Boccadifalco, avviso shock del Comune: “pericolo di morte”/ Palermo, costone roccioso non sicuro

Boccadifalco, avviso shock del Comune: “pericolo di morte”. Palermo: il costone roccioso non è sicuro, pericolo di dissesto molto elevato secondo la Protezione civile

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Boccadifalco, avviso shock del Comune: "pericolo di morte" (Facebook)

Boccadifalco, avviso shock del Comune: “pericolo di morte”. Palermo, la notizia sta facendo il giro del web: la Protezione Civile siciliana ha recapitato ai residenti della zona una lettera in cui sottolinea il rischio molto elevato di dissesto di un costone roccioso non sicuro. Indicato il codice alfanumerico R4, ovvero “rischio molto elevato”, l’avviso del Comune serve per mettere in guardia i cittadini del quartiere come sottolineato dai colleghi di Palermotoday.it, con un pericolo che potrebbe portare a “gravi refluenze per l’incolumità delle persone: gravi lesioni alle persone fino alla perdita di vite umane oltre che danni funzionali o gravi agli edifici, infastrutture alle attività economiche e al patrimonio ambientale”. Un gruppo di residenti di Boccadifalco ha deciso di firmare una petizione per chiedere al Comune e alla Protezione Civile degli interventi per la messa in sicurezza del costone, con la pericolosità della situazione che ha scatenato il panico nella zona.

BOCCADIFALCO, “PERICOLO DI MORTE”

“Non dormite nelle stanze rivolte verso il monte per il pericolo di crolli”, recita la lettera inviata dal Comune di Palermo, con l’amministrazione che ha messo in guardia i residenti al punto di consigliare un cambiamento della disposizione delle stanze da letto. Come sottolineato da Repubblica, il responsabile della protezione civile ha commentato: “E’ un atto dovuto imposto dalla normativa regionale. Ogni tre mesi inviamo cento lettere a tutti i residenti nelle zone considerate a rischio. Questo non per creare allarmismo, ma per sensibilizzare i residenti ad avere la massima attenzione. Le probabilità che si stacchi un masso sono simili a quelle di centrare un 6 al superenalotto, ma ci sono e chi vive sotto i monti deve saperlo”, le parole dell’architetto Francesco Mereu. E i toni della lettera fanno scattare l’allarme: “E’ necessario che ella e i suoi familiari adottino modelli di comportamento che possano fare diminuire drasticamente il rischio per l’incolumità delle persone pur non potendo contestualmente salvaguardare i manufatti”.



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