ALESSANDRO NARDUCCI/ Incidente mortale, la polizia cerca testimoni: inventò il dessert “birre e noccioline”

Lo chef Alessandro Narducci e la collega Giulia Puleio sono morti a Prati per colpa di un incidente in scooter, fatale è stato l’impatto con un’automobile.

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Alessandro Narducci, incidente mortale in moto

La polizia sta ancora indagando sulla morte di Alessandro Narducci, giovane chef romano di appena 29 anni, scomparso tragicamente venerdì notte sul lungotevere della Vittoria a Roma. Il ragazzo è stato investito a bordo del suo scooter in compagnia della sua assistente, Giulia, di appena 25 anni. Le forze dell’ordine stanno in particolare cercando testimoni, per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, e non è da escludere che l’uomo al volante fosse al telefono, e si fosse quindi distratto: una distrazione che è costata la vita di due persone. Narducci era molto famoso a Roma e nel mondo culinario in generale. Chef del ristorante Acquolina, aveva inventato il dessert “birra e noccioline”, che lo stesso aveva ideato in onore delle sue vecchie serate passate con gli amici. Gli piaceva sperimentare, provare e imparare, ed inoltre, amava collaborare con altri chef. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IN CERCA DI TESTIMONI

“Chi ha visto qualcosa, chiami gli uffici dei vigili urbani in via Macedonia”, questo l’appello della polizia municipale in riferimento all’incidente dello scorso giovedì notte dove ha perso la vita lo chef stellato Alessandro Narducci e l’amica e collega Giulia Puleio. Nel frattempo i vigili urbani, diretti dal comandante generale Antonio Di Maggio, nella giornata di ieri hanno lavorato sul posto a Prati, acquisendo dei filmati di varie telecamere di sorveglianza della zona che potrebbero fornire delle immagini maggiormente dettagliate sull’incidente. Oltre alla speranza di vedere i momenti precedenti allo scontro, si spera anche di poter capire se in quel momento fossero presenti delle automobili in doppia fila sul lungotevere che potrebbero avere costretto i guidatori dei veicoli ad una deviazione improvvisa rispetto al senso di marcia. Le indagini a quanto pare, saranno molto lunghe ed anche difficoltose. I funerali dei due giovani chef, potrebbero essere celebrati la settimana prossima. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

SI CERCANO TESTIMONI

Si continua a parlare della tragica morte dello Chef Narducci che ha perso la vita in un incidente stradale con la collega Giulia Puleio. E’ stato indagato il trentenne che era alla guida di una Mercedes, colpevole appunto di aver causato per una distrazione l’incidente. La Polizia sta cercando di ricostruire le dinamiche dell’incidente, con alcuni particolari che sono da chiarire. Sul luogo dell’incidente si sta sondando la presenza di telecamere, con le eventuali registrazioni che sarebbero state eventualmente a disposizione delle forze dell’rodine. Il Comando Generale inoltre ha diffuso un avviso in cui si sottolineano i numeri utili per far venir fuori eventuali testimoni che magari si trovassero proprio sul lungotevere della Vittoria nella notte tra il 21 e il 22 giugno a Roma. Si rilasciano quindi i contatti del VII Gruppo Appio di via Macedonia. (agg. di Matteo Fantozzi)

I SUOI RAGAZZI IN CUCINA “ERA SPECIALE”

Lo shock delle prime ore lascia spazio alla consapevolezza del dolore: ma accettare la morte dello chef Alessandro Narducci e della sua amica Giulia Puleio in un tragico incidente stradale mentre viaggiavano in scooter. E sono proprio i suoi ragazzi, quelli del ristorante l’Acquolina, che tutti i giorni erano alle sue dipendenze ma venivano rispettati ed esaltati per le loro capacità, che adesso iniziano a rendersi conto del vuoto lasciato dallo chef. Uno di loro su Facebook ne delinea un ritratto che non può non commuovere:”Un grande chef e un ragazzo solare, eri tutto ciò e anche di più! Sei stato importante per me e per la mia crescita, eri sempre disposto a scherzare e darmi consigli! Amavi quello che facevi, e spero che tu possa continuare a farlo da lassù. Grazie di tutto chef”. Parole che colpiscono dritte al cuore, confermate da Swapan Kumar, responsabile del servizio colazione, originario del Bangladesh, che al Corriere della Sera dice: “Alessandro era una grande persona. Serissimo, e trattava bene tutti a prescindere dal ruolo o dalla provenienza”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE PAROLE DELLO CHEF HEINZ BECK

