TERREMOTO/ Macerie & tasse, l’agenda di Conte che non piace a Bruxelles

- Fabio Capolla

Conte si è salvato in calcio d’angolo: la prima visita sarà nelle zone terremotate. Il cratere sismico fatica a ripartire, e un capitolo da chiarire solo le tasse post-2009. FABIO CAPOLLA

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LaPresse

C’è chi dice che si sia salvato in calcio d’angolo. Di fatto fino a ieri nessuna parola da parte del nuovo governo era stata dedicata al terremoto che ha colpito l’Italia centrale, ai terremotati che ormai da quasi due anni sono senza casa. Invece ieri pomeriggio le ultime parole del neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in Senato per chiedere la fiducia al nuovo governo Lega-M5s, sono state: “Dedico un pensiero finale ai terremotati. La mia prima uscita pubblica, in Italia, sarà dedicata a loro”. Un sospiro di sollievo dopo che Di Maio e Salvini sembravano non aver preso in carico la situazione in alcuna dichiarazione e men che meno nel contratto di governo.

Un aspetto positivo, un segnale forte che solo chi vive da terremotato, solo chi ogni giorno sente la terra tremare, fosse anche solo flebilmente, può capire. Perché gli abitanti di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria hanno bisogno di risposte concrete, hanno bisogno di una ricostruzione che stenta a ripartire, hanno bisogno di sapere che c’è chi realmente pensa a loro e ai loro problemi. 

Soddisfazione è stata espressa dopo queste parole dal sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, che già aveva chiesto con una lettera ufficiale al neo-premier di riunire il Consiglio dei ministri nella zona del Cratere sismico. E proprio Pasqui aveva detto di essere disposto ad accoglierlo a Camerino, la città che ha la zona rossa più grande. Chi invece si è mostrato critico è stato Marcello Fiori, responsabile nazionale enti locali di Forza Italia, che ha addirittura paragonato l’annunciata presenza di Conte nelle zone terremotate come una inutile passerella, consigliando invece di seguire esempi del passato di Silvio Berlusconi. I cittadini terremotati, però, all’idea di avere un presidente del Consiglio che vuole sincerarsi da subito della loro situazione non possono che essere contenti. 

Ci sono tante situazioni che vanno affrontate: dal rientro nelle città di residenza, alla ricostruzione per recuperare migliaia di case ancora lesionate; allo smaltimento di milioni di tonnellate di macerie. Un’altra questione importante è quella relativa alle tasse non pagate dopo il sisma del 2009. L’Unione Europea, infatti, aveva sottolineato nelle scorse settimane che offrire ai cittadini la possibilità di non pagarle per un determinato periodo rappresentava di fatto un aiuto di Stato che non si può perseguire. Ma pagare tasse per case distrutte, per negozi con la saracinesca ancora abbassata, oltre che uno schiaffo sarebbe un colpo letale per l’intera economia. Non tutte le imprese hanno ricominciato la loro attività, non tutti i negozi sono riusciti a riaprire. Ecco quindi che servono risposte concrete. Risposte che lo stesso capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nei giorni scorsi aveva cercato di anticipare sottolineando che per il premier Conte la questione relativa alla ricostruzione è una delle priorità. Probabilmente lo stesso Conte aveva anticipato le sue intenzioni a Borrelli.

Della questione ricostruzione si sta occupando anche il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Zennaro, eletto in Abruzzo. Nei giorni scorsi aveva chiesto ufficialmente a Palazzo Chigi un interesse concreto sulla questione relativa alla restituzione delle tasse, sollecitando il blocco, in via prioritaria, delle procedure di recupero delle somme e sottolineando che il Governo ha tutti gli strumenti per intervenire tempestivamente e in maniera efficace. Le critiche sono invece state lanciate ai governi precedenti perché più volte la commissione europea aveva chiesto delucidazioni sulla sospensione delle tasse ma di concreto non era stato fatto nulla. 

Quella delle tasse è una questione che riporta al 6 aprile 2009, al primo terremoto dell’Aquila. E i milioni di euro da restituire sarebbero veramente troppi; da qui la necessità di arrivare velocemente all’incontro con il capo del Governo. Da Conte ci si aspetta un intervento concreto. E’ il primo banco di prova per questo Governo, e per le popolazioni del Centro Italia potrebbe essere già un risultato che lo farebbe promuovere a pieni voti.

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