Roma, figlio bocciato: padre picchia giovane prof/ Umberto Gelvi e l’insegnamento come “tradizione familiare”

Roma, professore boccia il figlio assieme al Consiglio e viene picchiato, aggredito e quasi strozzato dal padre. Docente 24enne ricoverato: è la 35esima aggressione a scuola nel 2018

14.06.2018 - Niccolò Magnani
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Nuova aggressione a scuola (LaPresse, immagini di repertorio)

Umberto Gelvi ha definito quanto accaduto solo un “episodio negativo” al termine di un anno importante e bellissimo, in quanto il primo nei panni di insegnante. Il prof 24enne aggredito verbalmente e fisicamente da un genitore arrabbiato in seguito alla bocciatura del figlio, non intende rinunciare alla sua professione e, come riporta Romatoday, ha annunciato di essere pronto a tornare dietro la cattedra semmai dovesse essere chiamato. Nonostante la brutta esperienza, Umberto non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro rispetto a quella che è ormai una vera e propria “tradizione familiare”: “Mia madre è professoressa, mia sorella è professoressa universitaria. L’ambiente familiare mi ha trasmesso la passione per tutto questo. Il ruolo del docente è quello di formare nuovi cittadini, trasmettere passione e conoscenza”, ha aggiunto. In questi giorni, dopo che il suo caso ha assunto proporzioni nazionali, il prof ha ricevuto la grande solidarietà non solo da parte del preside difeso ma dell’intero mondo della scuola. “I miei studenti mi hanno espresso solidarietà, così come le loro famiglie. Ma ho ricevuto tanti messaggi di incoraggiamento e vicinanza anche dai colleghi di tutta Italia”, ha detto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“LO STUDENTE NON HA COLPA”

Il giovane Umberto Gelvi non ha perso la speranza che la scuola possa avere, anche in futuro, un peso importante nella crescita e nella formazione dei ragazzi, malgrado la brutta esperienza vissuta nei giorni scorsi. Il 24enne aggredito da un madre adirato dopo aver appreso della bocciatura del figlio, ha rilasciato alcune dichiarazioni anche a Repubblica.it: “Lui era una furia. L’ho visto caricare un pugno diretto al preside e d’istinto mi sono messo in mezzo, per prenderlo io. Poi mi ha messo le mani al collo e sono finito in ospedale”, ha ribadito, ripercorrendo i passaggi emblematici della vicenda, avvenuta sotto lo sguardo di altri genitori e bambini piccoli ma, fortunatamente non in presenza del ragazzo bocciato, figlio della coppia, il quale è stato descritto dal prof intervenuto oggi a La vita in diretta estate come un alunno tranquillo ed educato, dal quale non sarebbe emerso alcun disagio in famiglia. Lo stesso insegnante non aveva mai incontrato prima i suoi genitori. Ora il docente ha deciso di andare avanti con la denuncia sebbene inizialmente avesse avuto un po’ di paura. A fargli cambiare idea, il supporto del preside e della scuola, anche se ha voluto ribadire come “il ragazzo non ha colpe”. A sua detta, infatti, l’errore dei suoi genitori non può e non deve ricadere sullo studente bocciato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“CONTINUERÒ AD INSEGNARE”

Umberto Gelvi è intervenuto oggi a La Vita in Diretta estate per ripercorrere le tappe della brutta aggressione subita alcuni giorni fa da parte di un genitore di un alunno bocciato. “Sono intervenuto per prendere le difese del dirigente”, ha spiegato. Il 24enne ha aggiunto che la famiglia del ragazzo, già avvertita telefonicamente, non aveva reagito molto bene e per questo una collega gli aveva chiesto di accompagnarla per comunicare i risultati dei ragazzi non ammessi all’anno successivo. “La madre ci ha minacciato dicendo che ce l’avrebbe fatta pagare in futuro. L’abbiamo così invitata a mantenere la calma”, ha aggiunto. Lo studente bocciato, fortunatamente non era presente nel corso dell’aggressione inizialmente solo verbale e subito dopo sia i genitori che il prof hanno allertato i Carabinieri. Proprio nell’attesa delle Volanti è scattata anche la violenza fisica. “Mentre il dirigente parlava con la signora ho intravisto il padre che stava per scaraventarsi sul preside. In quel momento ho avuto un senso di protezione, mi son messo in mezzo ed ho ricevuto il colpo, ma non è finita lì. Mi ha preso il collo e ha tentato di strangolarmi e son volati pugni e calci. Devo ringraziare l’intervento dei colleghi che ci hanno separato”, ha proseguito Umberto. “I genitori nonostante ci fosse la polizia continuavano ad offendere il preside verbalmente”, ha quindi aggiunto. Alla luce dell’accaduto, il prof ha spiegato che probabilmente la situazione familiare non sarebbe delle migliori. “All’inizio avevo paura di agire da solo ma il preside mi ha dato il completo appoggio della scuola”, ha aggiunto, motivando così la denuncia effettuata. Umberto però non ha paura di tornare ad insegnare: “più che timore di tornare a insegnare è il timore di incontrare un altro genitore così aggressivo”, ha chiosato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SCATTA LA DENUNCIA, “ERO TERRORIZZATO”