Una vera tragedia quella che ha portato alla morte lo chef Alessandro Narduzzi. 29 anni e tanto talento nel mondo della cucina, tanto da conquistare già una stella Michelin. «La sua non era una famiglia di ristoratori, ma Alessandro con la sua caparbietà è riuscito ad emergere » ha dichiarato il pizzaiolo gourmet Pier Daniele Seu. Dopo aver mosso i primi passi nel ristorante romano Il Convivio, dello chef Angelo Troiani, Narducci si è trasferito a Dubai, nel ristorante dello chef Heinz Beck. «Lo promossi sous chef – ricorda Beck, come riporta La Repubblica – perché era serio, professionista e professionale. Una persona carina che trovava sempre tempo per tutti. Si mise a piangere quando lasciò il team e il ristorante». Un dolore immenso quello lasciato nei suoi cari e nelle persone che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Automobilista indagato per omicidio stradale

Omicidio stradale, anche se occorreranno ulteriori indagini e c’è anche la questione, sollevata da alcuni quotidiani nelle ultime ore, a proposito delle tante auto in doppia fila sul Lungotevere, zona Prati, dove Alessandro Narducci è morto assieme alla collega Giulia Puleio: sarebbe questa l’ipotesi di reato su cui sta indagando al momento la Procura di Roma a carico del 30enne automobilista che era alla guida dell’automobile che si è schiantata contro lo scooter del 29enne chef stellato, morto sul colpo. L’uomo, secondo alcuni testimoni disperato subito dopo l’impatto e che forse involontariamente ha ammesso in quei concitati momenti di “non averli visti perché ero al cellulare” è stato ricoverato in condizioni non gravi presso il Policlinico Gemelli: tuttavia, su questo aspetto non ci sono conferme e intanto gli inquirenti vogliono vederci chiaro e hanno disposto l’autopsia sulle salme delle due vittime, mentre nella comunità natale di Alessandro Narducci è stato proclamato il lutto cittadino a causa di una morte assurda e che spezza non solo una giovane vita ma pure la carriera di uno dei più promettenti cuochi del panorama italiano, divenuto celebre grazie ad Acquolina, gettonatissimo ristorante nel cuore di Roma. (agg. di R. G. Flore)

“POTEVA PRENDERE UNA SECONDA STELLA MICHELIN”

Ha lasciato un vuoto che sarà difficile da colmare, Alessandro Narducci, lo chef morto la notte tra giovedì e venerdì dopo un incidente in scooter insieme alla collega e amica Giulia Puleio. A confermarlo, intervistato da Il Corriere della Sera, è il direttore dell’hotel “The First”, Daniele Carta, di cui Narducci era diventato in pochissimo tempo la punta di diamante con il suo ristorante l’Acquolina:”Sarà dura riprendersi, c’é da ricostruire il morale. Dovremo lavorare parecchio…Alessandro poteva tranquillamente prendere la seconda stella. Era destinato a entrare nel gotha della ristorazione. Un talento testimoniato da clienti e recensioni. Generoso, sempre disponibile, si faceva in quattro per tutti, ed era sempre l’ultimo ad andar via. Perdiamo un pilastro. Sarà davvero dura riprendersi”. (agg. di Dario D’Angelo)

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’INCIDENTE

Giungono ulteriori dettagli circa il terribile incidente avvenuto nella notte fra venerdì e sabato a Roma, in cui ha perso la vita il noto chef Alessandro Narducci, e la sua collaboratrice, Giulia Puleio. Come riporta Tiscali, l’autista che avrebbe investito i due, si chiama Fabio Feola, è un ragazzo romano di 30 anni che lavora come dipendente di una multinazionale. Un testimone, come riporta Il Messaggero, ha raccontato che l’uomo fosse al telefono al momento dell’incidente, ma per ora la procura non ha confermato la notizia. Il ragazzo, alla guida di una Mercedes Classe A, non sembrava ferito in maniera grave al momento dell’impatto, ma subito dopo è stato sottoposto a coma farmacologico e ricoverato in ospedale. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, e soprattutto, chi fra lo scooter e l’auto ha invaso la corsia opposta: sull’asfalto non ci sono segni di frenata, quindi il tutto deve essere avvenuto in un lasso di tempo molto breve. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“NON MI SONO ACCORTO DI NULLA”

