TETRAPLEGICO PER DIAGNOSI IN RITARDO/ Per la Cassazione un milione di euro non basta: caso record a Firenze

- Niccolò Magnani

Belluno, tetraplegico dopo intervento chirurgico per diagnosi in ritardo: ultime notizie, la Cassazione decide di aumentare il risarcimento, “un milione non basta”. Ecco cosa è successo

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LaPresse

Un milione di euro come risarcimento danni non basta. E’ questo quanto deciso dalla Cassazione, in merito ad un caso di un paziente rimasto invalido al 100% a seguito di un intervento programmato male. Secondo l’ultimo grado di giudizio, la cifra stabilita dalla Corte d’Appello non è abbastanza, e l’ospedale bellunese dovrà ora aumentare il proprio esborso. Una cifra importante, che ovviamente non restituirà la salute al povero ingegnere che nel 2001 rimase tetraplegico dopo alcune decisioni mediche sbagliate. Il record assoluto appartiene però alla città di Firenze, dove, nel 2017, il tribunale costrinse l’azienda ospedaliera di Careggi a risarcire una donna con un assegno da ben 2 milioni e 250 mila euro. La struttura doveva operare la paziente alla pancia, ma qualcosa durante l’intervento andò storto e la vittima subì un gravissimo danno cerebrale, rimanendo in stato vegetativo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UN MILIONE DI EURO NON BASTA

Secondo quanto riportato questa mattina dai colleghi del Gazzettino, un milione di euro di risarcimento per una tetraplegia giunta per ritardo diagnosi non basta e va aumentato. Il caso di Belluno inizia tragicamente nel 2001, quando un ingegnere viene ricoverato d’urgenza in ospedale per una emiparesi che gli impediva di camminare: nonostante le cure, la situazione non migliora e dopo molte ore i medici decisero di inviare il paziente a Verona per ulteriori accertamenti. In quell’ospedale venne diagnosticata una paraplegia agli arti superiori per ernia cervicale: solo il giorno dopo venne poi operato per poter esportare l’ernia causante tutti quei problemi ma ormai l’uomo aveva perso l’uso delle braccia e delle gambe e riportò, come spiega ancora il Gazzettino, un danno biologico del 90% e una invalidità civile del 100%. Insomma, tetraplegico al massimo grado dopo quell’intervento ma per colpa, sostanzialmente, di un ritardo diagnosi divenuto fatale. Il Tribunale aveva riconosciuto al paziente a alla famiglia un risarcimento di circa 500mila euro, risarcimento che la Corte d’ Appello aveva aumentato a un milione: ma la Cassazione ora decide di aumentare ancora.

L’INTERVENTO DELLA CASSAZIONE

I giudici del terzo grado di giudizio hanno deciso che l’ingegnere bellunese per il gravissimo danno incorso per la sua vita, «debba avere un riconoscimento maggiore», seguendo non le tabelle del distretto giudiziario di Venezia ma quelle più aggiornate in casi del genere a Milano. Così spiega Tg Com24 sul caso del tetraplegico veneto, per il quale l’azienda sanitaria di Belluno fu condannata per «condotta di malpractice medico-chirurgica» con risarcimenti sempre al di sotto del milione di euro. L’aumento dell’indennizzo inferto alla Usl di Belluno – a cui l’ingegnere del piccolo centro di Alpago ha fatto causa dopo il ritardo nella diagnosi – è stato deciso visto anche «i danni morali intesi come patemi d’animo conseguenti alla lesione gravissima del bene della salute e della dignità personale».

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