Ilva, Di Maio stoppa Grillo/ Ambientalisti “campi contaminati”, Calenda “Il più grande investimento al sud”

- Niccolò Magnani

Ilva, Di Maio stronca Grillo: “da Beppe solo opinioni personali”. Il fondatore M5s aveva detto “addio” all’acciaio in Puglia, col commento dell’ex ministro Calenda “un delirio”

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Ilva, "sfida" Grillo-Di Maio (LaPresse)

Oltre a Twitter, l’ex ministro per lo sviluppo economico, Roberto Calenda, ha parlato anche ai microfoni di La7. L’esponente del Partito Democratico ha replicato a muso duro alla proposta di Grillo di fare dell’Ilva un unico grande parco archeologico. All’ex Mise non è piaciuto in particolare il modo con cui è stata presentata la proposta dal fondatore del M5S: «Intanto c’è un modo di parlare delle cose, Grillo non sa di cosa sta parlando, la proposta qual è, che facciamo sugli altiforni le piscine? Ma poi se ne parla in questo modo? Ma di cosa cavolo stiamo parlando? Ma i problemi seri dobbiamo parlarne in questo modo? C’è un modo serio di parlare delle cose serie e c’è un modo serio di fare le proposte, e questo non è un modo serio». Calenda ricorda quindi quanto sia importante l’Ilva per l’Italia ed in particolare per il sud della nostra penisola: «E’ la più grande acciaieria d’Europa, è il più grande investimento del sud Italia, vale un punto percentuale di pil, c’è un investitore pronto a metterci 4.2 miliardi di euro, noi un altro miliardo già lo abbiamo messo per le bonifiche, ci sono 20.000 persone che ci lavorano….». Calenda si dice d’accordo con le parole di Di Maio (che ha replicato a Grillo, vedi più in basso), sottolineando quanto sia importante non perdere la bozza di accordo che lo stesso ex Mise ha ottenuto con i sindacati: «Deve sapere, come gli ho detto 25 volte, che il 30 di giugno finisce la cassa Ilva e che non bisogna perdere l’accordo sindacale per non perdere l’investitore, che sono pronti a fare più concessioni di quelle che volevano fare a me perchè volevano aspettare il nuovo governo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INDUSTRIALI: “NO CHIUSURA”

I campi sono chiari da tempo: il mondo dell’industria ritiene folle anche solo pensare di chiudere l’Ilva mentre gli ambientalisti, in diverse associazioni, ripetono che i campi attorno allo stabilimento sono del tutto contaminati. In mezzo la politica, che già nel M5s esprime diverse opinioni in merito, con relativa critica feroce da parte delle opposizioni. Facendo un breve rewind, ecco il giudizio dei Giovani Confindustria questa mattina con il leader Alessio Rossi: «Non si scherza con 20 mila posti di lavoro, non si scherza con l’1% del Pil del Paese. Con un’azienda che ha cassa ancora per un mese. Le città non vanno abbandonate alla soglia del cambiamento, come Taranto. Dal primo luglio Arcelor Mittal entrerà all’Ilva con un piano di 2,3 miliardi di investimenti, di cui 1,1 per il risanamento ambientale». Di contro, si muovono gli ambientalisti che con Peacelink denunciano nuovi casi inquinamento nell’area Ilva del Tarantino. A gamba tesa poi sugli screzi tra i due Ministri del Mise, uno passato e l’altro presente, ci pensa lo stesso Di Maio che con Calenda va giù molto duro: «non è più ministro, adesso il ministro dello Sviluppo Economico sono io e se Calenda permette vorrei cambiare un po’ di cose. Poi, alla fine, saranno i cittadini a giudicarmi».  

ILVA: LITE M5S SULLA CHIUSURA

Beppe Grillo auspica una chiusura dell’Ilva e una riconversione in “parco naturale” o simili dell’area pugliese dove sorge la più grande multinazionale d’Europa nel campo acciaio; Luigi Di Maio, il suo delfino e “prosecutore” a capo del M5s, prima traccheggia e poi affonda il suo stesso mentore dicendo che da Grillo ci sono “solo opinioni personali”. Il tutto chiuso dall’ex Ministro Calenda che commenta con un “delirio” l’intera vicenda che lega il Movimento 5 Stelle al destino di una delle più grandi multinazionali italiane (e di 14mila operai). L’articolo potrebbe anche essere finito qui visto che il succo della vicenda esplosa nelle ultime ore è riassumibile in queste tre distinte posizioni: ora però, visto che la realtà è per fortuna più complessa degli slogan, andiamo a vedere da vicino cosa sta succedendo alla azienda che fu dei Riva e che nell’ultimo decennio ha attraversato ogni possibile scandalo, polemica, lotta con la magistratura che ne ha minato l’autorevolezza e l’importanza che aveva sempre avuto fino d’ora. Parte tutto da Beppe Grillo che sul suo Blog avanza il tema: «Che il cielo sopra l’Ilva diventi sempre più blu». Come sempre è un misto di provocazioni e “visioni”, detti e non detti, ma con un indirizzo piuttosto chiaro: «Nessuno ha mai pensato di chiudere l’Ilva», è l’esordio del Beppe nazionale che poi subito dopo però “tradisce” affermando «Proviamo ad usare circa 2,2 miliardi di euro che sono stati immessi in un fondo quando l’Europa si chiamava Ceca dalle imprese di carbone e acciaio proprio per i pensionamenti dei lavori usuranti e per le bonifiche». Secondo Grillo, la situazione è attualmente gestita dal Consiglio europeo «e messo, credo, all’ingrasso in qualche fondo tripla A tedesco. Ho sempre sognato – aggiunge il fondatore M5s – che il golfo di Taranto tornasse a essere una cosa meravigliosa con tecnologie di energie rinnovabili, con centro per le batterie».

L’IRA DI CALENDA

Insomma per Grillo l’idea è quella di riconvertire l’area come fatto in parte della Ruhr dove non è stato demolito nulla ma è stato tutto bonificato: «hanno messo delle luci hanno fatto un parco archeologico di industria del paleolitico lasciando le torri per fare centri di alpinismo, i gasometri per centri sub più grossi d’Europa, sono state aperte un sacco di attività», Ecco, se non fosse che il neo Ministro dello Sviluppo Economico è quello stesso capo del Movimento fondato da Grillo la situazione sarebbe anche più facile da “gestire”: ma così non è e Di Maio lo sa benissimo. Oggi, in diretta a Radio Anch’io su Radio 1 il leader del M5s ha chiarito la vicenda sull’azienda pugliese: «Grillo, o chiunque altro, esprime delle opinioni personali: su tutti i dossier io non prenderò decisioni finché non avrò ascoltato le parti. Sul sito industriale in Puglia, verranno ascoltati la proprietà, i sindacati, il sindaco di Taranto». Un bel secco “grazie, ma no” insomma servito in faccia al suo fondatore che potrebbe non aver gradito e come lui lo stuolo di grillini che non condivide molte delle battaglie di Di Maio, specie da quando si è alleato con Salvini per entrare nel Governo. A corredo di tutto, interviene l’ex ministro del Mise Carlo Calenda che sul fronte Ilva ci ha speso anni e mesi di contrattazioni e scontri con il Presidente della Puglia Michele Emiliano: «Da terrazza su mare stile grande Gatsby Grillo delirava su riconversione in parco giochi della prima acciaieria europea che dà lavoro a 14.000 operai e mi sono venuti i brividi. Mai una buona notizia», il commento al video di Grillo.



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