Per Umberto Gelvi, giovanissimo professore 24enne di Roma, dopo un anno molto soddisfacente, il suo primo da insegnante, non è stato un finale positivo. A pagare la bocciatura di uno studente, infatti, sarebbe stato proprio lui, picchiato da un genitore che non avrebbe preso bene l’esito finale del figlio chiamato a ripetere l’anno. Al Messaggero, Umberto ha ripercorso le tappe drammatiche di questa brutta esperienza: “Ero terrorizzato. Se avesse avuto un’arma cosa sarebbe potuto succedere?”, continua a domandarsi. Il giovane prof sarebbe stato preso a calci e pugni dal padre dell’allievo: “Non sono riuscito a fare nulla, è stato tutto velocissimo”, ha spiegato. In suo soccorso non sono mancati i colleghi, prima dell’arrivo della polizia. Ma neppure alla vista degli agenti il genitore adirato si sarebbe calmato: “La coppia ha continuato a insultarci. Non sembrava una famiglia problematica. Il figlio è un bravo ragazzo, ha solo poca voglia di studiare, ma è frequente alla sua età. Non avrei mai immaginato nulla del genere”, ha aggiunto Umberto. Per il momento il professore ha deciso di sporgere denuncia sostenuto anche dal preside della scuola: “Vogliamo andare fino in fondo a questa storia. Ma ora è importante che a pagare non sia il loro ragazzo”, ha chiosato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“E SE AVESSE AVUTO UN COLTELLO?”

Ha tentato di strangolare un giovane professore dopo aver sferrato un pugno inizialmente destinato al preside e solo dopo essergli stata comunicata la bocciatura del figlio. E’ quanto accaduto in una scuola di Roma dove si è registrato l’ennesimo caso di violenza da parte di un genitore nei confronti di un docente. La vittima, Umberto Gelvi, dopo la violenta aggressione è stato trasportato in codice giallo al pronto soccorso del Vannini ma dalla tac eseguita, come riporta Fanpage, fortunatamente non è stato riscontrato nulla di grave. Inevitabili, però, le domande del giovane insegnante sul futuro dei suoi colleghi e su quello che sarebbe potuto capitare allo stesso: “E se ieri quell’uomo avesse avuto un coltello cosa sarebbe successo?”. Fortunatamente l’insegnante se la caverà con pochi giorni di prognosi ma quanto accaduto ha nuovamente posto l’accento sul rapporto sempre più debole esistente tra scuola e famiglia. Per il momento, dunque, Umberto se l’è cavata con un trauma cranico, rachide cervicale e segni di tentato soffocamento, ma soprattutto con tanta paura per il futuro che, si spera, non inciderà sul suo desiderio di voler proseguire questo lavoro, divenuto sempre più difficile e per certi versi pericoloso. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“SALVO PER MIRACOLO DALLA MORSA ASSASSINA”

La denuncia di una mamma su Facebook è diventata subito virale: in un post ha raccontato che suo figlio, un professore di appena 23 anni, è stato aggredito e picchiato dai genitori di un suo alunno a Roma, all’Itis Di Vittorio Lattanzio in via Teano. L’aggressione risale a due giorni fa. Come riportato dal Messaggero, sul posto è intervenuta la polizia. La “colpa” del docente è stata quella di essere presente quando il preside della scuola comunicava ai genitori la bocciatura del figlio. Sono subito volati insulti e minacce al corpo docenti e al dirigente scolastico. «Ad un tratto il padre dell’alunno è passato ai fatti tentando di colpire alle spalle il preside, il docente interviene spostando il dirigente scolastico e viene colpito in pieno volto. Il padre impazzito si accanisce sul docente che solo per un miracolo riesce a liberarsi dalla morsa assassina», ha raccontato la madre del professore, che ha ricostruito la vicenda sui social. (agg. di Silvana Palazzo)

“HA TENTATO DI SOFFOCARMI, HO PAURA”

La bocciatura del figlio, comunicata ai genitori, non sarebbe andata giù tanto da scatenare una reazione violenta nei confronti del preside, verbalmente e poi di un giovane professore 24enne, fisicamente. Dopo la violenta aggressione, a parlare è stato proprio l’insegnante destinatario di un pugno. Come spiega Fanpage nell’edizione romana, la vittima è Umberto Gelvi, al suo primo anno di insegnamento, aggredito solo per aver difeso il preside della sua scuola. “Tu chi c***o sei? Che vuoi? Come ti permetti di parlare?”, avrebbe urlato il padre dello studente bocciato tra i corridoi della scuola, rivolgendosi al dirigente scolastico. A quel punto Umberto si sarebbe frapposto tra il padre dell’alunno e il preside, incassando lui il pugno sferrato. “Ha tentato di soffocarmi, non mi sono neanche reso conto, in un attimo mi stava aggredendo”, ha raccontato il prof. A Fanpage il giovane insegnante ha ammesso di non avere paura a tornare ad insegnare, “Però ho paura di incontrare in futuro altri genitori che potrebbero reagire in questo modo”, ha ammesso. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AGGRESSIONE DOPO INSULTI AL PRESIDE