Roberto, condomino della palazzina al civico 11 del lungotevere Vittoria uno dei primi ad accorrere sulla scena dell’incidente che è costato la vita allo chef Alessandro Narducci e alla sua amica e collega Giulia Puleio, ha raccontato a Il Messaggero la scena che si è trovato davanti la notte tra giovedì e venerdì. Protagonista della sua testimonianza è il 30enne automobilista della classe A che ha centrato i due ragazzi in scooter:”Quel ragazzo che è sceso dalla Classe A era sconvolto, faceva avanti e indietro tra i due corpi, stringeva il telefonino, chiamava i soccorsi e urlava: ‘Sbrigatevi, non voglio avere due morti sulla coscienza, almeno lei salvatela’. Piangeva, aveva un taglio sulla fronte, il sangue che gli colava sul viso e sporcava la camicia bianca. Ha preso le gambe della ragazza che era faccia in giù sull’asfalto, quasi al centro della carreggiata, le ha alzate sperando che fosse ancora viva. A un certo punto, disperato, ha detto: ‘Ero al telefonino, non mi sono accorto di niente'”. (agg. di Dario D’Angelo)

LA DISPERAZIONE DELL’AUTISTA

Una tragedia immane: è quella verificatasi sul lungotevere della Vittoria la notte tra giovedì e venerdì, quando in seguito ad un incidente in scooter hanno perso la vita lo chef stellato Alessandro Narducci e la sua amica e collega Giulia Puleio, scaraventati sul duro asfalto da una Mercedes Classe A guidata da un trentenne, Fabio Feola, ricoverato al Gemelli in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Come riportato da Il Corriere della Sera, tra i tanti residenti del quartiere Prati ha parlato anche il portiere di uno stabile, che ha descritto così la percezione dell’impatto:”Uno schianto senza frenata, come se una vetrata fosse caduta dal sesto piano”. Altri testimoni raccontano della disperazione dell’uomo, che adesso probabilmente verrà accusato di omicidio stradale:”Era sconvolto, coperto di sangue e con il telefonino in mano sollecitava i soccorsi. Ripeteva: “Oddio, cosa ho fatto. Non voglio avere nessuno sulla coscienza””. (agg. di Dario D’Angelo)

CHEF ALESSANDRO NARDUCCI E GIULIA PULEIO MORTI IN INCIDENTE

Si indaga per omicidio stradale a Roma, a seguito della morte dello chef stellato Alessandro Narducci, giovane di 29 anni, e della sua assistente Giulia Puleio, di 25. I due stavano tornando dalla manifestazione Vinoforum attorno all’una di venerdì notte, quando si sono scontrati con un’automobilista alla guida di una Mercedes Classe A. Un impatto fatale per i due motociclisti, che hanno perso la vita sul colpo e i cui corpi sono stati sbalzati ad una trentina di metri di distanza dal luogo dello scontro. Come ha sottolineato stamane il quotidiano romano Il Messaggero, sembra che la colpa sia totalmente del guidatore dell’auto tedesca, che appena sceso dalla macchina, ferito anche lui dopo l’incidente, ha iniziato a disperarsi.

L’AUTOMOBILISTA ERA DISPERATO

Lo stesso era al telefono, quando si è distratto ed ha appunto investito i due poveri ragazzi. L’uomo gridava e urlava, e ad un certo punto è andato dalla ragazza, muovendole le gambe per provare quasi a svegliarla, ma la realtà, tremenda, era che aveva appena ammazzato due persone. L’automobilista è stato poi ricoverato al Gemelli per alcune ferite, ma se la caverà, e a breve dovrebbe subire un processo per omicidio stradale, e rischia anni di carcere proprio perché stava utilizzando il telefonino. Una morte assurda quella di Alessandro e Giulia, che si sarebbe potuta assolutamente evitare.

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