Corcolle, autista Atac aggredita da passeggero africano/ Ultime notizie Roma, ecco perchè l’ha picchiata

- Carmine Massimo Balsamo

Corcolle, autista Atac aggredita da passeggero africano: ultime notizie Roma, conducente di 45 anni aggredita perchè la porta posteriore dell’autobus 508 era bloccata

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Bus Atac (LaPresse)

Giardini di Corcolle, autista Atac aggredita da passeggero: altro episodio di violenza a Roma contro un conducente di autobus dopo la vicenda del 5 giugno 2018 sull’autobus 301. Come riportato dai colleghi di romatoday.it, questa volta vittima una conducente di 45 anni: l’unico passeggero a bordo del mezzo, che collega la stazione di Ponte Mammolo alla periferia est della Capitale, ha chiesto all’autista di aprire le porte posteriori per scendere alla fermata Fermignano. La quarantacinquenne, a causa di un malfunzionamento dell’autobus, non è riuscita ad aprire la porta e il viaggiatore è impazzito: prima gli insulti e poi l’aggressione, prendendo con forza il braccio della donna e strattonandola. L’uomo successivamente si è dato alla fuga, usufruendo della porta anteriore. Nonostante fosse sotto shock, l’autista ha concluso la cosa fino al capolinea per poi contattare il 112: sul posto l’ambulanza e i carabinieri della stazione Roma San Vittorino.

L’AGGRESSORE E’ UN PASSEGGERO AFRICANO

“Trauma contusivo al braccio destro” e 10 giorni di prognosi: questo il referto dell’ospedale San Giovanni Evangelista per l’autista Atac, prontamente affidata alle cure del 118. La donna ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, con l’aggressore che è un uomo africano: sulla vicenda stanno indagando i militari della Compagnia di Tivoli, sottolinea Roma Today. Micaela Quintavalle, leader del sindacato Cambia-Menti, ha commentato così l’accaduto su Facebook: “E poi arrivano quelle notizie che non vorresti mai ascoltare. Quelle notizie che arrivano in piena notte e che è una tua amica poliziotta a raccontare. Perché anche lei come la mal capitata è madre di 4 figli. È accaduto ieri sera. Alle 22.40. Al capolinea del 508. A mondavio. Sembra che il bus non passasse da due ore. La collega fa i bussolotti come me. Come noi. Come tanti di noi. Io per motivi di studio. Lei per prendersi cura della sua famiglia. È stata aggredita. Quando ero a Collatina facevo anche io il 508. È una zona difficile. E se il bus non passa terribile è la reazione della gente. Ciò che accadde ad un’altra collega avrebbe dovuto farci riflettere invece ciò non è accaduto. Come sempre. Perché la sicurezza non è prioritaria né in questa azienda né in questo paese. Mi riferiscono che le abbiano rotto due denti e pare sia ancora ricoverata all’ospedale di Tivoli. Non oso immaginare come si senta. Vorrei solo dirle di farsi forza e che le sono vicina. Ma una madre di quella portata ad essere forte l’ha imparato dalla vita!!!!”.



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