Milano, sindaco firma atti di nascita per quattro famiglie gay/ Ultime notizie: Sala, “la società si evolve”

- Paolo Vites

Per la prima volta a Milano il sindaco registra all’anagrafe i figli di alcune coppie gay, ben nove bambini, trasformando la cerimonia in accusa al neo ministro Fontana

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Giuseppe Sala, sindaco di Milano (Lapresse)

Cerimonia pubblica e grande gioia nelle sale di Palazzo Marino, comune di Milano, dove il sindaco Sala ha registrato, per la prima volta nel capoluogo lombardo, i figli di quattro famiglie arcobaleno. Si tratta di nove bambini, figli di quattro coppie di donne. Fino a oggi i ragazzini risultavano figli delle loro madri biologiche, adesso sono figli delle madri che li hanno presi per così dire in consegna e appaiono registrati all’anagrafe come figli di entrambe. Il sindaco ha voluto dare il massimo risalto alla cerimonia rendendola pubblica, presenti le madri, i parenti, amici: “A Milano, nel rispetto di tutti, si può essere tutti uguali, che gioia” ha commentato il primo cittadino. Naturalmente, come sempre quando si tratta di minori, nessuno ha interpellato i figli se per caso avessero voluto un papà piuttosto che due mamme. L’atto di Sala sembra coincidere con le forti polemiche dopo le dichiarazioni del neo ministro della famiglia Fontana, che ha sparato a zero contro le famiglie arcobaleno, dicendo che di fatto non esistono, l’unica famiglia è quella composta da padre e madre.

MILANO, SINDACO FIRMA ATTI DI NASCITA PER 4 FAMIGLIE GAY

Sala ha infatti sottolineato l’aspetto politico del gesto: “E’ chiaro che vogliamo dare un messaggio politico e sociale, ma soprattutto vogliamo rappresentare la mentalità milanese. Ieri ho visto giustamente il governo fiero di essere populista. Ebbene, io sono fiero di rappresentare questo modo di essere milanese. C’è un’evoluzione della società, dobbiamo fare la nostra parte. Milano vuole essere città aperta e contemporanea che riconosce i diritti di tutti”. Tra i figli oggi riconosciuti, una neonata di soli tre giorni e tre gemelli di 4 mesi. Nel caso della coppia Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi, la figlia più grande che ha già 16 anni ha dovuto dare il suo assenso al riconoscimento. Secondo il comune di Milano ci sarebbero una quindicina di famiglie in attesa di fare altrettanto anche se per le coppie composte da due uomini ci sono più difficoltà: “Abbiamo fatto richiesta al governo di avere indicazioni anche per le famiglie con due padri: “senza madre certa ci possono essere irregolarità. Se non arriveranno queste indicazioni dal governo deciderà la giunta come fare”.



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