GIORGIA MELONI, IDENTIFICATO AUTORE MINACCE DI MORTE SU FACEBOOK/ Gardini: “Basta con il buonismo”

Giorgia Meloni minacciata di morte su Facebook, la leader di Fratelli d’Italia: “Mi devo preoccupare?”. Ignazio La Russa: “Profilo di matrice islamica”

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99Posse attacco a Giorgia Meloni

Anche Elisabetta Gardini, parlamentare di Forza Italia, si è voluta esprimere in merito alla vicenda che ha visto il segretario di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, subire minacce di morte su Facebook. Attraverso la propria pagina personale sul social network di Zuckerberg, la Gardini ha voluto sottolineare la propria vicinanza nei confronti della collega, con tali parole: «Solidarietà a Giorgia Meloni per le minacce di morte ricevute ieri da parte di un giovane di origine africana e apprezzamento all’Arma dei carabinieri e al Viminale che tempestivamente sono risaliti all’identità dell’uomo». Per la Gardini si tratta di un fatto intollerabile e gravissimo, e l’autore del gesto andrebbe allontanato subito dal nostro paese. «È arrivato il momento di cambiare rotta – ha proseguito l’esponente forzista – basta con il buonismo, con l’ipocrisia di sinistra, le persone che vengono accolte sul territorio nazionale e violano le leggi, istigano all’odio, mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini italiani, rappresentano un pericolo e non sono degne di vivere nel nostro paese». Quindi, citando la decisione di oggi dell’Austria di chiudere 7 moschee e di cacciare alcuni imam, ha chiosato: «Il vento è cambiato in Europa e anche l’Italia deve prendere provvedimenti più severi sul fronte immigrazione: chi vuole vivere nel nostro paese deve rispettare le nostre regole e le nostre leggi, diversamente l’unica strada è l’espulsione». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA REAZIONE SU TWITTER

Mohamed Soluaymen, così si chiama l’autore delle minacce di morte postate su Facebook a Giorgia Meloni negli scorsi giorni. Sorprende il fatto che lo stesso ragazzo sia un mediatore culturale, ovvero, una persona che dovrebbe permettere a due mondi opposti di integrarsi fra di loro. Con il commento postato ha però dimostrato l’esatto contrario e sul web è partita la “shit storm”. Molti infatti i commenti di condanna nei confronti dello stesso Soluaymen, che avrebbe potuto evitare proprio per la sua posizione importante. E invece lo stesso Mohamed è caduto nel tranello, postando insulti su Facebook e venendo screditato in soltanto poche ore. Molti tweet sono anche sfociati nel razzismo, e ciò è cosa assolutamente condannare, perché la violenza non si combatte con la violenza. Diverso invece il discorso riguardante coloro che hanno voluto polemizzare in maniera costruttiva, esprimendo il proprio sdegno, a volte anche con una sottile quanto apprezzabile ironia. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“STAI A TENTA NON TI SPARANO”

È un giovane di origine africana residente in Sicilia l’uomo che ha minacciato di morte su Facebook Giorgia Meloni. L’autore del post «Stai a tenta non ti sparano», sgrammaticato ma pur sempre minaccioso, è stato identificato: è Mohamed Soluaymen, che vive a Marsala e lavora nel sistema dell’accoglienza. Da predicare l’accoglienza per gli immigrati è passato alle minacce di morte nei confronti della leader di Fratelli d’Italia. Dopo l’identificazione, anche la Meloni ha commentato la svolta ringraziando «di cuore l’Arma dei Carabinieri e il ministero dell’Interno per la velocità con la quale hanno identificato la persona che ieri mi ha rivolto su Facebook delle minacce di morte». Poi però ha evidenziato l’aspetto più curioso e al tempo stesso triste della vicenda: «Non posso, però, non rimanere colpita dal fatto che questa persona lavori nel sistema dell’accoglienza: se è questo il genere di persone che deve spiegare a chi arriva in Italia come comportarsi abbiamo un problema. Fratelli d’Italia dice: tolleranza zero contro chi istiga odio». (agg. di Silvana Palazzo)

