Mafia, fratelli Graviano/ Confiscati beni per più di 10 milioni di euro: il business della benzina

- Davide Giancristofaro Alberti

Mafia, fratelli Graviano, confiscati beni per più di 10 milioni di euro: il business della benzina ha fornito ingenti guadagni a due dei più pericolosi esponenti di Cosa Nostra

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Mafia, confiscati beni per 10 milioni di euro ai fratelli Graviano - Youtube
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La guardia di finanza di Palermo ha confiscato beni per più di 10 milioni di euro ai fratelli Graviano. Il nucleo di polizia economico-finanziaria, ha bloccato parte dell’ingente patrimonio di Filippo e Giuseppe, reggenti del mandamento di Brancaccio, già condannati all’ergastolo per le stragi di Capaci e via d’Amelio, tristemente note per la morte dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo, nonché la loro scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. I beni confiscati riguardano tre distributori di carburante, un tabaccaio, un parcheggio, e ben 10 immobili fra appartamenti, terreni e ville.

MILIONI DI EURO DALLA VENDITA DI CARBURANTE

Le indagini sono state svolte dalla guardia di finanza, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, e come sottolineato in particolare da PalermoToday, hanno portato alla luce un sistema di ingenti guadagni derivanti in particolare dalla vendita al dettaglio di carburante. I fratelli Graviano avevano infatti acquistato sin dagli anni ’90 delle aree di servizio in posizioni strategiche vicino alle autostrade del capoluogo siciliano. Tra l’altro, dalle indagini è venuto alla luce anche un sistema di prestanome di gente insospettabile. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo

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