ROMA, SOVRINTENDENZA: “NUOVA POMPEI SOTTO COLLE OPPIO”/ M5s si spacca sugli scavi: “chi salverà la bellezza?”

- Niccolò Magnani

Roma, “sotto Colle Oppio una possibile nuova Pompei”: tesoro archeologico sotto le Terme di Tito, “mancano milioni di euro per gli scavi”. Ecco cosa succede nella Capitale

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Il Colosseo (LaPresse)
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La maggioranza M5s del Comune di Roma si spacca anche sul Colle Oppio, con il progetto di un playgorund del Coni che era stata posta proprio sull’area della Polveriera dove sotto, secondo la Sovrintendenza, ci sarebbe un tesoro nascosto simile ad una nuova Pompei. La maggioranza della giunta Raggi si è divisa in commissione proprio per il valore di quell’area e per la possibilità futura di una costruzione sportiva come un campo da calcio e una pista di pattinaggio. Secondo la Sovrintendenza, gli scavi sono ben protetti sotto il manto erboso e non sarebbero a rischio per gli scavi del playground, ma lo staff dell’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari è tutt’altro che concorde all’unanimità. Nel consegnare il suo parere negativo alla costruzione dei campi sportivi, l’architetto Vitaliano Biondi – sempre dello staff dell’assessorato – «la bellezza salverà il mondo, ma chi salverà la bellezza?». Se infatti il progetto sarà approvato, spiega il Messaggero, la “nuova Pompei” potrebbe rimanere dormiente sotto i campi di calcio, di basket e la pista di pattinaggio, in attesa di quei fondi che ancora mancano per poterla “liberare”. 

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“UNA NUOVA POMPEI SOTTO COLLE OPPIO”

Sotto Colle Oppio potrebbe esserci qualcosa di incredibilmente importante dal punto di vista archeologico, una sorta di “nuova Pompei” che finora è stata solo immaginata e mai del tutto comprovata in secoli di studi: la “svolta” arriva dalla Sovrintendenza della Commissione Cultura-Ambiente del Comune di Roma e l’occasione viene lanciata dalla possibilità di un progetto per la realizzazione di un playground nella Polveriera di Colle Oppio. «Crediamo che sotto tutta l’area della Polveriera di Colle Oppio come in tanti altri punti di Roma ci possa essere una nuova Pompei, ma al momento non mi sembra che ci siano le condizioni per procedere a uno scavo», spiega in una nota pubblica Eleonora Ronchetti, membro della Sovrintendenza capitolina. Sotto il manto erboso – anche troppo folto, come visto di recente prima dell’attività di pulitura e rispolvero da parte dei carcerati di Rebibbia – di Colle Oppio a fine anni novanta sono state scoperte le prestigiose Terme di Tito, salvo poi essere reintegrate per motivi di sicurezza in attesa di un’opera di bonifica estrema, da svariati milioni di euro.

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LA DENUNCIA DELLA SOVRINTENDENZA DI ROMA

Se effettivamente sotto quelle Terme nella Polveriera di Colle Oppio ci fosse un tesoro archeologico anche solo simile per la metà a Pompei (ma i dati sembrano suggerire ben di più, ndr) sarebbe certamente una scoperta incredibile che potrebbe fruttare moltissimo alla stessa Comunità Pubblica della Capitale. «Probabilmente le terme di Tito si estendono su tutta l’area della polveriera di Colle Oppio, negli anni ’98-’99 gli scavi vennero reinterrati per motivi di sicurezza pubblica, era l’epoca di Ocalan e la comunità curda dormiva lungo l’area archeologica quindi fu deciso di reinterrarli per mettere al sicuro gli scavi e la vita stessa delle persone», spiega ancora la Ronchetti. Fino ad oggi gli scavi sono stati protetti sotto una notevole presenza di manto erboso che ha mantenuto intatto il presunto tesoro sotterraneo: «C’è un’unica parte che emerge ma non è interessata dagli impianti sportivi presenti lì dagli anni cinquanta, e che attualmente non sono ben messi». Resta però il problema dei fondi che mancano per degli scavi a regola d’arte: «se si recupera una qualità migliore di tutta la zona questo andrebbe a vantaggio della città e dei cittadini», spiega la Sovrintendenza. Tradotto, la sicurezza dell’area rimane ma la soluzione migliore sarebbe quella di trovare quei fondi per poter scoperchiare e rendere visibile a tutti la possibile “nuova Pompei”, «forse questa sembra la soluzione migliore. Questo progetto non ha rischi per il progetto archeologico sottostante».

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