ELEONORA CHIAVARELLI/ Moglie di Aldo Moro, lettere dalla prigionia: “addio Noretta, sono le vie del Signore”

- Annalisa Dorigo

Eleonora Chiavarelli, vedova di Aldo Moro, e le lettere a lei scritte durante i 55 giorni della prigionia: “Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile”.

aldo moro
Aldo Moro - LaPresse

Eleonora Chiavarelli, che tutti chiamavano affettuosamente Noretta, si è spenta nel 2013 all’età di 95 anni senza conoscere tutta la verità sulla morte del marito Aldo Moro. La donna, che il presidente Napolitano ha definito “dolente testimone della tragedia che colpì la sua famiglia e l’intera nazione” è stata sepolta nella cappella in cui riposa anche lo statista ucciso dalle Brigate Rosse 40 anni fa. Dopo avere sposato Moro nel 1945, Noretta aveva dato alla luce quattro figli ed era apparsa da sempre una persona forte e battagliera. Proprio lei era stata la prima a combattere per portare in libertà il marito dopo il sequestro, cercando la trattativa con le Brigate Rosse, trovando però l’opposizione del Governo, guidato dall’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, e da molti partiti, in primo luogo la Dc e il Pci. A lei Aldo Moro ha scritto alcune toccanti lettere nei 55 giorni della prigionia durante la quale la informava delle sue condizioni ormai prive di speranze.

ELEONORA CHIAVARELLI E LE LETTERE DI ALDO MORO

Nonostante si fosse parlato di screzi in famiglia prima del sequestro di Aldo Moro, quest’ultimo ha riservato proprio alla moglie Eleonora Chiavarelli i suoi pensieri nei terribili giorni del sequestro. Alcune lettere, che lo stastista le ha scritto e che questa sera verranno lette da Luca Zingaretti in uno speciale in onda su Rai 1 alle ore 20:30 circa, riassumono la dramaticità di quei momenti: “Mia dolcissima Noretta, dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in sè e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si può cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli”. Parole che confermano la totale perdita della speranza: “Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto”.

L’ADDIO ALLA FAMIGLIA IN UN BREVE FRAMMENTO

Aldo Moro non ha concluso, né tanto meno firmato, la lettera scritta alla moglie Eleonora Chiavarelli nella quale ha dato il suo addio a lei e ai quattro figli ancora piccoli. Forse è stato interrotto proprio mentre cercava di scrivere le ultime parole che sono state poi completate in un breve frammento recapitato a Noretta nel giorno del ritrovamento del suo corpo senza vita. In tale testo, il politico ha informato la donna della sua fine imminente: “Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l’ordine di esecuzione. Noretta dolcissima, sono nelle mani di Dio e tue. Prega per me, ricordami soavemente. Carezza i piccoli dolcissimi, tutti. Che Iddio vi aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti. Aldo”. Una fine che purtroppo la vedova aveva previsto, come da lei confessato in un’intervista a La Stampa di 10 anni fa: “Gli uomini della sua scorta, e soprattutto l’autista, vivevano con l’idea chiara che un giorno o l’altro li avrebbero ammazzati. Perché Moro doveva essere ammazzato”.



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