Napoli, rapina con accetta all’ufficio postale/ Ultime notizie: direttore ferito, bottino di 5mila euro

- Silvana Palazzo

Napoli, rapina con accetta all’ufficio postale di Trentola Ducenta. Ultime notizie: direttore ferito, bottino di 5mila euro per il bandito che non è stato ancora fermato dai carabinieri

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Napoli, rapina con accetta all'ufficio postale (Foto: da Pixabay)

Erano da poco passate le 8 di stamattina, quindi l’ufficio postale era stato aperto da poco. Dentro però c’erano già i primi cittadini per fare versamenti o effettuare pagamenti di bollettini postali. In quel momento è entrato un uomo con il volto coperto da un passamontagna che brandiva in mano un’ascia. È successo a Napoli, dove il direttore dell’ufficio postale ha provato a reagire, ma è stato ferito dal malvivente con un colpo alla testa. Il bandito si è fatto consegnare i soldi, circa 5mila euro, ed è scappato. Un giovane commerciante che ha l’esercizio proprio di fronte all’ufficio postale di Trentola Ducenta, in via Circumvallazione, ha provato a inseguire il malvivente. «L’ho rincorso per alcune centinaia di metri, ma non sono riuscito a fermarlo» ha raccontato a Il Mattino. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Trentola Ducenta e un’ambulanza che ha trasportato il direttore in ospedale per le cure. Il bottino del rapinatore è stato di circa 5mila euro.

NAPOLI, RAPINA CON ACCETTA ALL’UFFICIO POSTALE

I carabinieri hanno disposto posti di blocco in zona per provare a rintracciare il bandito solitario, ma finora le loro ricerche non hanno dato alcun esito. I militari hanno quindi prelevato i filmati di alcune telecamere installate in zona da parte di esercizi commerciali per provare ad individuare il rapinatore solitario e vederne il volto così da riuscire a riconoscerlo. Nel frattempo l’ufficio postale è stato chiuso ed è rimasto inaccessibile al pubblico per tutta la mattinata. L’unico che quasi ha acciuffato il malvivente è il commerciale di un negozio di fronte all’ufficio postale. «L’avevo quasi raggiunto perché non aveva proprio il fiato di un atleta, anche se era alto all’incirca un metro e ottanta. Gli ero arrivato quasi addosso. Aveva ancora un decina di metri di vantaggio quando ha svoltato in un vicolo. A quel punto mi sono fermato perché non sapevo cosa ci fosse dietro quell’angolo. Potevano esserci dei complici ad aspettarlo oppure lui poteva essere armato. A quel punto ho desistito, ma poi ho appreso che l’ascia con la quale aveva tentato la rapina era rimasta nell’ufficio postale» ha raccontato al Mattino.



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