15 miliardi di euro entro il 2019/ Le richieste dell’UE all’Italia per non aver risanato i conti pubblici

15 miliardi di euro entro il 2019, e richieste dell’UE all’Italia per non aver risanato i conti pubblici. Ma il ministro dell’economia Tria, non ci sta: “Non servono correzioni”

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Giovanni Tria, ministro economia - LaPresse

Sono 15 i miliardi che l’Italia dovrà pagare all’Unione Europea. Una correzione di bilancio, come sottolineato dall’HuffPost, derivante dal fatto che il nostro paese non ha rispettato il percorso di risanamento dei conti pubblici, concordato in precedenza con l’Europa. Nel dettaglio la commissione europea chiede all’Italia lo 0.3% del Pil nel 2018, «senza alcun margine aggiuntivo di deviazione sull’anno», nonché lo 0.6 per l’anno prossimo: in totale fanno 5 miliardi entro il 2018, e altri 10 per la fine dell’anno prossimo, arrivando così ai 15 dell’apertura. Una decisione che lascia in parte perplessi visto che ieri il ministro Tria quanto il premier Giuseppe Conte, avevano escluso qualsiasi manovra correttiva in tempi brevi.

“NON CI SARA’ UNA NUOVA MANOVRA CORRETTIVA”

«Per il 2018 non ci sarà un manovra correttiva – le parole del ministro dell’economia, in conferenza stampa da Bruxelles – in passato è stato concesso molto all’Italia per aumentare gli investimenti, ma poi si sono sempre ridotti nonostante la flessibilità ottenuta, quindi credo che il centro della questione sia quello, non tanto lo 0,1 o 0,2, questo sarebbe il vero aggiustamento del bilancio italiano». Un accenno anche al reddito di cittadinanza, con l’esponente del governo gialloverde che ribadisce ancora una volta che i soldi per la manovra da circa 50 miliardi ci sono: «Se il governo ha trovato 50 mld per misure di questo tipo, vuol dire che 50 mld già ci sono: basta utilizzarli per fare il reddito di cittadinanza».



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