Facebook, condivisi dati utenti con 4 aziende cinesi/ Nuovo scandalo per Zuckerberg: c’è anche Huawei

Facebook, condivisi dati utenti con 4 aziende cinesi: ultime notizie, nuovo scandalo per il social network di Mark Zuckerberg, spuntano Huawei, Lenovo, Oppo e TLC

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Facebook, Mark Zuckerberg (LaPresse)

Facebook, condivisi dati utenti con 4 aziende cinesi: nuova bufera per il social network di Mark Zuckerberg sul capitolo privacy. Negli scorsi giorni il New York Times ha accusato il colosso del web di aver stipulato negli ultimi dieci anni degli accordi con almeno sessanta produttori di smartphone, tablet e dispotivi mobili, che avrebbero avuto la possibilità di accedere ai dati degli utenti del social senza alcun consenso. Sulla vicenda è immediatamente giunta la replica dell’amministrazione, che ha sottolineato che i patti siglati con le aziende citate sarebbero stati siglati quando non era ancora diffusa la applicazione mobile sui vari dispositivi. E oggi, mercoledì 6 giugno 2018, ecco la nuova bufera: il New York Times riporta che Facebook ha siglato accordi per la condivisione dei dati con almeno quattro società di elettronica cinesi, ovvero il colosso Huawei (già nel mirino dell’intelligence americana perché ritenuto “una minaccia” per la sicurezza nazionale), Lenovo, Oppo e TLC.

FACEBOOK, NUOVO SCANDALO DATI

L’inchiesta del noto quotidiano statunitense sottolinea che gli accordi per la condivisione degli utenti dei social network con le quattro società di elettronica cinesi sono stati siglati nel 2010. E i patti in questione sono ancora in vigore, con l’accordo tra Huawei e il social network di Mark Zuckerberg che verrà rescisso entro la fine della settimana. Facebook ha precisato che per quanto rigurda Huawei, sottolinea Tg Com 24, i dati condivisi rimanevano sui cellulari e non sui server. E proprio su Huawei la polemica si accende: nel corso degli scorsi mesi l’intelligence Usa ha consigliato ai cittadini di non acquistare cellulari Huawei, che ha visto saltare in zona Cesarini l’alleanza con At&t, che avrebbe dovuto vendere i dispositivi cinesi attraverso la sua rete di distribuzione. Attesi nuovi aggiornamenti nelle prossime ore, con l’attesa replica di Mark Zuckerberg e la presa di posizione dell’amministrazione del colosso del web.



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