“INSULTARE DURANTE UN TALK SHOW NON E’ REATO SE…”/ Vittorio Sgarbi salvato dal diritto di replica

- Matteo Fantozzi

“Insultare durante un talk show non è reato se…”, Vittorio Sgarbi è stato difeso da un giudice di Genova sottolineando che la controparte deve essere presente almeno in videocollegamento.

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"Insultare durante un talk show non è reato se..."

Sugli insulti di Vittorio Sgarbi nei talk show e nelle varie trasmissioni televisive si è dibattuto a lungo. Nonostante questo, si era sempre pensato a una certa finzione scenica, una veemenza verbale che facesse parte del personaggio del professore sopra le righe. Di fronte agli insulti più pesanti sono arrivate però le querele, ma Sgarbi dopo questa sentenza potrà senz’altro far leva su un precedente importante. E’ stato praticamente salvato dal diritto di replica, nell’arena di un talk show avere la possibilità di controbattere è comunque un modo sufficiente per salvare la propria onorabilità. Sono avvisati tutti coloro che, spesso e volentieri, hanno la tentazione di alzarsi e andarsene con Sgarbi in studio. Meglio restare e togliersi qualche soddisfazione che, altrimenti, non può arrivare dal giudice. (agg. di Fabio Belli)

LE MOTIVAZIONI DEL GIUDICE

Insultare in televisione durante un programma non è più un reato, solo se la controparte è presente almeno in videocollegamento e può controbattere. Questa decisione di un giudice di Genova nei confronti di Vittorio Sgarbi potrebbe creare un precedente non di poco conto. L’uomo è stato difeso di fronte alla denuncia alla procura della candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Liguria, Alice Salvatore. Parole di un certo peso specifico che il giudice non ha considerato tali da far andare avanti un processo. I due si erano scontrati il 15 maggio del 2015 a “L’aria che Tira” programma condotto su La7 da Myrta Merlino. Tra gli insulti anche un pesante ”tua madre ha fatto una truffa a fare te..” con il noto critico d’arte che alza come spesso accade i toni. Il magistrato ha sottolineato, come riportato da Il Secolo XIX, le seguenti parole: “Gli epiteti sono obiettivamente lesivi dell’onore e del decoro della persona offesa in questione. Questo è un dato pacifico e incontrovertibile trattandosi di espressioni invasive dell’altrui sfera personale. Ma Alice Salvatore era collegata via audio e video e poteva di fatto intervenire ad libitum”.

IL CASO VITTORIO SGARBI

“C… e raccomandati”, tutti ricorderanno questa frase pronunciata nei confronti del Trio Medusa da Vittorio Sgarbi che sicuramente segnò un cambiamento nella figura del noto critico d’arte. Da quel momento l’uomo non si è più trattenuto, andando anche spesso fuori dalle righe. Insulti più o meno motivati hanno mosso la critica tra chi ha trovato divertente questo suo modo particolare di fare e chi invece lo ha giudicato fuoriluogo. Un giudice di Genova difende Vittorio Sgarbi sottolineando che “insultare durante un talk show non è reato se presente la controparte almeno in videocollegamento”. Le ultime polemiche sono nate di fronte alle critiche di Vittorio Sgarbi ad Alice Salvatore del Movimento Cinque Stelle che in diretta televisiva ha definito “Povera ragazza ignorante” e alla quale ha poi riferito un non troppo delicato “Stai zitta cretina e studia”. La questione apre sicuramente un precedente che potrebbe tornare d’attualità in futuro.

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