa è scientificamente inspiegabile e la cui immagine riprende esattamente particolare per particolare quanto descritto nei Vangeli sul corpo di Gesù.



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