MOHAMED SOLUAYMEN LAVORA IN CENTRO MIGRANTI

Ha prima minacciato di morte Giorgia Meloni su Facebook, poi si è scusato dopo essere stato identificato e sentito dai carabinieri. Lui si chiama Mohamed Soluaymen, originario del Niger, e con il suo italiano improbabile da Marsala, dove vive regolarmente, ha creato scompiglio con quella che sembrava essere una vera e propria minaccia di morte. Il Comando dei Carabinieri di Trapani però ha dato un grande peso a quelle parole ed ha subito avviato gli opportuni controlli. Solo dopo essere giunti nella sua abitazione, i militari hanno appreso qualcosa in più sul giovane: si tratta di un mediatore culturale in servizio in una associazione che ospita migranti. “Non è stato trovato alcun materiale che potesse ricondurre la minaccia a una matrice islamica terroristica”, hanno assicurato i militari che hanno ricevuto i ringraziamenti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il quale ha espresso la sua vicinanza alla Meloni. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

L’AUTORE DEL POST SI SCUSA, SALVINI “UN GRAZIE AI CARABINIERI”

Si è già scusato, dicendosi dispiaciuto per l’accaduto il giovane Mohamed Soluaymen, autore del commento sotto un post di Giorgia Meloni nel quale, in un italiano approssimativo, “avvertiva” la leader di Fratelli d’Italia che rischiava la vita e che qualcuno le avrebbe sparato se continuava a portare avanti le sue idee politiche. Subito individuato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, l’abitazione del ragazzo è stata perquisita per capire se sussistessero i presupposti perché le minacce potessero trasformarsi in azioni contro la pasionaria del partito di destra. Tuttavia, come si apprende, non è stato trovato alcun materiale che potesse condurre a situazioni di terrorismo di matrice islamica e il diretto interessato, che tra l’altro vive in Italia regolarmente e lavora come mediatore culturale in una associazione che si occupa di accogliere i migranti, ha già fatto un passo indietro. Sulla vicenda, inoltre, è intervenuto anche il neoministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha espresso la sua solidarietà a Giorgia Meloni e ha colto anche l’occasione per ringraziare le forze dell’ordine per il loro intervento tempestivo e anche per “l’efficacia del loro operato”. (agg. di R. G. Flore)

GIORGIA MELONI MINACCIATA DI MORTE SU FACEBOOK

Giorgia Meloni minacciata di morte su Facebook, la leader di Fratelli d’Italia vittima sul web. Impegnata a Viterbo per la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di domenica 10 giugno 2018, la politica ha tenuto una diretta live sul noto social network per informare i suoi elettori sulle iniziative in programma, un post che è stato commentato anche da un certo Mahamoud Soliman. In un italiano poco corretto e incomprensibile, l’uomo ha scritto: “Stai a tenta non ti sparano”, con tanto di faccina arrabbiata al termine. Il commento non è passato inosservato a Giorgia Meloni, che qualche ora dopo ha scritto nuovamente su Facebook: “Ho trovato questo commento sopra il mio ultimo video: secondo voi mi devo preoccupare?”, postando anche uno “screen” del commento di Mahamoud Soliman. Un brutto episodio per la leader di FdI, che ha trovato la solidarietà dei compagni di partito e dei suoi seguaci sui social network.

IGNAZIO LA RUSSA: “PROFILO DI MATRICE ISLAMICA”

Come riportato dai colleghi de ilgiornale.it, l’ex ministro della Difesa e attuale senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa è intervenuto subito sulla vicenda che ha coinvolto la leader del partito di Centrodestra: “Gravissime le minacce di morte arrivate a Giorgia Meloni su Facebook da un profilo che sembrerebbe avere una matrice islamica. Chiediamo l’intervento immediato del ministero dell’Interno per verificare l’identità di questa persona, capire se è presente sul territorio nazionale e valutare se esistono i presupposti per una sua espulsione dall’Italia”. Sulla stessa linea il giudizio di Stefano Bertacco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato: “Intollerabile la minaccia nei confronti della nostra presidente Giorgia Meloni da parte di un immigrato musulmano residente in Italia durante la diretta facebook di un comizio elettorale a Viterbo. Tolleranza zero per chi continua a non volersi integrare con la cultura del nostro Paese”.



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