Morte Martina Rossi, testimoni irreperibili: slitta udienza/ I due turisti danesi sentirono la vittima urlare

Morte Martina Rossi: slitta la nuova udienza a causa dell’irreperibilità di due testimoni. Si tratta dei turisti danesi che sentirono urlare la vittima.

12.07.2018 - Emanuela Longo
martina_rossi_chi_lha_visto_01
Martina Rossi

La sentenza che metterà un primo punto sulla morte della giovane Martina Rossi, la studentessa genovese di 20 anni morta a Palma di Maiorca nell’agosto 2011 dopo essere precipitata dal sesto piano di un hotel in cui alloggiava, potrebbe slittare ulteriormente. Sono destinati ad allungarsi, infatti, i tempi processuali, questa volta per via dell’irreperibilità di alcuni testimoni, gli ultimi chiamati dalla procura di Arezzo nell’ambito del processo che vede imputati due giovani aretini, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di morte in conseguenza di altro reato. Per la Procura, i due avrebbero tentato di violentare sessualmente Martina che per questo avrebbe tentato di scappare precipitando dal balcone. Come spiega il portale ArezzoNotizie.it, i due teste sarebbero padre e figlia danesi i quali potrebbero rivelare alcuni particolari importanti relativi alla notte in cui avvenne la morte della giovane genovese. Entrambi però, ad oggi risulterebbero irreperibili e l’ultima udienza è slittata a nuova data, ovvero al 17 luglio prossimo, rimandando così il verdetto finale.

I DUE TESTIMONI SENTITONO MARTINA ROSSI URLARE

Le testimonianze di padre e figlia, entrambi danesi, i quali nell’agosto di sette anni fa alloggiavano nel medesimo hotel della tragedia, potrebbero fornire ulteriori informazioni importanti per fare luce sulla morte della giovane Martina Rossi. I due, infatti, alloggiavano al piano di sotto ed avrebbero sentito urlare la ragazza. Non solo: avevano riferito anche di aver udito il rumore di una corsa lungo le scale, forse quella di Alessandro Albertoni. Con le loro dichiarazioni potrebbero fare nuova luce su quanto avvenne in quella drammatica notte. La procura però avrebbe avuto non poche difficoltà a mettersi in contatto con i due danesi e pur avendo individuato il loro indirizzo, nessuno avrebbe ancora risposto alla chiamata. Per questo sono stati coinvolti anche polizia danese e Interpol. Ma cosa potrebbe succedere se i due fossero impossibilitati a raggiungere l’Italia? In quel caso, le loro deposizioni dovranno essere raccolte per rogatoria ma ciò andrà ad allungare ancora di molto i tempi del procedimento. Su questo aspetto è intervenuto anche uno degli avvocati difensori che, come spiega Primocanale.it ha chiarito che, col consenso di tutte le parti, potrebbero essere acquisiti i verbali dell’interrogatorio dei due turisti stranieri e della dipendente dell’albergo anche lei chiamata a testimoniare proprio dalla difesa, velocizzando così l’intero iter.

I commenti dei lettori