MILANO, SPOSA BAMBINA DEL BANGLADESH: PADRE CONDANNATO/ Annunciato ricorso, “Mia moglie ha sempre detto bugie”

Milano, sposa-bambina del Bangladesh: padre condannato. Tre anni e 9 mesi al padre-padrone, maltrattava anche la moglie, colei che ha denunciato il tutto

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Dopo la condanna a tre anni e nove mesi emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di un uomo che avrebbe voluto dare in nozze la figlia di appena 10 anni ad un uomo del Bangladesh nel classico matrimonio combinato, arriva la replica del padre-padrone. La procura aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione ma l’uomo, come spiega Repubblica.it, si è limitato a replicare, tramite il suo legale, l’intenzione di presentare ricorso. Intervistato dal Tg3, ha invece aggiunto: “Mia moglie ha sempre detto bugie”. Oltre a premere affinché la figlia sposasse un uomo molto più grande di lui, secondo l’accusa l’uomo avrebbe anche costretto moglie e figlia a vivere segregate e a fare ciò che lui ordinava. La piccola, ad esempio, non poteva andare a scuola ma solo leggere il Corano. Il pm ha parlato anche di calci, pugni e schiaffi per futili motivi”. L’uomo, inoltre, le avrebbe entrambe minacciate “con armi improprie quando trasgredivano ai suoi ordini (grossi coltelli da cucina), non preoccupandosi delle ferite che arrecava, vietando loro di andare al parco e di uscire di casa se non in compagnia”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PADRE-PADRONE CONDANNATO

La giustizia italiana ha fatto il suo corso, interrompendo un’assurda tradizione del Bangladesh, con un padre-padrone che avrebbe voluto far sposare la figlia di appena 10 anni, con tutto ciò che ne consegue. Come riferito dal quotidiano Il Giorno, il tribunale di Milano ha condannato l’uomo 45enne a tre anni e nove mesi di reclusione per una serie di reati, fra cui, lesioni nei confronti della propria moglie. Stando a quanto emesso dal giudice, Anna Zamagni, il padre dovrà versare 25mila euro alla consorte, e altri 15mila alla figlia, come anticipo per il risarcimento danni. A denunciare il carnefice era stata la donna, che dopo mille umiliazioni e maltrattamenti, aveva trovato la forza di parlare con le autorità, per porre fine a quanto stava andando avanti ormai da troppo tempo. L’uomo si è sempre dichiarato innocente, smentendo anche la volontà di far sposare la propria piccola, ma la stessa bimba aveva parlato con gli inquirenti svelando una tesi diversa, confermando appunto quella della mamma e del matrimonio combinato.

“L’UOMO LE PICCHIAVA E LE SOGGIOGAVA”

Prima di denunciare il tutto, la donna aveva distrutto i documenti della figlia, di modo che il marito non potesse portarla in Bangladesh, ma per nulla scoraggiato, l’uomo si era recato in questura per denunciare lo smarrimento del passaporto, e poi al consolato per ottenere un duplicato. Una vita d’inferno quella vissuta dalla moglie e dalla figlia, come confermato dal pm Elio Ramondini: «L’uomo le picchiava con calci e pugni e schiaffi per futili motivi – ha detto in aula – aggredendole e minacciandole quando trasgredivano ai suoi ordini, e vietava loro di recarsi al parco, di uscire di casa se non in sua compagnia e persino di mangiare se non con il suo permesso, costringendole a digiuni anche superiori alle 24 ore». Finalmente, questa tragica storia, ha un lieto fine.

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