Corte Ue ‘riconosce’ nozze di coppie gay/ Coniuge straniero ha stessi diritti, Stati non ostacolino soggiorno

- Niccolò Magnani

Corte di Giustizia Ue “riconosce” le nozze di coppie gay: “coniuge straniero ha gli stessi diritti, gli Stati non devono ostacolare il permesso di soggiorno a coppie omosessuali”

gay_diritti_omosessuale_poliamore_lgbt_gender_1_lapresse_2017
“Politico pro life omofobo, diamogli una lezione” (LaPresse)

Si scrive “permesso di soggiorno anche al coniuge extracomunitario dello stesso sesso”, ma per molti (quasi tutti) si legge “riconoscimento delle nozze gay”. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea avvenuta questa mattina farà giurisprudenza oltre che storia e proprio per il motivo di cui sopra: dando ragione ad una coppia omosessuale rumeno-americana, la Corte Ue ha di fatto “riconosciuto” i matrimoni tra persone dello stesso sesso ai sensi della legge sulle regole di libera circolazione delle persone in territorio europeo. L’esatta “traduzione” politica della decisione dei giudici di Lussemburgo è in realtà molto semplice: anche se gli stati Ue sono liberi (per ora) di autorizzare o meno il matrimonio omosessuale, gli stessi Stati membri non possono ostacolare la libertà di soggiorno di un cittadino dell’Unione rifiutando di concedere al suo coniuge dello stesso stesso (e cittadino di un Paese non Ue) un diritto di soggiorno derivato sul loro territorio. Non solo, con questa sentenza – che riassumiamo qui sotto – i giudici della Corte Ue hanno constatato che «nell’ambito della direttiva relativa all’esercizio della libertà di circolazione, la nozione di ‘coniuge’ è neutra dal punto di vista del genere e può comprendere quindi il coniuge dello stesso sesso».

LA SENTENZA STORICA

L’intero caso che farà da punto di svolta nella legislazione europea sul fronte “nozze di coppie gay” nasce tutto in Romania, quando un cittadino si era visto rifiutare il diritto a soggiornare in Ue per il marito americano. Questo in virtù della legge di quel Paese che non riconosce valore al matrimonio tra persone dello stesso sesso: le autorità rumene avevano respinto la richiesta di soggiorno oltre i tre mesi del signor Robert Clabourn Hamilton, cittadino americano sposato con il cittadino rumeno Relu Adrian Coman, il motivo era proprio la mancanza di qualifica di quell’uomo come “coniuge” del cittadino rumeno. Dopo diversi ricorsi, l’approdo finale alla Corte di Giustizia Ue che con la sentenza da poco emessa promette di rivoluzionare la legislazione europea e indirettamente quella interna dei vari Stati membri. Infatti l’Europa lascia liberi i Paesi di legiferare in quella materia come si vuole, ma è chiaro che si apre una disputa nodosa dopo la sentenza di oggi: in Romania quei due cittadini saranno marito e marito per legge, mentre altre coppie omosessuali ma rumeni entrambi non potranno esserlo. Quanto ci vorrà perché questa “differenza” venga del tutto abolita con la nuova legislazione pro-nozze gay? Non crediamo molto, a questo punto..



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori