Catania, padre abusava del figlio: arrestato/ Siracusa, commerciante adescava minorenni su WhatsApp

- Silvana Palazzo

Catania, padre abusava del figlio: arrestato. Siracusa, commerciante adescava minorenni su WhatsApp e intratteneva con loro conversazioni a sfondo sessuale. Le ultime notizie

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Guidonia, sparatoria durante rapina: grave 63enne (LaPresse)

Tra Catania e Siracusa sono stati arrestati due “orchi”: uno è accusato di aver abusato sessualmente del figlio, l’altro è invece un commerciante accusato di aver adescato diverse minorenni. Il primo è un uomo di 60 anni, residente nell’area pedemontana sub-etnea, che avrebbe abusato del figlio quando era ancora minorenne, tra il 2007 e il 2011. La Procura di Catania ha fatto sapere che il giovane ha manifestato «gravi problematiche comportamentali» accertate anche da un’équipe multidisciplinare che fa parte della comunità terapeutica dove era in cura il ragazzo. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, l’indagato era già in carcere, essendo stato sottoposto a questa misura cautelare per lo stesso reato commesso però nei confronti dell’altra figlia. In entrambi in casi i procedimenti penali sono partiti da segnalazioni del servizio sociale del comune di residenza dei minori, che aveva riscontrato un «particolare degrado in ambito familiare».

SICURACUSA, COMMERCIANTE ADESCAVA MINORENNI SUI SOCIAL

Il secondo caso riguarda invece un commerciante di 47 anni che è residente nella provincia di Siracusa. L’uomo è accusato di aver usato Facebook e WhatsApp per adescare diverse minorenni con cui avrebbe intrattenuto conversazioni a sfondo sessuale. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, l’orco avrebbe promesso in regalo soldi e ricariche telefoniche per arrivare a chiedere loro un incontro, «nonostante fosse consapevole della minore età» delle ragazze. In questo caso l’indagine è partita grazie ad alcune denunce presentate direttamente alla Polizia e attraverso una segnalazione dell’Associazione “Meter”, peraltro sempre in prima linea contro questo tipo di reati. Una delle ragazze è purtroppo caduta nella trappola: aveva accettato l’incontro. Questo per fortuna non è avvenuto grazie al tempestivo intervento dei genitori che hanno scongiurato il peggio e si sono poi rivolti alle autorità.



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