Stadio Roma, Parnasi chiede nuovo interrogatorio ai pm/ Cassazione: “deve restare in carcere”

Stadio Roma, Parnasi chiede nuovo interrogatorio ai pm: l’imprenditore, al centro dell’inchiesta sull’impianto a Tor di Valle, deve restare in carcere secondo la Cassazione

12.07.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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Luca Parnasi, chi è l'imprenditore arrestato per il nuovo stadio Roma (LaPresse)

Stadio Roma, Luca Parnasi chiede nuovo interrogatorio ai pm dopo il no della sesta sezione penale della Cassazione alla scarcerazione. L’imprenditore è coinvolto nell’inchiesta sull’impianto a Tor di Valle, progettato per la squadra calcistica di proprietà James Pallotta, e la Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso della difesa, che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip. Secondo quanto riportato dai colleghi dell’Ansa, il Gip ha sottolineato che Luca Parnasi “non risulta aver preso le distanze dal collaudato sistema corruttivo dallo stesso creato ma, risulta, al contrario, averlo protetto e preservato così da mantenerne intatta l’operatività”. E ora l’imprenditore capitolino ha deciso di chiedere un nuovo interrogatorio ai pubblici ministeri, dopo quello durato undici ore nel quale però non ha fatto ammissioni tali da spingere il Gip ad assegnargli gli arresti domiciliari.

STADIO ROMA, PARNASI CHIEDE NUOVO INTERROGATORIO

Come riportato dai colleghi de Il Fatto Quotidiano, Parnasi ha dunque richiesto un nuovo incontro alla Procura di Roma. Non è bastato il ricorso fatto dai legali Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini, che evidenziavano la carenza di motivazioni sulle esigenze cautelari. Il primo interrogatorio dell’imprenditore con i pubblici ministeri, come dicevamo, è durato undici ore ma secondo il giudice “ha reso dichiarazioni con le quali in maniera lucida e consapevole, limitandosi ad ammettere fatti inequivoci e incontrovertibili e riferendo esclusivamente circostanze già note, nonchè offrendo ricostruzioni contraddette da chiare emergenze investigative, non ha offerto alcun contributo all’indagine, mantenendo inalterati, con sapienza, i legami con l’illecito contesto nel quale egli ha dimostrato di muoversi con estrema disinvoltura”. Per quanto riguarda invece i collaboratori Gianluca Talone e Giulio Mangosi la decisione del gip riguardo la scarcerazione dal Regina Coeli arriverà domani, venerdì 13 luglio 2018.



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