MONZA, TRUFFA DA UN MILIONE DI EURO: 2 SORELLE ARRESTATE/ Vittime parenti e anziani: spesi nel gioco d’azzardo

Monza, truffa da un milione di euro, due sorelle raggiravano parenti e amici: promettevano finti investimenti in posta, ma in realtà si intascavano i soldi e giocavano alle macchinette

ente fiera di bergamo stefano cristini
Immagine di repertorio

Vi abbiamo raccontato con dovizia di particolari la vicenda di Monza, protagoniste due sorelle che hanno raggirato parenti e anziani per assicurarsi in totale circa 1 milione di euro. Una, dipendente alle Poste Italiane, è in carcere, mentre l’altra è agli arresti domiciliari. Circa quaranta le persone che hanno sottoscritto falsi contratti, spacciati per investimenti vantaggiosi, al fine di cadere nella rete dell’inganno. E come sono stati spesi questi soldi? Il Giorno e gli altri quotidiani confermano la pista del gioco d’azzardo, con la 59 ex dipendente di PI che era una assidua frequentatrice delle sale da giocho e di scommesse. Una indagine che è iniziata diverso tempo fa e che, nonostante le smentite di rito da parte delle due malviventi, ha portato all’arresto delle colpevoli. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

DIPENDENTE POSTE NEGO’ ACCUSE

Quando i media iniziarono ad occuparsi del caso di Monza e della maxi truffa in atto che seminava vittime soprattutto tra gli anziani, anche la trasmissione Mi manda Raitre iniziò ad occuparsene. Ai microfoni del programma, una delle due sorelle arrestate oggi, la dipendente di Poste Italiane, aveva negato fortemente le accuse a suo carico. Questa volta però, sono state le operazioni per nulla semplici messe in atto dalla Guardia di Finanza a svelare quanto realmente accaduto negli ultimi anni e tra le persone cadute loro malgrado nel raggiro messo in piedi dalle due sorelle ultra cinquantenni vi erano non solo amici e vicini di casa ma anche parenti, tutti accomunati dall’età avanzata. A finire in carcere, alla fine, è stata proprio l’ex dipendente delle Poste, mentre la sorella è ai domiciliari. Dalle indagini condotte dagli uomini delle Fiamme Gialle è stato appurato il ruolo assunto nella commissione dei reati dalla sorella della ex dipendente postale, indagata per concorso nel reato di truffa, favoreggiamento reale e ricettazione. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SCHIAVE DEL GIOCO D’AZZARDO: IL CASO FINÌ IN TV

Due sorelle, residenti nelle province di Monza e Lecco, sono state arrestate oggi dalla Guardia di Finanza con l’accusa di truffa aggravata. Avrebbero raggirato oltre 40 persone con finti investimenti postali arrivando a raccogliere oltre un milione di euro. Per l’ex dipendente postale si sono aperte le porte del carcere, mentre la sorella è finita agli arresti domiciliari. Del caso si era occupato anche il programma televisivo “Mi Manda RaiTre” che aveva raccolto le testimonianze di diversi anziani. Una delle due sorelle davanti alle accuse aveva deciso di chiudersi nel suo silenzio, accennando solo di essere «vittima di un pasticciaccio». L’ex dipendente delle Poste, molto conosciuta a Carate e Besana, nella frazione di Villa Raverio, venne anche intervistata dal Giornale di Carate e del programma. «Io ho perso il lavoro. Ma dietro questa vicenda c’è una storia molto pesante…», aveva raccontato. (agg. di Silvana Palazzo)

POSTE ITALIANE ESTRANEA AL CASO

Sarebbe stata la loro passione irrefrenabile per il gioco d’azzardo a spingere due sorelle briazole di 59 e 55 anni a mettere in atto un piano al fine di truffare parenti ed amici – circa 40 persone – convincendoli ad effettuare dei versamenti in contanti in cambio di vantaggiosi investimenti riservati ai dipendenti delle Poste Italiane dove la maggiore delle due lavorava. L’azienda, come spiega Il Giorno, sarebbe chiaramente del tutto estranea all’incredibile vicenda. A far scattare le indagini sarebbero state le denunce di alcuni vicini di casa, anche loro vittime della truffa messa in atto e che ha portato alle due donne ora arrestate un guadagno per oltre un milione e 100mila euro, denaro che poi veniva speso proprio nel gioco d’azzardo. Le indagini erano partite dell’ottobre 2016 mentre l’anno seguente la 59enne ha smesso di lavorare per Poste Italiane. A far scattare i sospetti sarebbe stato il figlio della coppia di vicini di casa della 59enne che ha così smascherato la truffa in corso portando anche a far scoprire agli uomini delle Fiamme Gialle tutte le altre numerose vittime del raggiro. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

COPPIA DI VICINI TRUFFATA PER 165MILA EURO

Emergono ulteriori dettagli circa la maxi truffa da più di un milione di euro, sventata nelle scorse ore dalla guardia di finanza di Monza. Due donne di 59 e 55 anni, sorelle, sono state arrestate con l’accusa appunto di truffa aggravata, ricettazione e favoreggiamento. Le due truffatrici, come svelato da TgCom24.it, agivano raggirando i propri parenti e amici. In poche parole, promettevano loro dei forti guadagni in cambio alcuni investimenti inesistenti nelle Poste, dove la 59enne lavorava. Fra il 2013 e il 2016 sono state più di 40 persone raggirate dalle due donne, una residente nel lecchese e l’altra nel monzese, che si facevano consegnare denaro contante, ma anche bonifici e assegni, in cambio appunto di falsi investimenti postali. Le indagini sono partite nell’ottobre del 2016, dopo che una coppia di vicini delle due truffatrici ha consegnato loro ben 165 mila euro per un investimento, che poi non si è appunto rivelato tale. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MAXI TRUFFA DA UN MILIONE DI EURO

Una maxi truffa da un milione di euro è stata scoperta dalla guardia di finanza di Monza. Come riferito da diversi organi di informazione, a cominciare dal quotidiano La Repubblica, due sorelle di 55 e 59 anni, sono state arrestate (la prima è ai domiciliari mentre la seconda è stata portata in carcere), per aver sottratto alle proprie vittime, attraverso un vero e proprio raggiro, circa un milione di euro. Le accuse nei confronti delle due sono quelle di truffa, ricettazione e favoreggiamento. Come agivano le due truffatrici? Semplicemente convincendo i propri famigliari e i conoscenti stretti, molti dei quali anziani, a destinare i propri risparmi a investimenti riservati ai soli dipendenti delle poste.

INDAGINI PARTITE NEL 2016

La 59enne arrestata ha infatti lavorato alle poste fino al gennaio del 2017, e di conseguenza, ha sfruttato il proprio “curriculum” per convincere le persone a lei più vicine ad effettuare investimenti che in realtà non esistevano. Le due sorelle, come detto sopra, avrebbero accumulato più di un milione di euro, poi speso nel gioco d’azzardo. Le donne cercavano di dare il contentino ai finti “investitori”, dando loro delle piccole somme di denaro, che in realtà erano soldi che venivano sottratti ad altri ignari truffati. Le indagini sono partite nel 2016 dopo la segnalazione dei vicini di casa delle due, anche loro raggirati. In totale sarebbero 40 le persone truffate, alcune delle quali avrebbero investito centinaia di migliaia di euro.

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