Sant’Antonio da Padova/ Si celebra il 13 giugno: celebrazioni a Benevento, città di cui il Santo è patrono

- La Redazione

Il 13 giugno si celebra Sant’Antonio di Padova, al secolo Fernando Martins de Bulhões. Proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946.

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Basilica di Sant'Antonio a Padova

Si celebra oggi, 13 giugno, Sant’Antonio. Il noto Santo non è patrono solo di Padova, ma anche di altre città come Benevento dove quest’oggi sono diverse le feste che si celebrano per ricordarlo e onorarlo. Ci sarà uno spettacolo con le Fontane Danzanti e Fuochi Piromusicali che regaleranno grandi emozioni. Il pubblico risponderà quindi presente di fronte a un evento che regalerà sicuramente grandissime emozioni. L’amministrazione comunale ha voluto fortemente questo evento per cercare di dare emozioni al pubblico e anche per trovare la forza di regalare un ricordo giusto a quello che è un personaggio religioso davvero molto importante per la città. Sarà importante monitorare nelle prossime ore i social network dove vedremo molte testimonianze in merito proprio a questi eventi. Le risposte di certo non tarderanno ad arrivare. Tra gli altri obiettivi c’è anche quello di rilanciare un territorio che negli ultimi anni ha vissuto qualche difficoltà dal punto del turismo e che ora spera di tornare finalmente a sorridere. (agg. di Matteo Fantozzi)

IL CAMMINO DI 430 KM PER ONORARLO

Oggi, 13 giugno, si celebra Sant’Antonio da Padova, discepolo e fratello di Francesco d’Assisi. Per celebrarlo ed onorarlo è possibile percorrere il Cammino di Sant’Antonio, detto anche il Lungo Cammino, un lungo percorso di circa 430 chilometri che parte da Camposampiero nella provincia padovana, e che arriva fino a La Verna, presso il santuario francescano sito in provincia di Arezzo. Sono ben 22 le tappe, per un percorso interiore di purificazione che ripercorre tutti quei luoghi in cui il santo ha sostato. Ovviamente si tratta anche di un percorso che regala grandi bellezze dal punto di vista paesaggistico, immerso fra la religione ma anche l’arte, la storia e la natura. Il tratto iniziale, quello che va da Camposampiero a Padova, è detto anche ultimo cammino in quanto Sant’Antonio lo fece prima di morire, il 13 giugno del 1231. In totale si attraverseranno tre regioni, partendo dal Veneto, attraversando l’Emilia e chiudendo in Toscana. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA STORIA

Il 13 giugno si festeggia Sant’Antonio di Padova, al secolo Fernando Martins de Bulhões. Fernando nacque da una ricca famiglia a Lisbona il 15 agosto, probabilmente nel 1190. All’età di 18 anni, Fernando decise di entrare nel monastero di São Vicente de Fora. Per allontanarsi ancora di più dalla sua vecchia vita, si trasferì a Coimbra, a 230 km di distanza, nel convento di Santa Cruz. Qui Fernando si dedicò agli studi della Bibbia e della teologia: il ragazzo, molto riservato, umile e restio all’ostentazione delle proprie capacità, maturò e divenne assai erudito tanto che, nel 1220, ricevette l’ordine presbiterale. Intanto il nuovo re Alfonso II nominò per il convento un nuovo priore, poco virtuoso e poco parsimonioso: egli portò divisioni all’interno del convento tra chi lo appoggiava e chi, come Fernando, ne rifiutava lo stile di vita. Alle orecchie di don Fernando intanto giunse notizia del martirio subito in Marocco dai missionari lì mandati da Francesco d’Assisi. Fu questo che accese in lui la vocazione missionaria tanto che decise di indossare il saio, studiare le regole francescane e partire, con il nuovo nome Antonio, per il Marocco. Appena giunto in Africa però il frate si ammalò di malaria e, sulla via del ritorno, la nave su cui viaggiava fu colta da una tempesta e fu costretta ad attraccare a Milazzo: Antonio vi rimase due mesi ed ebbe notizia della convocazione del Capitolo Generale da parte di Francesco d’Assisi per il giugno del 1221.Vi partecipò con grande umiltà e qui conobbe frate Graziano che lo portò con sé a Bagnacavallo (Forlì) dove poté dedicarsi alla sua attività missionaria, alla preghiera, ai digiuni e alle auto-flagellazioni. La sua persona, la sua eloquenza e la sua erudizione colpirono tutti tanto che fu invitato da Francesco d’Assisi a insegnare teologia ai frati. Tra il 1229 ed il 1231 soggiornò per due volte a Padova, dove scrisse i “Sermones Antoniani”. Nel maggio del 1231 si ritirò nel tranquillo romitorio di Camposampiero dove si ammalò: il 13 giugno, sulla strada per tornare a Padova, Antonio spirò mormorando “Vedo il mio Signore”.

LA DEVOZIONE

Molte sono le cittadine in Italia che celebrano Sant’Antonio. Ad Afragola si avvia la tredicina il 31 maggio e si iniziano i festeggiamenti fatti di celebrazioni liturgiche, benedizione dei fazzoletti, processioni e fuochi pirotecnici. A Palmi oltre alla processione al suono dei tamburini, va in scena la sfilata a ritmo di danza di giganti in cartapesta. Rieti omaggia il santo con la processione dei ceri e l’infiorata per le vie cittadine. Sant’Antonio è patrono di Padova, dove sono conservate alcune sue reliquie tra cui la lingua, all’interno della Cappella del Tesoro della Basilica di Sant’Antonio: la chiesa domina con le sue cupole bizantine ed i campanili moreschi l’antistante piazza, caratterizzata dal monumento equestre bronzeo di Gattamelata, opera di Donatello. Il 13 giugno si celebrano anche i santi Fandila di Cordova, Agostino Phan Viet Huy e Nicola Bui Viet The, Aventino, Eulogio, Ceteo di Amiterno, Trifilio di Leucosia, Felicola di Roma, Smbat il Confessore, Massimo venerato a Cravagliana, Salmodio, Ramberto e i beati Marianna Biernacka, Achilleo, Gerardo di Clairvaux ed Alfonso Gomez de Encinas.

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