Ancona, untore Hiv malato di sesso/ Controlli su chat e siti d’incontri, “rapporti non protetti con 228 donne”

- Carmine Massimo Balsamo

Ancona, untore Hiv malato di sesso: Claudio Pinti è in carcere, al setaccio le chat dell’uomo positivo al virus da 9 anni, “rapporti non protetti con 228 donne”

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Claudio Pinti, untore di Ancona (Facebook)

Ancona, untore Hiv malato di sesso: giungono nuovi aggiornamenti sulla triste vicenda che vede protagonista Claudio Pinti, camionista di 36 anni positivo al virus da 9 anni. L’uomo avrebbe avuto rapporti non protetti con oltre 200 donne, per la precisione 228, e giovedì 14 giugno 2017 è stato arrestato dalla polizia di Ancona. Le forze dell’ordine hanno deciso di rendere pubbliche le generalità dell’uomo affinchè le possibili vittime possano prendere le contromisure necessarie. Scattato l’allarme, l’infettivologo Luca Butini ha sottolineato che è fondamentale sottoporsi alla PPE (Profilassi Post Esposizione), soprattutto per le ultime vittime dell’untore, un uomo malato di sesso come sottolineato da Il Resto del Carlino. In queste ore la Procura sta lavorando sulle chat del trentaseienne, che da almeno dieci anni era iscritto alle community di incontri. L’analista forense sta setacciando tutte le chat per rapporti occasionali e i vari siti di annunci: il rischio è che il numero di potenziali vittime cresca esponenzialmente.

ANCONA, UNTORE HIV MALATO DI SESSO

Sono ore di duro lavoro per le forze dell’ordine e per i reparti specializzati, con l’analisi delle chat di Claudio Pinti che partirà da telefoni e computer: l’obiettivo è quello di rintracciare i messaggi scambiati dall’untore con i potenziali partner. Il camionista utilizzava diversi nickname ed era attivo su diverse community: IL Resto del Carlino riporta alcuni esempi, come l’iscrizione dal 2008 al gruppo Desidery Sex Community con l’indirizzo di posta elettronica “onlysex82”. Avvertito il rischio informatico corso, la scorsa settimana Claudio Pinti ha contattato un tecnico informatico al quale ha chiesto di poter recuperare tutti i messi di Whatsapp e di Messenger dal telefono di un’altra persona. Un tentativo di inquinare le prove che però non ha avuto buon esito, con il giudic Carlo Cimini che ha deciso di emettere l’ordinanza di custodia cautelare: il trentaseienne sarà dietro le sbarre nonostante la sieropositività, non necessariamente incompatibile con la detenzione.

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