Torino, prostituta gettata da auto in corsa/ Ultime notizie Anxela Mecani: racket o cliente? Parla l’ex marito

- Silvana Palazzo

Torino, prostituta gettata da auto in corsa sulla tangenziale. Racket o cliente feroce? Si indaga. Intanto parla l’ex marito di Anxela Mecani. Le ultime notizie

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Cinisello Balsamo, assalta passanti con coltello (LaPresse)

Si indaga sull’omicidio di Anxela Mecani, la prostituta 20enne picchiata a sangue e scaraventata da un’auto in corsa sulla tangenziale di Torino. Portata in condizioni disperate all’ospedale Moncalieri, è morta poco dopo. La giovane donna aveva abitato per alcuni anni a Ravenna, in seguito al matrimonio con un italiano, da cui però negli ultimi tempi si stava separando. «Non sapevo nulla. Io e Anxela ci eravamo lasciati da alcuni mesi. Lei era andata via di casa, aveva preso questa decisione e io l’avevo rispettata» ha dichiarato l’uomo, Massimiliano Turco, originario di Lecce, al Resto del Carlino. Lo aveva conosciuto nel 2015, in un bar. Dal flirt con quell’uomo molto più grande di lei era iniziata una storia seria, sancita da un matrimonio che si è esaurito subito dopo. Ieri ha chiamato il nuovo compagno della donna: «Mi ha solo detto che non poteva parlare, perché si trovava in questura, e che l’avevano ammazzata. All’inizio io avevo pensato a un incidente. Faceva la prostituta? Non che io sapessi. Quando stava con me a Ravenna, non mi sono mai accorto di nulla. Dopo di che non posso sapere se lo faceva a mia insaputa».

TORINO, PROSTITUTA 20ENNE GETTATA DA AUTO IN CORSA

Anxela aveva compiuto 20 anni a marzo. Negli ultimi mesi era diventata ostaggio di trafficanti di Tirana e Durazzo. Sono stati loro ad “eliminarla” perché non rendeva più come prima o era diventata ribella? O è stata lei a lanciarsi davanti a una stazione di servizio illuminata per scappare a un bruto? Come riportato da La Stampa, c’è il sospetto che dietro la sua morte ci sia altro: un cliente feroce, ma dalla faccia pulita. «Perché noi non saliamo in auto se il cliente non ci convince. Noi guardiamo tutto, stiamo attente» raccontano le ragazze che si vendono sul viale che porta alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, una lussuosa residenza di campagna di Casa Savoia. Anxela lavorava da queste parti da meno di un mese. Di notte e di giorno. In questura risulta un solo foto segnalamento per una richiesta di documenti di soggiorno. Ma la polizia ha già cominciato ad ascoltare persone legate a lei e che potrebbero tracciare l’identikit del possibile colpevole.



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