Zodiac e Mostro di Firenze: stesso serial killer?/ Joe Bevilacqua, sospetti e punti in comune tra i due casi

- Paolo Vites

Riaperto il caso del Mostro di Firenze, si indaga su un ex soldato americano che visse nella zona dei delitti quando questi venivano commessi ecco di cosa si tratta

ZodiacKiller
Un identikit del serial killer Zodiac

Da super testimone nel caso del Mostro di Firenze a indagato per essere lui stesso il Mostro che negli anni 80 uccise diverse coppiette nelle colline intorno a Firenze. E’ il caso di Joe Bevilacqua, un ex militare americano che proprio in quel periodo storico si trasferì nella zona dei delitti occupandosi come sovrintendente del cimitero americano dei Falciani a San Casciano. Il caso mai chiarito del tutto del Mostro di Firenze è stato riaperto lo scorso anno dopo che un avvocato fiorentino Vieri Adriani ha pubblicato il libro Delitto degli Scopeti che ha portato la procura di Firenze a riaprire il caso. Due nuovi indagati, l’ex legionario Giampiero Vigilanti di 88 anni e il medico Francesco Caccamo di 87. E Bevilacqua sospettato di essere il serial killer, ma non solo, è sospettato di essere anche Zodiac il misterioso serial killer americano che negli anni 60 e 70 uccise cinque coppiette in California e che non venne mai identificato perché a un certo punto scomparve dalle scene smettendo di uccidere. In America, ma adesso il dubbio è che si trasferì proprio in Italia diventando il Mostro di Firenze.

ZODIAC E MOSTRO DI FIRENZE: STESSO SERIAL KILLER?

Quello che appare inquietante è la somiglianza fra i due casi: entrambi uccidevano coppiette appartate: entrambi usavano una calibro 22 con lo stesso tipo di proiettili. Entrambi uccidevano coppie di giovani appartate durante i weekend, prima di mezzanotte e nelle notti di novilunio ed entrambi asportavano parti intime femminili delle vittime. Infine, dalle tracce raccolte, entrambi portavano il 44,5 di scarpe. La cosa bizzarra, ma abbastanza nel stile di Zodiac che si divertiva a sfidare la polizia americana, è che il 6 giugno 1994 Bevilacqua si era recato spontaneamente a testimoniare perché, disse, viveva a solo 300 metri da dove erano accaduti i due delitti degli Scopeti e nessun inquirente era andato a interrogarlo. Raccontò di are visto la coppia di francesi uccisi l’8 settembre 1985 nei giorni precedenti, e parò di un personaggio sospetto che corrispondeva all’identkit di Pietro Pacciani. Fu così che il contadino venne condannato a 7 ergastoli, ma venne assolto in appello. Si scoprì che la morte dei due francesi doveva essere accaduta 24 ore prima di quanto si credeva e dunque non poteva essere stato Pacciani che era a cena in quelle ore alla Casa del Popolo della Cerbaia. Oggi Bevilacqua vive in America e con una lettera del suo avvocato ha sentito ogni cosa e minacciato querela. Un mistero destinato a rimanere senza soluzione, anzi un doppio mistero.



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