Filomena Lamberti, sfregiata con l’acido dal marito/ Video, Le Iene: “Lo ha voluto lei, lo rifarei”

- Emanuela Longo

Filomena Lamberti, sfregiata con l’acido dal marito violento dopo anni di vessazioni: l’intervista a Le Iene. Vittorio, dopo la condanna a soli 16 mesi è libero e per nulla pentito.

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Filomena Lamberti, sfregiata con l'acido dal marito
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Nina Palmieri, inviata de Le Iene, anche ieri si è occupata di una tragica storia di violenza sulle donne. Protagonista del servizio è stata Filomena Lamberti, una donna salernitana sfregiata con l’acido dal marito e che nonostante i segni sul suo corpo è riuscita finalmente a rialzarsi e a vivere, come non lo faceva da una vita intera. Erano le quattro del mattino quando la donna, ancora a letto, fu svegliata dal marito che dopo aver pronunciato poche parole – “Guarda che ti do” – le lanciò addosso, in pieno viso, una bottiglietta piena di acido solforico. Insieme a Nina, Filomena ripercorre le tappe di quella inaudita violenza che la pose davanti ad un bivio: “andare avanti o aprire il balcone e farla finita”. Filomena ha scelto di vivere e di riprendersi la sua vita e la sua libertà, come non era mai riuscita a fare. “Io sto bene, perché con la mia non identità, con la mia identità violata oggi vivo, mentre per 32 anni ho sopravvissuto”. Filomena aveva 16 anni quando conobbe Vittorio, innamorandosene perdutamente e instaurando quasi una sorta di dipendenza da lui. La donna tentò addirittura il suicidio, assumendo dei farmaci, dopo essere stata lasciata un anno dopo il fidanzamento. La loro storia, però, proseguì fino a mettersi contro anche la famiglia. Gli anni passano e solo dopo molto tempo Filomena inizia a comprendere la vera natura dell’uomo nel frattempo divenuto suo marito e padre dei suoi tre figli. Vittorio aveva il vizio dell’alcol che lo rese molto violento nei suoi confronti. La donna cercò di aiutarlo ma senza riuscirci. Anche con l’arrivo dei figli la situazione non cambiò e le violenze proseguirono spesso di fronte ai suoi bambini. Lei non riusciva a ribellarsi anche a causa della mancanza di una indipendenza economica e per paura che le potessero togliere i figli e per questo non denunciò mai quelle violenze.

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LA RIBELLIONE E LA VIOLENTA AGGRESSIONE

Filomena per anni non ebbe alcun contatto con il mondo esterno: il marito le impedì di vedere le amiche e la costrinse ad andare a lavorare nella loro pescheria con lui. “Per 30 anni io non ricordo un giorno in cui sono uscita da sola”, ha raccontato a Le Iene. Per anni ha subito le ossessioni del marito, quella folle gelosia. “Mi proibiva di usare il Pc, per lui era tutto il tabù. Chi usava Facebook per lui voleva solo farsi degli amanti”, racconta. Completamente isolata, anche dalla madre, il tempo passa finché Filomena trova quasi per caso la forza di ribellarsi. Tutto cambiò quando una cugina che viveva in Toscana e che non vedeva da molti anni la invitò ad iscriversi su Facebook per tenere vivi i contatti. Finalmente Filomena ha un contatto con il mondo esterno ma quello per Vittorio rappresenta un vero e proprio affronto, per questo la intima a cancellarsi al più presto. Filomena pronunciò il suo primo “no” al marito. “Ho detto basta, è ora di riprendermi un po’ la mia vita”, ha commentato. La seconda occasione le si presenta in vista del matrimonio di un nipote, quando per la prima volta dai tempi della scuola, Filomena ebbe la gioia di potersi finalmente truccare, cosa che il marito non le aveva mai permesso di fare. Dopo tutti questi segnali, Vittorio iniziò a capire di stare perdendo sempre di più il controllo della moglie e per vendicarsi di tutti gli affronti l’uomo non sceglie la violenza: la denunciò in Questura. Filomena a quel punto chiese finalmente la separazione con la promessa di concretizzare la sua scelta dopo il matrimonio della figlia, nel 2012. La donna fu irremovibile ma di fronte alla sua intenzione di separarsi Vittorio, apparentemente accomodante, covò la sua vendetta per 24 ore. Poco prima dell’alba lui la svegliò e le versò addosso una bottiglia di acido solforico, lo stesso usato per sturare i tubi in pescheria. I segni degli schizzi sono ancora presenti nella stanza. Nonostante l’intervento tempestivo dei figli, l’uomo aveva premeditato tutto e rese i soccorsi più lenti, nascondendo le chiavi dell’auto.

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VITTORIO: NESSUN PENTIMENTO

Ad oggi Filomena ha subito oltre 30 interventi di chirurgia a causa delle conseguenze drammatiche che la portarono a lottare tra la vita e la morte per intere settimane. Le conseguenze di quella aggressione sono ancora visibili oggi, sebbene la sua identità sia stata cancellata. Ma quali sono state invece le conseguenze per Vittorio? “Ha avuto una condanna ridicola e irrisoria: 18 mesi, poi ne ha scontati 16, ha chiesto un patteggiamento che ovviamente ha ottenuto. Quando Filomena era ancora in ospedale, il suo aggressore era già libero e felice. Una vergogna”, ha dichiarato l’avvocato della vittima, Stefania De Martino. L’uomo è stato condannato solo per lesioni personali e non tentato omicidio e a nessun risarcimento. Inoltre, pur dovendo dare un mantenimento di 300 euro, non lo ha mai fatto ritenendosi nullatenente. Nina Palmieri si è quindi recata presso la pescheria dove Vittorio lavora regolarmente e di fronte alla foto della donna, l’uomo ha sfoggiato solo tanta freddezza ed alcun pentimento né umanità. “Questa signora mi ha portato all’esasperazione. Lo ha voluto lei, ma io ho pagato per quello che ho fatto. Nessun pentimento, se dovessi rifarlo lo rifarei”, ha dichiarato l’uomo, lasciando l’inviata senza parole. Vittorio ha quindi ammesso di non aver premeditato nulla: “Non è una bella cosa ma io l’ho dovuto fare perché io c’ho la mia dignità. Meglio se muore lei”, ha aggiunto.

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