“Colpevole” di aver bocciato uno studente e per questo meritevole di una “lezione”. Ed ecco servita la nuova aggressione a scuola con vittima un giovane professore colpito con un pugno dai genitori del ragazzo bocciato. L’episodio, come spiega TgCom24, è avvenuto in una scuola alla periferia di Roma dove una coppia ha prima litigato con il preside, dopo aver appreso della bocciatura del figlio, insultandolo e minacciandolo. E proprio allo scopo di difendere il suo superiore, il giovane prof è stato colpito da un pugno e trasportato in ospedale dove gli è stata data una prognosi di otto giorni. L’aggressione è poi stata denunciata anche su Facebook da una donna che ha affermato di essere la madre del prof ferito. Oltre a ripercorrere l’accaduto la madre della vittima 23enne, al suo primo anno di insegnamento, ha commentato: “La “colpa” del docente é stata quella di essere presente nel momento in cui veniva comunicato ai genitori la non promozione del figlio …insulti minacce ai docenti e al dirigente scolastico”. Quindi ha aggiunto: “Al docente portato in ospedale in ambulanza veniva riscontrato trauma cranico rachide cervicale e segni di tentato soffocamento ora é sotto osservazione”. La donna ha chiuso il post domandandosi quale futuro potranno avere i docenti nel nostro Paese, alla luce dei sempre più numerosi episodi di violenza. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DOCENTE 24ENNE PICCHIATO A SCUOLA: ORA È RICOVERATO

Oggi capita che se “osi” dire ad un genitore che il figlio viene bocciato, come minimo, rischia di essere picchiato e se ti va male anche strozzato e mandato in ospedale con “segni di soffocamento”. Non è la trama di un film ma è quanto successo alla periferia di Roma, dove all’Itis Di Vittorio Lattanzio sulla Prenestina un giovane professore è stato menato e aggredito dopo aver cercato di comunicare ai genitori di un 15enne della bocciatura del loro figlio. Li aveva convocati ieri assieme all’intero consiglio di classe per comunicare la triste notizia, documentata dall’andamento dell’anno e dai voti del registro elettronico: Repubblica Roma spiega nel dettaglio quanto successo e il racconto è ancora più impietoso. Secondo quanto racconta la coordinatrice di quella classe (primo anno istituto tecnico industriale della Capitale), il professore 24enne è assistente tecnico del laboratorio di disegno ed era nel collegio che doveva comunicare la cattiva notizia. Poi inizia la follia: «Vostro figlio, purtroppo, dovrà ripetere l’anno scolastico», ha spiegato il dirigente scolastico davanti ai genitori che sono scattati immediatamente in piedi iniziando ad insultare, pare, l’intero consiglio di classe. Il preside ha fatto per allontanarsi, ma il padre ha cercato di colpirlo alle spalle: a quel punto il giovane professore è intervenuto cercando di evitare al suo direttore i colpi e lì si è preso un pugno in faccia.

35 AGGRESSIONI A SCUOLA DA INIZIO 2018

Non pago, il padre del ragazzo bocciato del tutto fuori controllo si è scagliato con il giovane professore e gli ha messo le mani addosso: calci, pugni fino a che il docente è crollato per terra davanti allo choc di tutti gli altri. «Si è lanciato sopra e gli ha portato le mani al collo: Non riusciva a liberarsi», hanno spiegato i testimoni presenti in aula professori. Il prof, appena giunto quest’anno da Aversa per il suo primo incarico ufficiale, è stato così trasportato all’ospedale appena le acque si sono calmate e anche i due genitori hanno smesso di prendersela con i professori: «E’ una famiglia problematica», raccontano a scuola ma questo non cambia la linea. I casi sono tutti diversi tra loro e le aggressioni hanno dimensioni assai complicate e da origini completamente diverse, ma questo non toglie la gravità e la dimensione dell’emergenza: nel solo 2018 sono 35 le aggressioni registrate e denunciate contro professori in tutta Italia. Un numero che può sembrare “piccolo” ma che racconta di un’assoluta urgenza di ritrovare non solo il lume della ragione ma il rinnovato rapporto di fiducia educativo, prima di tutto, fra scuola, professori e famiglie. Venerdì scorso a Padova, una madre, dopo un 4 in Inglese rimediato dal figlio, è andata a cercare l’insegnante e l’ha spintonata per le scale facendole spaccare un labbro: ovvia la denuncia, ieri il figlio è stato bocciato. Oggi un suo “collega” anch’esso bocciato ha determinato con i suoi genitori una nuova aggressione: la follia purtroppo non ha confini.

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