Sant’Ireneo/ Santo del giorno, il 28 giugno si ricorda il vescovo di Lione

- La Redazione

Il 28 giugno si celebra Sant’Ireneo, discepolo di san Policarpo. Originario dell’Asia, approdò in Gallia e nel 177 succedette divenne vescovo di Lione.

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Santo del giorno: San Lanfranco Beccari

Agiografia di Sant’Ireneo 

Il 28 giugno la Chiesa cattolica festeggia Sant’Ireneo. La sua figura è tra le più celebrate della Chiesa cattolica per via dell’importanza che rivestì nella seconda metà del II secolo d.C., dopo essere succeduto al vescovo San Potino, a Lione, nel territorio che nell’antichità era noto come Gallia. Gli scritti agiografici riportano che nacque con ogni probabilità a Smirne, oggi una delle destinazioni più battute in Turchia dai turisti. L’anno di nascita non è noto, anche se è credibile una data tra il 125 e 130 d.C. Morì martire nei primi anni del 200. Il nome “Ireneo” in greco significa “pace”. Nato nella Grecia orientale, Ireneo abbracciò fin dalla tenera età la fede cristiana. Per la sua formazione cristiana, esercitò un ruolo di primaria importanza il vescovo di Smirne, San Policarpo. Grazie ai suoi insegnamenti, Ireneo ebbe modo di conoscere l’apostolato di una figura speciale per la Chiesa cattolica, San Giovanni. Una volta lasciata Smirne, Sant’Ireneo proseguì il suo cammino episcopale presso la città di Lione, in Gallia, quando ancora era viva l’azione del vescovo San Potino, giunto alla veneranda età di 90 anni. L’anziano vescovo andò incontro al martirio, poco tempo dopo aver affidato a Sant’Ireneo un importante compito a Roma. Qui, il giovane di Smirne ebbe modo di approfondire importanti questioni dottrinali. 

Vescovo di Lione

Al suo rientro a Lione, Sant’Ireneo si ritrovò a succedere al novantenne San Potino. Il nuovo vescovo di Lione si ritrovò a gestire una eredità difficile. In quegli anni, infatti, la Chiesa cristiana andò incontro a numerose defezioni all’interno del corpo sacerdotale e della comunità costituita dai semplici fedeli, i quali iniziarono progressivamente ad allontanarsi. Quella governata da Sant’Ireneo nella seconda metà del II secolo fu l’unica Chiesa cristiana presente in tutta la Gallia, a testimonianza del clima ostile e, contemporaneamente, di sfiducia nei confronti della religione cattolica. L’azione di Sant’Ireneo si contraddistinse in particolare per la sua opera di evangelizzazione presso i popoli barbari, sia i Celti che i gruppi germanici. Affinché la sua voce giungesse alle popolazioni più lontane, Sant’Ireneo volle imparare la loro lingua, avvicinandosi così sensibilmente. Oltre all’evangelizzazione orale, Sant’Ireneo fu autore di cinque libri, attraverso i quali ebbe modo di confutare le grandi eresie pronunciate contro la Chiesa.



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