LECCO, AGENTE PICCHIATO SUL TRENO DA NIGERIANI/ “Urlavano: ‘Siamo profughi, non puoi farci niente!'”

- Paolo Vites

Lecco, agente picchiato sul treno da nigeriani: l’assistente capo aggredito si trova in ospedale ed è ancora sotto choc. Il racconto del pestaggio consapevole ad opera dei profughi.

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Immagine dal web
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Mauro Guilizzoni, 41 anni, l’assistente capo della squadra volante della Questura di Lecco accerchiato e picchiato selvaggiamente da un gruppo di nigeriani sul treno sul treno Milano-Tirano, domenica pomeriggio, si trova ancora in ospedale in evidente stato di choc per l’aggressione subita. Come riportato da Il Corriere della Sera, ai colleghi che gli hanno fatto visita ha mostrato i lividi ancora evidentissimi su un corpo martoriato da calci e pugni. L’agente ha descritto così l’accaduto:”Mi hanno urlato in faccia: siamo profughi, non puoi farci niente. Erano in tanti, mi hanno accerchiato, preso a pugni. Sono caduto a terra, sentivo i loro calci. Poi ho perso i sensi”. Guilizzoni ha aggiunto:”Quando ho ripreso conoscenza la banda si era dileguata. Ricordo che continuavano a ripetere che non potevo fermarli. L’hanno fatto i miei colleghi poco dopo”. (agg. di Dario D’Angelo)

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LECCO, POLIZIOTTO PICCHIATO SUL TRENO DA NIGERIANI

Pestaggio stile Arancia Meccanica sul treno regionale che dalla stazione di Porta Garibaldi era diretto, ieri pomeriggio alle 14 e 30, a Lecco. Un normale controllo dei biglietti da parte del capotreno si è trasformato in un attacco di violenza inaudita quando un nigeriano ha reagito alla richiesta di mostrare il proprio tagliando. Si è rifiutato di mostrare il suo biglietto, che quasi sicuramente non aveva come accade quotidianamente sui convogli regionali, e si è messo a insultare e infastidire i passeggeri che si trovavano su quella carrozza. E’ arrivato un poliziotto di servizio sul convoglio che ha cercato di calmarlo mentre altri nigeriani, una decina, sono giunti a difendere il trasgressore che intanto dava in escandescenza. Forti del numero, gli immigrati hanno immobilizzato il capotreno e cominciato a massacrare di botte il poliziotto tentando di rubargli anche il portafogli, quindi sono scesi alla prima fermata quella di Carnate. Secondo testimonianze hanno preso un altro treno diretto in Valtellina.

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LECCO, POLIZIOTTO DIFENDE CAPOTRENO: NIGERIANI LO PESTANO

Il poliziotto, quarantenne, è ricoverato in gravi condizioni ma non in pericolo di vita; nonostante la furia omicida dei nigeriani non ha perso conoscenza ed è in grado di riconoscerli. Alcuni dei nigeriani erano però rimasti a bordo del treno: alla stazione di Calolziocorte sono saliti numerosi agenti di polizia e dei carabinieri che grazie alle testimonianze ne hanno riconosciuti due e arrestati. Si tratta di due migranti con regolare permesso di soggiorno in Italia. L’episodio riporta alla realtà di terrore che si vive quotidianamente su questi convogli, ricordiamo il caso del capostazione assalito con machete da un gruppo di sudamericani. Aumentare ancora la presenza di poliziotti a bordo dei treni? O impedire l’accesso ai migranti, anche se con regolare permesso di soggiorno? L’episodio in questione infatti fa capire che clandestini o no, i migranti rappresentano un pericolo costante per passeggeri e autorità ferroviarie. Bisogna individuare nuove tecniche di protezione, intervenire per riconoscere chi è capace di azioni di violenza e non rispetta le regole del vivere civile prima ancora che usufruiscano dei sistemi della società. I violenti saranno una minoranza, ma non sono più tollerabili.

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