SONYA CALEFFI, INFERMIERA-KILLER PRESTO LIBERA/ La figlia di una vittima: “Mi sfidava mentre iniettava l’aria”

- Emanuela Longo

Uccise 5 pazienti: infermiera-killer Sonya Caleffi potrebbe tornare libera a settembre grazie all’indulto e agli sconti per buona condotta. Dolore per le famiglie delle vittime.

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Sonya Caleffi

La trasmissione La vita in diretta si è occupata oggi del caso di Sonya Caleffi, l’infermiera killer che a settembre rischia di tornare libera potendo godere di una serie di sconti di pena e dell’indulto. Il 31 luglio compirà 48 anni e il prossimo settembre, dopo appena 14 anni di reclusione, potrà respirare la libertà. Oggi, il programma di Rai1 ha intervistato la figlia e la nipote di una delle vittime di Sonya Caleffi che hanno ripercorso gli istanti legati alla morte della loro cara, Maria Cristina. “La nonna non era né moribonda né incapace di intendere e di volere ma solo una donna anziana”, ha spiegato la nipote. Dopo l’uccisione della donna, l’infermiera fu arrestata e solo in seguito gli inquirenti scoprirono che prima di allora aveva già ucciso altre persone. Dopo il suo arresto “l’angelo della morte” raccontò: “Non era mia intenzione uccidere ma solo rendere le loro condizioni peggiori”. Come raccontato dalla nipote a La vita in diretta, Sonya “aveva un aspetto arido, freddo, secco, ci ha invitato a lasciare la stanza della nonna in modo brusco”. La figlia della vittima ha ricordato il momento in cui l’infermiera eseguiva davanti a lei l’iniezione mortale. “Con quella siringa che ho bene in mente, lei mi ha sfidata, guardandomi negli occhi”, ha ricordato la donna. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FUORI DAL CARCERE GRAZIE A INDULTO E SCONTI

Sonya Caleffi, ribattezzata come l'”infermiera killer”, dal prossimo settembre sarà una donna libera. A fornire questa ipotesi clamorosa soprattutto le per famiglie delle vittime è stato l’avvocato difensore della donna, Claudio Rea, il quale al quotidiano Il Giorno ha spiegato: “Condannata al carcere fino al 2024 ha usufruito di tre anni di indulto e un anno di riduzione della pena ogni quattro di buona condotta”. Facendo semplicemente due calcoli, dunque, è chiaro come tale prospettiva di libertà per la Caleffi, arrestata nel 2004 con l’accusa di aver ucciso cinque pazienti nell’ospedale Manzoni di Lecco dove era in servizio come infermiera, sia sempre più concreta. Dopo appena 14 anni di reclusione, dunque, la donna uscirà ufficialmente dal carcere. Sonya Caleffi aveva già lasciato in passato il carcere in diverse occasioni, grazie ad alcuni permessi premio previsti dalla legge. Oltre ai cinque omicidi l’ex infermiera tentò di uccidere anche altri due anziani che fortunatamente riuscirono a salvarsi. Nonostante l’accusa avesse chiesto a suo carico l’ergastolo, la donna potrebbe cavarsela con appena 14 anni di reclusione, notizia che chiaramente non ha fatto felici i familiari delle vittime.

SONYA CALEFFI, LA VICENDA E LA SUA VITA IN CARCERE

La storia di Sonya Caleffi aveva scosso l’Italia intera per la violenza e la noncuranza con le quali l’infermiera killer aveva messo fine a diverse vite. La donna, comasca, fu arrestata con l’accusa di aver inoculato aria nelle vene di cinque pazienti, causandone la morte. Durante il processo, rammenta Repubblica.it, la sua difesa motivò le azioni sconcertanti della Caleffi spiegando che l’infermiera aveva agito “non per la voglia di uccidere ma per dare l’allarme e attirare l’attenzione e le benevolenze dei medici su di sé”. In seguito al suo arresto fu evitata la morte di altri due anziani pazienti entrati inevitabilmente nel mirino della Caleffi. Nel 2006 arrivò la condanna a 20 anni di reclusione sebbene in appello il pg Piero De Petris avesse chiesto l’ergastolo, richiesta tuttavia respinta dalla Corte. Per Sonya, però, la vita in carcere era comunque andata avanti e il 19 maggio 2019 si era persino sposata, sempre dietro le sbarre, a Milano, con un altro detenuto. Dopo aver solo assaporato la libertà grazie ai vari permessi premi ottenuti, tra pochi mesi l’ex infermiera potrebbe lasciarsi definitivamente alle spalle la vita del carcere.

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