18ENNE MARCITO SU UN MATERASSO/ Madre, nonna e sorella accusate di averlo lasciato morire di stenti

- Paolo Vites

Madre, nonna e sorella accusate di aver fatto morire di fame e di stenti un ragazzo di 18 anni abbandonandolo a marcire su di un materasso per settimane

stalking_violenza_donne_pixabay_2017
Violenze e molestie (Pixabay, 2018)

Un lercio materasso gonfiabile infiammabile, sopra disteso il corpo di un ragazzo 18enne in condizioni ugualmente miserabili,coperto solo con una specie di pannolone. E’ magro scheletrico, denutrito che si vedono le ossa spuntare. E’ così che le forze dell’ordine e i medici hanno trovato Jordan Burling ormai morto per gli stenti. E no, non era un vagabondo senza tetto per strada. Il giovane era a casa sua, con la sua famiglia, nella città di Farnley, Leeds. E’ morto di stenti, dopo essere stato lasciato così per settimane. Per uno dei medici arrivati sulla scena, Jordan assomigliava a uno dei cadaveri dei campi di concentramento nazisti. Lo hanno lasciato finire così la madre, Dawn Cranston, la nonna Denise e la sorella Abigail, 25 anni. Arrestate, hanno negato di averlo lasciato morire apposta.

IL NEONATO LASCIATO MORIRE NELLO ZAINETTO

Ma non era finita in quella casa degli orrori, la polizia ha trovato anche i resti di un neonato rinchiuso in uno zainetto: la donna ha ammesso essere un figlio da lei lasciato morire appena nato. Era successo 14 anni prima. A proposito del figlio 18enne, la madre ha dichiarato di aver fatto del suo meglio per guarirlo dalle piaghe sul corpo curandolo con acqua salata e che non aveva mai chiamato soccorsi perché temeva che i medici lo avrebbero fatto morire. Secondo le ricostruzioni, Julian avrebbe condotto una vita normale fino ai 16 anni, quando improvvisamente la madre non lo mandò più a scuola. Secondo l’accusa i suoi familiari lo hanno fatto morire in quel modo per precisa volontà. Il motivo? Probabilmente nessuno lo scoprirà mai, se non che si tratti di un caso di allucinante follia collettiva. Le tre donne sono attualmente sotto processo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori