Milano, giudice annulla multe di via Fulvio Testi/ Il Comune perde il ricorso: autovelox beffa

- Carmine Massimo Balsamo

Milano, giudice annulla multe di via Fulvio Testi dal Giudice di pace: ultime notizie, accolto il ricorso di un automobilista contro il Comune, autovelox beffa

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Incidente stradale (Immagine di repertorio, LaPresse)

Milano, giudice annulla multe di via Fulvio Testi: Comune beffato dall’autovelox. La vicenda è riportata dai colleghi de Il Giorno, con un automobilista che si è visto accogliere il ricorso da parte del Giudice di Pace: annullate due sanzioni da 169 euro ciascuna con la restituzione dei quattro punti decurtati dalla patente. Spese a carico del Comune di Milano. La sentenza è giunta nei giorni scorsi e le motivazioni non sono ancora state rese note, con l’avvocato Eleonora Restifo che ha sottolineato: “Per la prima voltavengono annullate sanzioni inflitte dall’autovelox di viale Fulvio Testi. Ci sono tanti punti oscuri da chiarire”. Le multe sono state recapitate alla società presso la quale lavora l’automobilista, sanzionato mentre era a bordo del veicolo aziendale. L’autovelox lo ha “beccato” per quattro volte nel giro di una settimana in viale Fulvio Testi, tra viale Ca’ Granda e Piazzale Istria: 18, 21, 22 e 24 dicembre. Il limite di velocità in quel tratto passa da 70 ai 50 chilometri orari, in un punto in cui sono stati montati i velox in entrambe le direzioni di marcia.

MILANO, GIUDICE ANNULLA MULTE DI VIA FULVIO TESTI

Sono 20.388 le infrazioni registrate dal 12 al 31 dicembre, 49.822 a gennaio e febbraio come sottolinea Il Giorno. Su Facebook è stato creato un gruppo ad hoc: promosso un ricorso collettivo al Tar contro “gli autovelox trappola”, seguito da oltre 1600 persone. L’avvocato Restifo ha sottolineato che “e violazioni non sono state subito notificate; la mancata contestazione immediata della prima infrazione ha comportato le successive violazioni, commesse in un lasso di tempo ravvicinato”. E evidenzia: “L’installazione dell’autovelox non sarebbe dovuta avvenire su un lampione, soggetto a oscillazioni. E non si ha la prova che il dispositivo sia posizionato all’altezza giusta. Né i cartelli sono del colore corretto, perché sono in arancione (secondo il codice della strada, l’arancione è per taxi e scuolabus)”. Il Comune di Milano non si è presentato all’udienza e ha perso, con l’automobilista che riotterrà i punti decurtati e non dovrà pagare alcuna multa.



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